Il favoloso mondo di Hollandie

Da ieri c’è un testo che ritorna incessantemente su tutti i social network ai quali sono iscritto. Appare sotto forma di link, status, citazione, cartello o didascalia di una foto di Hollande.

Il testo comincia così “Ecco cosa ha fatto Hollande (non parole, fatti) in 56 giorni di governo: ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate.”

Si tratta di una porzione di un post molto più lungo pubblicato in origine dal blog Libero Pensiero, che prosegue elencando altre misure di risparmi sullo spreco e investimenti in opere lodevoli, accolta con grandissimo entusiasmo da molti blogger e utenti della rete, che si sono lanciati in un linka linka e posta posta degno delle cause migliori, accompagnati da esortazioni tipo “Leggetelo”, “Così si fa”, “Condividetelo in bacheca se volete che accada anche in Italia”.

Senonché qualcuno ha iniziato a chiedersi: ma le fonti, quale sono le fonti? Perché nessuna testata, nemmeno francese, riporta un quadro così idilliaco? Qualcuno lo ha chiesto all’autore del post, che ha risposto di avere una fonte interna al Governo Francese, ma di non poterla rivelare perché “quando dico “non posso” è perchè la fonte, magari, mi ha detto “però rimane tra noi” e io rispetto questo codice”.

E qui arriva la perplessità. Perché va bene che esistono gli scoop ed esiste la difesa delle fonti, ma come fa ad esistere una fonte riservata su leggi, documenti pubblici, assunzioni e finanziamenti statali? Non suona tutto molto strano?

Ma nel frattempo il testo avanza, lo linkano tutti, addirittura finisce (anche se rielaborato) in uno dei blog d’autore di Repubblica  (edit: Coen ha modificato decisamente il suo post in seguito a numerose segnalazioni dei lettori). E così il mito di Hollande e della sua Francia già rivoluzionata in 56 giorni si diffonde e aumenta, gli italiani stanchi della politica nostrana hanno un nuovo mito, e un nuovo esempio da sbandierare nelle discussioni.

Se sia un esempio vero o meno ne parleremo, se avanza tempo, un’altra volta.

17 Responses to Il favoloso mondo di Hollandie
  1. Gio Rispondi

    Non so se le azioni riportate nel post siano reali o gonfiate, la cosa verificabile velocemente è il risultato. Lo spread francese è realmente a 101 (oggi addirittura sotto i 100) ma il punto di partenza all’elezione di Hollande (maggio 12) era 119 e dopo il picco di novembre 2011 ha sempre oscillato fra 100 e 150. In sintesi, anche se fossero tutte vere (cosa di cui dubito molto), non è che sia cambiato molto :-)

  2. dis0rder Rispondi

    un governo che taglia le auto blu e NON lo pubblicizza, anzi tiene la notizia riservata, mi insospettisce… c’è sicuramente di mezzo una congiura del gruppo Bilderberg

  3. Achille Rispondi

    Ecco, anche questa cosa di riportare un dato con molta enfasi senza spiegare il contesto bene non depone.

  4. Alessandro Longo Rispondi

    Da giornalista, dico che quella risposta sulla fonte segreta rivela che è tutto una cialtronaggine. Il governo può dare anticipazioni su cose che intende fare in una bozza di decreto, non su leggi già decise! Queste sono pubbliche e sono sottoposte a precedente trattativa o voto, mica la Francia è una dittatura

  5. Fabrizio Rispondi

    Dubbio più che legittimo, io mi sono limitato a chiamare degli amici francesi per farmi spiegare la situazione ne è venuto fuori che che Hollande sta davvero facendo pulizia ma nessuno ha il coraggio di lamentarsi perchè remano tutti dalla stessa parte; semmai la cosa che fa sorridere è il terrore degli altri governi, soprattutto quello italiano, nel vedere come si possono sistemare almeno in parte le cose, non molto… solo quel tanto che basta per far capire ad una nazione che si può ripartire, mentre per come vanno le cose in Italia le cose possono solo peggiorare.

  6. JP Rispondi

    cmq si scrive hollande, non hollandie

  7. Akille Rispondi

    Temevo che il gioco di parole con Il favoloso mondo di Amelie non fosse divertente, non immaginavo che non fosse chiaro

  8. niccolò Rispondi

    qualcuno ha chiamato l’autore del post?
    scusa ma non puoi mettere chi e specificare?
    perchè accusi il post di non citare fonti ma anche tu citi un “qualcuno” senza specificare niente.

  9. Akille Rispondi

    Niccolò, non ho capito: nel mio post io dico che il post è preso dal blog libero pensiero, se ci clicchi è un link che porta esattamente al post di cui stiamo parlando.

  10. danilo costantin Rispondi

    salve a tutti, anch’io preso dall’euforia ho fatto girare il link sospetto facendo nascere un piccolo dibattito sul mio social network; effettivamente non ho trovato riscontro su internet circa altre notizie in tal senso, sarebbero tante belle cose fatte in soli 56 giorni; ho rispolverato il mio francese e inviato un paio di mail ai miei contatti francesi da cui spero una pronta risposta e avere info per risolvere la vicenda… a presto

  11. erbasalvia Rispondi

    si ma perché tutti a parlare di una non notizia? se ora scrivo un post in cui dico che monti ha le tette, ne parlerete tutti?

    • davide-k Rispondi

      perchè è rimbalzata su migliaia di blog, social network e giornali

  12. Paolo Guido Rispondi

    Bravo Akille, il peggio è la quantità d’insospettabili professionisti – non solo Coen – che l’hanno bevuta. E Sergio Di Cori ancora ci ride su, manco fossimo ancora ai tempi del Male. ;o)

  13. Enrico Rispondi

    Il blog Pazzo per Repubblica, dopo aver riconosciuto l’errore di Leonardo Coen, gli ha dato la possibilità di un’ulteriore replica: http://pazzoperrepubblica.blogspot.it/2012/07/dovere-di-cronaca-diritto-di-replica.html 

  14. [...] Incuriosita dal fatto che di tutte queste meravigliose azioni avessi visto ben poca notizia sui giornali... framino.wordpress.com/2012/07/17/e-poi-girano-le-balle-soprattutto-sul-web

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