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	<title>Akille.net &#187; Biglietti strappati</title>
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	<description>Il blog di Akille</description>
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		<title>Te lo do io il panettone</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 23:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biglietti strappati]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Digerite le vacanze di natale, smaltite le classifiche di fine anno, compilate le liste dei buoni propositi (a pensarci bene non ho fatto niente di tutto questo) volevo dare merito ai ragazzi di SecondaVisione per un&#8217;opera monumentale svolta nelle ultime settimane: la critica sistematica dei &#8220;cinepanettoni&#8221; usciti negli ultimi 29 anni. Un&#8217;analisi ragionata su trame, gag, momenti alti, momenti bassi, colonne sonore, gnocche e risvolti sociologici. Che siate d&#8217;accordo con i  loro pareri o meno, è il caso di apprezzare lo sforzo. Seconda Visione: speciale cinepanettoni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Digerite le vacanze di natale, smaltite le classifiche di fine anno, compilate le liste dei buoni propositi (a pensarci bene non ho fatto niente di tutto questo) volevo dare merito ai ragazzi di SecondaVisione per un&#8217;opera monumentale svolta nelle ultime settimane: la critica sistematica dei &#8220;cinepanettoni&#8221; usciti negli ultimi 29 anni. Un&#8217;analisi ragionata su trame, gag, momenti alti, momenti bassi, colonne sonore, gnocche e risvolti sociologici. Che siate d&#8217;accordo con i  loro pareri o meno, è il caso di apprezzare lo sforzo.</p>
<p><a title="Speciale cinepanettoni" href="http://secondavisione.wordpress.com/category/speciale-cinepanettoni/">Seconda Visione: speciale cinepanettoni.</a></p>
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		<title>Lord Shen, non ti temo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 09:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biglietti strappati]]></category>
		<category><![CDATA[animazione]]></category>
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		<description><![CDATA[È una mattina d&#8217;estate. Apro la mail, comincio a scorrere i messaggi. È la mail del blog, perciò ci trovo dentro qualunque cosa, e vado veloce, e leggo a salti. Ma la mia attenzione non può non essere attirata da una mail che mi propone &#8220;adotta un personaggio di Kung Fu Panda 2&#8220;. Lo adotto? Ma certo che lo adotto. Chi non vorrebbe adottare quel meraviglioso panzone, o un maestro burbero ma buono? Allora apro la mail tutto speranzoso: quale personaggio mi vorranno far adottare, eh? Quale? È a quel punto che leggo &#8220;Lord Shen&#8221;. E chi è mo Lord Shen? È il cattivo. Ma come il cattivo? Ma non c&#8217;era un personaggio morbidoso, simpatico, spigliato, tenerone? Devo adottare proprio il cattivo? Poi ci penso un attimo e mi torna in mente una scena del primo Kung Fu Panda, quella dell&#8217;evasione di Tai Lung, il cattivo di quel film. Una scena d&#8217;evasione talmente cazzuta da far invidia a molti film d&#8217;azione con dentro dei cattivi cazzuti. Un&#8217;evasione così spettacolare che se un giorno di questi mi decidessi a compilare la mia lista dei migliori cattivi del cinema quasi potrei metterci Tai Lug dentro solo per quella. Allora sai che faccio? Io lo adotto questo cattivo che è talmente cattivo che vorrebbe addirittura (paura, spavento, tragedia per il cinema con cui siamo cresciuti) eliminare il kung fu dalla faccia della terra. Alla fine mi sa che è meglio avercelo vicino e tenerlo d&#8217;occhio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È una mattina d&#8217;estate. Apro la mail, comincio a scorrere i messaggi. È la mail del blog, perciò ci trovo dentro qualunque cosa, e vado veloce, e leggo a salti. Ma la mia attenzione non può non essere attirata da una mail che mi propone &#8220;adotta un personaggio di <a href="http://www.kungfupanda2.it/">Kung Fu Panda 2</a>&#8220;.</p>
<p>Lo adotto? Ma certo che lo adotto. Chi non vorrebbe adottare quel meraviglioso panzone, o un maestro burbero ma buono? Allora apro la mail tutto speranzoso: quale personaggio mi vorranno far adottare, eh? Quale? È a quel punto che leggo &#8220;Lord Shen&#8221;. E chi è mo Lord Shen? È il cattivo. Ma come il cattivo? Ma non c&#8217;era un personaggio morbidoso, simpatico, spigliato, tenerone? Devo adottare proprio il cattivo?</p>
<p>Poi ci penso un attimo e mi torna in mente una scena del primo Kung Fu Panda, quella dell&#8217;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=c4jHzoXCj3g">evasione di Tai Lung</a>, il cattivo di quel film. Una scena d&#8217;evasione talmente cazzuta da far invidia a molti film d&#8217;azione con dentro dei cattivi cazzuti. Un&#8217;evasione così spettacolare che se un giorno di questi mi decidessi a compilare la mia <a href="http://bookandnegative.altervista.org/blog/underground/il-cattivo-che-avrei-voluto-essere/">lista dei migliori cattivi del cinema </a>quasi potrei metterci Tai Lug dentro solo per quella.</p>
<p>Allora sai che faccio? Io lo adotto questo cattivo che è talmente cattivo che vorrebbe addirittura (paura, spavento, tragedia per il cinema con cui siamo cresciuti) eliminare il kung fu dalla faccia della terra. Alla fine mi sa che è meglio avercelo vicino e tenerlo d&#8217;occhio.</p>
<p><a href="http://www.akille.net/2011/08/02/lord-shen-non-ti-temo/lordshen3/" rel="attachment wp-att-6166"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6166" title="lordshen3" src="http://www.akille.net/wp-content/uploads/2011/08/lordshen3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.akille.net/2011/08/02/lord-shen-non-ti-temo/lordshen3/" rel="attachment wp-att-6166"><br />
</a><a href="http://www.akille.net/2011/08/02/lord-shen-non-ti-temo/lordshen2/" rel="attachment wp-att-6161"><br />
</a><a href="http://www.akille.net/2011/08/02/lord-shen-non-ti-temo/lordshen2/" rel="attachment wp-att-6161"><br />
</a></p>
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		<title>At the end of the day</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 17:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biglietti strappati]]></category>
		<category><![CDATA[At the end of the day]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è una speranza che a occhio mi sembra abbastanza diffusa (più o meno consapevolmente) tra i consumatori di cinema 30-40enni, specie se maschi: quella del ritorno del cinema italiano &#8220;di genere&#8221;. Per carità, ben vengano tutte le commedie più o meno leggere, e i drammi, e i grandi film d&#8217;autore. Ma ogni volta che il cinema italiano riesce a produrre un horror, un poliziesco, o un thriller, vedo un consistente numero di orecchie drizzarsi nella speranza di un buon prodotto, di un colpaccio, di una rinascita. Di solito le orecchie si riabbassano dopo una solenne bastonata, o vengono scosse da risate scomposte causate da trailer ridicoli, trame inconsistenti, realizzazioni incerte, regie casarecce. Per questo qui ci permettiamo di fare il tifo per At the end of the day. Trattasi di un horror appena uscito in sala e diretto da Cosimo Alemà, regista di una caterva di videoclip (da Fabri Fibra agli Zero Assoluto, passando per Istrice dei Subsonica, che faceva effettivamente una certa impressione). Una produzione a basso costo, con attori americani, che sta riscuotendo un po&#8217; di interesse in giro, e che ha qualche numero per riuscire ad attirare ancora più attenzione. Dovendo essere sinceri non staremo qui a dirvi (ma perché parlo al plurale?) che si tratta di un capolavoro, o che ha una sceneggiatura innovativa e strepitosa, perché onestamente non ce l&#8217;ha. Ma è un buon prodotto, girato bene, prodotto bene, con delle belle musiche. Fa il suo, se per &#8220;il suo&#8221; si intende avere una buona idea ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è una speranza che a occhio mi sembra abbastanza diffusa (più o meno consapevolmente) tra i consumatori di cinema 30-40enni, specie se maschi: quella del ritorno del cinema italiano &#8220;di genere&#8221;.</p>
<p>Per carità, ben vengano tutte le commedie più o meno leggere, e i drammi, e i grandi film d&#8217;autore. Ma ogni volta che il cinema italiano riesce a produrre un horror, un poliziesco, o un thriller, vedo un consistente numero di orecchie drizzarsi nella speranza di un buon prodotto, di un colpaccio, di una rinascita. Di solito le orecchie si riabbassano dopo una solenne bastonata, o vengono scosse da risate scomposte causate da trailer ridicoli, trame inconsistenti, realizzazioni incerte, regie casarecce.</p>
<p>Per questo qui ci permettiamo di fare il tifo per At the end of the day. Trattasi di un horror appena uscito in sala e diretto da Cosimo Alemà, regista di una caterva di videoclip (da Fabri Fibra agli Zero Assoluto, passando per Istrice dei Subsonica, che faceva effettivamente una certa impressione). Una produzione a basso costo, con attori americani, che sta riscuotendo un po&#8217; di interesse in giro, e che ha qualche numero per riuscire ad attirare ancora più attenzione.</p>
<p>Dovendo essere sinceri non staremo qui a dirvi (ma perché parlo al plurale?) che si tratta di un capolavoro, o che ha una sceneggiatura innovativa e strepitosa, perché onestamente non ce l&#8217;ha. Ma è un buon prodotto, girato bene, prodotto bene, con delle belle musiche. Fa il suo, se per &#8220;il suo&#8221; si intende avere una buona idea e seguirla a colpi di fucilate, macete e urla, regalandoci un&#8217;oretta e mezza di quelle che ci piacevano quando guardavamo le rassegne dello zio Tibia nelle sere d&#8217;estate.</p>
<p>Potrebbe essere un segnale, se gira bene. E se il film sopravvive alla sfiga di essere uscito in giorni in cui forse molta gente potrebbe non voler andare al cinema a vedere dei pazzi esaltati che sparano addosso a dei ventenni indifesi (perché di questo si tratta, in fin dei conti). Qui siamo moderatamente fiduciosi e abbiamo fatto il nostro dovere, andandoci (ancora co sto plurale?).</p>
<p><object width="560" height="349" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ysF9N2ccDOA?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="349" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ysF9N2ccDOA?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>L&#8217;arte del pregiudizio</title>
		<link>http://www.akille.net/2011/07/18/larte-del-pregiudizio/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 08:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Kekkoz lancia il &#8220;premio Maccio Capatonda&#8221; destinato al &#8220;film italiano da deridere&#8221; dell&#8217;anno. Se non sapete chi sia Kekkoz, cosa siano i film italiani da deridere e se non avete mai letto la sua rubrica Friday prejudice andate e colmate la lacuna. Perché giudicare un film dal trailer è una cosa brutta e meschina. Ma a volte anche giusta e divertente. (di seguito l&#8217;imperdibile trailer del premio contenente imperdibili chicche da film che, colpevolmente, non siamo andati a vedere)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Kekkoz lancia il &#8220;<em>premio Maccio Capatonda</em>&#8221; destinato al &#8220;<em>film italiano da deridere</em>&#8221; dell&#8217;anno. Se non sapete chi sia Kekkoz, cosa siano i film italiani da deridere e se non avete mai letto la sua rubrica <em>Friday prejudice</em> andate e <a href="http://prejudice.kekkoz.com/">colmate la lacuna</a>.</p>
<p>Perché giudicare un film dal trailer è una cosa brutta e meschina. Ma a volte anche giusta e divertente.</p>
<p>(di seguito l&#8217;imperdibile trailer del premio contenente imperdibili chicche da film che, colpevolmente, non siamo andati a vedere)</p>
<p><object width="560" height="349" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iOoZrxax5Dk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="349" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/iOoZrxax5Dk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Segni del tempo</title>
		<link>http://www.akille.net/2010/11/30/segni-del-tempo/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 08:34:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;epoca dei blog e dei social network la riconosci perché quando muore un grande tutti fanno a gara a ricordarlo sulle loro pagine e sui loro profili con foto, citazioni e video. La morte di uno veramente grande la riconosci perché potresti passare la giornata a cercare la foto, la citazione e il video, pensando che comunque ci sarebbero altre cento cose per cui vorresti ricordarlo . Grazie per tutte queste cose, Monicelli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;epoca dei blog e dei social network la riconosci perché quando muore un grande tutti fanno a gara a ricordarlo sulle loro pagine e sui loro profili con foto, citazioni e video.</p>
<p>La morte di uno veramente grande la riconosci perché potresti passare la giornata a cercare la foto, la citazione e il video, pensando che comunque ci sarebbero altre cento cose per cui vorresti ricordarlo .</p>
<p>Grazie per tutte queste cose, Monicelli.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Yyz68MyJPHo?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Yyz68MyJPHo?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Aspettatamente</title>
		<link>http://www.akille.net/2010/11/20/aspettatamente/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 12:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biglietti strappati]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Albanese]]></category>
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		<description><![CDATA[A gennaio arriva al cinema, con tutte le aspettative e i rischi di delusione del caso, il miglior personaggio comico degli ultimi anni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A gennaio arriva <a href="http://www.bestmovie.it/news/antonio-albanese-il-trailer-di-qualunquemente/61460/" target="_blank">al cinema</a>, con tutte le aspettative e i rischi di delusione del caso, il miglior personaggio comico degli ultimi anni.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/SX5ectOt-eM?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/SX5ectOt-eM?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Almost social</title>
		<link>http://www.akille.net/2010/11/09/almost-social/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 09:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biglietti strappati]]></category>
		<category><![CDATA[Aaron Sorkin]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[David Fincher]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
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		<category><![CDATA[the social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre mi accomodavo per vedere The social network nell&#8217;ultimo giorno della Festa del Film di Roma mi è tornata in mente la sera in cui ho visto The Wrestler. Quella serata me la ricordo benissimo, perché non mi capita spesso di gustarmi un film mentre la fila dietro rumoreggia fino a decidere di andarsene prima della fine. E invece quella volta andò proprio così: attratti probabilmente da titolo e locandina (o da qualche subdolo passaparola) quei ragazzi erano arrivati in sala aspettandosi uno spettacolare film sul wrestling e i suoi eroi e invece si ritrovavano davanti la storia patetica e poetica di un vecchio lottatore sfigato e dimenticato. Pensate la delusione. Ecco, questo era il pregiudizio che mi ha accompagnato fino alla visione di The social network. Non avevo grandi timori sulla qualità di un film affidato a un regista come Fincher e a uno sceneggiatore come Sorkin, e in troppi me ne parlavano con un entusiasmo che non poteva essere campato in aria. Io temevo invece che The social network potesse essere un&#8217;occasione sprecata per portare del cinema fatto bene a tutti, avevo paura che usasse Facebook come un pretesto, senza raccontare nulla delle loro vite a quelli attratti da un film ambientato in un posto, seppur virtuale, dove passano ore ogni giorno. In un certo senso è un pregiudizio confermato: se pensate che il film parli dei frequentatori di Facebook, delle loro manie, del loro perdere tempo in rete, del loro parlarsi via chat e approcciarsi via poke, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Mentre mi accomodavo per vedere <a href="http://thesocialnetwork-ilfilm.it/" target="_blank">The social network</a> nell&#8217;ultimo giorno della Festa del Film di Roma mi è tornata in mente la sera in cui ho visto The Wrestler. Quella serata me la ricordo benissimo, perché non mi capita spesso di gustarmi un film mentre la fila dietro rumoreggia fino a decidere di andarsene prima della fine.</p>
<p>E invece quella volta andò proprio così: attratti probabilmente da titolo e locandina (o da qualche subdolo passaparola) quei ragazzi erano arrivati in sala aspettandosi uno spettacolare film sul wrestling e i suoi eroi e invece si ritrovavano davanti la storia patetica e poetica di un vecchio lottatore sfigato e dimenticato. Pensate la delusione.</p>
<p>Ecco, questo era il pregiudizio che mi ha accompagnato fino alla visione di The social network. Non avevo grandi timori sulla qualità di un film affidato a un regista come Fincher e a uno sceneggiatore come Sorkin, e in troppi me ne parlavano con un entusiasmo che non poteva essere campato in aria.</p>
<p>Io temevo invece che The social network potesse essere un&#8217;occasione sprecata per portare del cinema fatto bene a tutti, avevo paura che usasse Facebook come un pretesto, senza raccontare nulla delle loro vite a quelli attratti da un film ambientato in un posto, seppur virtuale, dove passano ore ogni giorno.</p>
<p>In un certo senso è un pregiudizio confermato: se pensate che il film parli dei frequentatori di Facebook, delle loro manie, del loro perdere tempo in rete, del loro parlarsi via chat e approcciarsi via poke, insomma che parli di noi, toglietevelo dalla testa. Lo fa, ma in maniera molto laterale.</p>
<p>C&#8217;è però un modo più raffinato in cui The social network è un film contemporaneo e ancorato alla realtà che ci gira intorno. E sono i momenti in cui, oltre a essere incredibilmente brillante, divertente e ben scritto, diventa un tormentato poema epico di nerd e smanettoni.</p>
<p>Intendiamoci: raccontare la storia di uno sfigato che si imbarca in una straordinaria avventura è il punto di partenza di almeno un terzo dei film che escono ogni anno. Ma qui c&#8217;è qualcosa di più: c&#8217;è un mondo in cui un nerd può vincere senza diventare un vincente, in cui programmatori e sistemisti di rete sono le nuove rockstar, in cui Zuckeberg può diventare il più giovane miliardario del mondo e continuare a vestirsi male. C&#8217;è un mondo in cui non vogliamo cambiare il mondo iniziando la rivoluzione dal nostro letto (come Lennon e Yoko Ono) ma conquistarlo partendo da un posto qualsiasi, purché ci sia una rete wireless.</p>
<p>Potrebbe sembrare qualcosa che in modi più semplici abbiamo visto per anni (pensate a War Games) ma il nostro è il mondo più complicato e indefinito, in cui non è più facile distinguere i buoni dai cattivi e non bisogna per forza rendere spettacolare la tecnologia per far mostrarne l&#8217;importanza, e dove possiamo permetterci un film godibile ma complesso, in cui il protagonista non ha a tutti i costi una bella storia romantica altrimenti il pubblico femminile si annoia.</p>
<p>Quindi sono uscito dalla sala pensando che questo film potrebbe dire molto a molte più persone, perché coglie il momento, perché i ragazzini di oggi forse sognano, oltre che di fare i tronisti e i calciatori, anche di diventare famosi inventando qualcosa su internet, perché noi 30/40enni che all&#8217;inizio vedevamo la tecnologia come qualcosa di magico e fantascientifico abbiamo avuto il tempo di scoprire che può diventare un business come un altro e una giungla quotidiana come altre.</p>
<p>Sono passati un paio di giorni, ho letto analisi e recensioni sul film, ma sono rimasto soprattutto colpito dai commenti di chi lo attende letti su pagine di facebook, discussioni sui forum e sotto i trailer di youtube. La percezione forte è che a pochi giorni dalla sua uscita The social network sia atteso non come un film “su” facebook ma come un film “di” Facebook, da odiare, amare o rifiutare a prescindere, come si fa con il social network. E quindi il mio pregiudizio è ritornato, anche se è tutto esterno a me. A me The social network è piaciuto. Come potrà essere accolto “dal popolo di Facebook” resta per me un grande mistero che vedremo sciogliersi nei prossimi giorni.</p>
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		<title>I post dei figli delle stelle</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 14:35:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biglietti strappati]]></category>
		<category><![CDATA[Ueb]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Figli delle stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa volete sapere di un film prima di andarlo a vedere? E quanto ne volete sapere? Siete di quelli che preferiscono ignorare qualsiasi cosa tranne il genere e il protagonista? O  vi piace sapere che tipo di personaggi saranno coinvolti nell&#8217;avventura? Vi attirano quei trailer in cui non si capisce niente e si legge solo il titolo e la data d&#8217;uscita? O quelli che praticamente vi dicono anche come andrà a a finire lasciandovi solo qualche dubbio sui dettagli? Tra un mese uscirà nei cinema italiani Figli delle stelle, il nuovo film di Lucio Pellegrini (E allora mambo, Tandem, Ora o mai più) e la produzione ha scelto, per lanciarlo, di aprire un blog in cui i personaggi del film scrivono e commentano facendo trasparire  i loro caratteri, e le informazioni sulla vita che stavano vivendo nel momento in cui inizia il film, sotto forma di post. Un esperimento di promozione via web che mischia finzione e attualità, cinema e social network. Un&#8217;operazione nella quale, ve lo dico per onestà, sono in un certo modo coinvolto.  E anche per questo sono curioso di vedere in che modo funzionerà. Figli delle stelle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa volete sapere di un film prima di andarlo a vedere? E quanto ne volete sapere?</p>
<p>Siete di quelli che preferiscono ignorare qualsiasi cosa tranne il genere e il protagonista? O  vi piace sapere che tipo di personaggi saranno coinvolti nell&#8217;avventura? Vi attirano quei trailer in cui non si capisce niente e si legge solo il titolo e la data d&#8217;uscita? O quelli che praticamente vi dicono anche come andrà a a finire lasciandovi solo qualche dubbio sui dettagli?</p>
<p>Tra un mese uscirà nei cinema italiani <a href="http://www.repubblica.it/figlidellestelle/" target="_blank">Figli delle stelle</a>, il nuovo film di Lucio Pellegrini (E allora mambo, Tandem, Ora o mai più) e la produzione ha scelto, per lanciarlo, di aprire un blog in cui i personaggi del film scrivono e commentano facendo trasparire  i loro caratteri, e le informazioni sulla vita che stavano vivendo nel momento in cui inizia il film, sotto forma di post.</p>
<p>Un esperimento di promozione via web che mischia finzione e attualità, cinema e social network. Un&#8217;operazione nella quale, ve lo dico per onestà, sono in un certo modo coinvolto.  E anche per questo sono curioso di vedere in che modo funzionerà.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/figlidellestelle/" target="_blank">Figli delle stelle.</a></p>
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		<title>Chi non vorrebbe vivere in un posto così?</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 10:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biglietti strappati]]></category>
		<category><![CDATA[animazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il pianeta perfetto, un cortometraggio di Astutillo Smeriglia. www.comafilm.net]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pianeta perfetto, un cortometraggio di Astutillo Smeriglia.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pVjOHt6sizs?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/pVjOHt6sizs?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Preparatevi</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 10:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biglietti strappati]]></category>
		<category><![CDATA[3d]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Puff]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse il mondo come lo conosciamo potrebbe finire prima del fatidico 2012. Tra un anno esce il film sui Puffi. In 3d.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse il mondo come lo conosciamo potrebbe finire prima del fatidico 2012.</p>
<p>Tra un anno esce il film sui Puffi. In 3d.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YdgoZ5ugCAE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/YdgoZ5ugCAE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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