Ma è l’ultima volta, sappiatelo

Che poi uno poi se lo dice, se lo promette,  se lo scrive su un promemoria: “non bisogna più farsi fregare dagli album di cover”.

Gli album di cover sono un baratro, una strada pericolosissima, un malcostume dei nostri tempi. E tu, proprio tu, che hai ascoltato e lodato quell’album di cover di pezzi dance in chiave acustica, e quello di brani rock suonati swing,  e le hit del pop in levare reggae, tu proprio tu, hai contributo alle mille e mille raccolte di brani jazz in salsa  afrocubana e di pezzi neomelodici ma con la cassa dritta e di classici del liscio, ma eseguiti con dei distorsori a palla e urla belluine in linguaggio cherokee.

Per fermare questa deriva tu ti sei detto, ti sei urlato, ti sei tatuato: no, basta con i dischi di cover, se volete la mia attenzione scrivete delle cazzo di canzoni nuove.

Poi sono arrivati questi maledetti John Legend e The Roots con una selezione da paura di canzoni black di protesta scelte bene e suonate meglio e prodotte divinamente. E ti hanno fregato ancora una volta.

4 Responses to Ma è l’ultima volta, sappiatelo
  1. Dr.Tarr Rispondi

    ti stimo!

  2. Silvio Rispondi

    Come ti capisco. La penso allo stesso, identico, modo e poi, un minuto dopo corro a comprare (comprare!) l’ultimo di Santana ^_^

  3. Achille Rispondi

    Sì però questo è bello, davvero.

  4. TheEgo Rispondi

    Ecco, grazie. L’ho scaricato, non è il mio genere decisamente perchè ho quasi nulla su questo stile, ma è davvero STUPENDO. Ieri in treno ho passato un’oretta davvero deliziosa.

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