Siamo cresciuti ascoltando discussioni su governissimi, governicchi e governi balneari. Abbiamo letto pagine e pagine sui bamboccioni. Al termine tesoretto ci vergogniamo a dirlo ma eravamo quasi affezionati. Abbiamo studiato l’etimologia di inciucio, pronunciato senza sentirci ridicoli ribaltone, imparato a capire la devolution e a temere la golden share, abbiamo persino usato in qualche discussione la definizione “furbetti del quartierino”.
Insomma, abbiamo subito più o meno passivamente tutti le parole e frasi bizzarre usate e abusate dai politici italiani e sfruttate fino all’esaurimento dai giornali, manco fossero tormentoni pop. Tutto abbiamo letto, tutto abbiamo pronunciato, tutto abbiamo sdoganato. Ma ci sarà pure un limite da qualche parte. Per esempio: mi spiegate perché nella discussione sul potenziale leader del centrosinistra sta prendendo piede questa ciofeca di definizione del “Papa straniero“?

mlenders
é il gene democristiano! la sua la doveva sparare..
Silvio
è la triste prova che il PD non imbrocca più neanche i tormentoni lessicali.. UFF..
Oscaruzzo
Beh, dopo il periodo avignonese non ci sono stati papi stranieri fino a Woytila (o come cavolo si scrive), ed essendo la chiesa una cosa italiana (come sappiamo tutti, purtroppo), era nato il modo di dire “papa straniero” per indicare un capo preso “da fuori”, modo di dire peraltro ancora in uso (arinuovo, purtroppo, visto che in effetti fa schifo assai).
Suzukimaruti
Dalla Russia a Giuni Russo.