At the end of the day

C’è una speranza che a occhio mi sembra abbastanza diffusa (più o meno consapevolmente) tra i consumatori di cinema 30-40enni, specie se maschi: quella del ritorno del cinema italiano “di genere”.

Per carità, ben vengano tutte le commedie più o meno leggere, e i drammi, e i grandi film d’autore. Ma ogni volta che il cinema italiano riesce a produrre un horror, un poliziesco, o un thriller, vedo un consistente numero di orecchie drizzarsi nella speranza di un buon prodotto, di un colpaccio, di una rinascita. Di solito le orecchie si riabbassano dopo una solenne bastonata, o vengono scosse da risate scomposte causate da trailer ridicoli, trame inconsistenti, realizzazioni incerte, regie casarecce.

Per questo qui ci permettiamo di fare il tifo per At the end of the day. Trattasi di un horror appena uscito in sala e diretto da Cosimo Alemà, regista di una caterva di videoclip (da Fabri Fibra agli Zero Assoluto, passando per Istrice dei Subsonica, che faceva effettivamente una certa impressione). Una produzione a basso costo, con attori americani, che sta riscuotendo un po’ di interesse in giro, e che ha qualche numero per riuscire ad attirare ancora più attenzione.

Dovendo essere sinceri non staremo qui a dirvi (ma perché parlo al plurale?) che si tratta di un capolavoro, o che ha una sceneggiatura innovativa e strepitosa, perché onestamente non ce l’ha. Ma è un buon prodotto, girato bene, prodotto bene, con delle belle musiche. Fa il suo, se per “il suo” si intende avere una buona idea e seguirla a colpi di fucilate, macete e urla, regalandoci un’oretta e mezza di quelle che ci piacevano quando guardavamo le rassegne dello zio Tibia nelle sere d’estate.

Potrebbe essere un segnale, se gira bene. E se il film sopravvive alla sfiga di essere uscito in giorni in cui forse molta gente potrebbe non voler andare al cinema a vedere dei pazzi esaltati che sparano addosso a dei ventenni indifesi (perché di questo si tratta, in fin dei conti). Qui siamo moderatamente fiduciosi e abbiamo fatto il nostro dovere, andandoci (ancora co sto plurale?).

2 Responses to At the end of the day
  1. Silvestro Rispondi

    Con “Alex L’Ariete”, altro che drizzarsi, a me si gonfiò qualcosa!!!!

  2. Akille Rispondi

    Ma infatti, per questo si apprezzano le eccezioni.

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