La radio dei grandi successe

Questa mattina la radiosveglia mi ha svegliato accendendosi su una nota radio locale che, storicamente, imposta la sua programmazione sulla musica del passato.

C’è da dire che, se uno volesse essere pignolo, dovrebbe pensare che se negli anni 90 mettevi solo musica anni 80 e 70, non si capisce con quale logica ora metti anche la musica anni 90. Se ai tuoi ascoltatori faceva schifo all’epoca non dovrebbe fargli schifo anche adesso?

Ma qui non è questione di logica, è questione di nostalgia. Per cui funziona lo stesso, e io mi sono svegliato ascoltando questa radio che si autodefinisce “vintage radio”. E in tutto questo turbinio di musica vintage e jingle vintage a un certo punto è arrivato il momento dell’informazione e la sigla ha annunciato “Le vintage news”.

Ora, a parte che vintage news è uno stupendo ossimoro, io ci ho messo alcuni secondi a rendermi conto che non era altro che un normalissimo giornale radio, perché per un attimo ho pensato che la radio che mette solo musica del passato informasse solo su eventi del passato.

E, sempre in quell’attimo, l’idea mi era sembrata geniale. Perché, come facciamo con la musica che a furia di ascoltarla e riascoltarla diventa mitica, anche le sfighe e le tragedie di qualche anno fa le vediamo comunque più accettabili e gestibili. Perché sappiamo che il mondo è andato avanti, che i disastri e le ingiustizie si ripetono, che non bisogna farsi prendere dal panico.

E forse davvero questo bisognerebbe fare: costruire palinsesti nostalgici intervallati da spazi informativi nostalgici. E i notiziari pieni di eventi appena accaduti e annunci dal successo incerto lasciarli ai pochi coraggiosi che da una radio vorrebbero ancora sentir uscire una canzone che non hanno mai ascoltato prima.

3 Responses to La radio dei grandi successe
  1. Francesco Cataldo Rispondi

    Nella radio che trasmette le novità si è creduto finché non sono diventate aziende con fatturati a molti zeri. Ma sono convinto che se qualcuno osasse, conquisterebbe la sua bella fetta ora che sono tutti “Hit radio”.
    Certo è che è cambiato il nostro modo di accedere alla musica, adesso è quantitativo, un tempo (limitatamente alla produzione) era qualitativo. E comunque si produceva molto meno…

  2. Achille Rispondi

    In realtà non è che io volessi proprio fare un discorso serio. Ma io dubito che il futuro della radio in un mondo in cui ognuno potrà portarsi in tasca 200 giga di canzoni preferite possa essere nel formato “grandi successi”. Staremo a vedere :)

  3. GG Rispondi

    c’è da dire che le vintage news GIA’ ESISTONO (e fanno più o meno quell’effetto che dici tu): si chiama BLOB, e ogni tanto ci mostra immagini che sapresti datare facilmente basandoti sulla fotografia degli scenografi (o sulle rughe dell’anchorman, per quanto truccate possano essere).

    Ogni tanto ti esce fuori un terremoto o un’altra tragedia nazionale che allora ci sembrava totalizzante e che oggi se non c’era BLOB forse ce l’eravamo scordati, distratti come eravamo sulla tragedia attuale..

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