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  1. Segni del tempo

    30 novembre 2010 / Leave a comment

    L’epoca dei blog e dei social network la riconosci perché quando muore un grande tutti fanno a gara a ricordarlo sulle loro pagine e sui loro profili con foto, citazioni e video.

    La morte di uno veramente grande la riconosci perché potresti passare la giornata a cercare la foto, la citazione e il video, pensando che comunque ci sarebbero altre cento cose per cui vorresti ricordarlo .

    Grazie per tutte queste cose, Monicelli.

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  2. Aspettatamente

    20 novembre 2010 / Leave a comment

    A gennaio arriva al cinema, con tutte le aspettative e i rischi di delusione del caso, il miglior personaggio comico degli ultimi anni.

    Posted in Biglietti strappati
  3. Almost social

    9 novembre 2010 / 5 Comments

    Mentre mi accomodavo per vedere The social network nell’ultimo giorno della Festa del Film di Roma mi è tornata in mente la sera in cui ho visto The Wrestler. Quella serata me la ricordo benissimo, perché non mi capita spesso di gustarmi un film mentre la fila dietro rumoreggia fino a decidere di andarsene prima della fine.

    E invece quella volta andò proprio così: attratti probabilmente da titolo e locandina (o da qualche subdolo passaparola) quei ragazzi erano arrivati in sala aspettandosi uno spettacolare film sul wrestling e i suoi eroi e invece si ritrovavano davanti la storia patetica e poetica di un vecchio lottatore sfigato e dimenticato. Pensate la delusione.

    Ecco, questo era il pregiudizio che mi ha accompagnato fino alla visione di The social network. Non avevo grandi timori sulla qualità di un film affidato a un regista come Fincher e a uno sceneggiatore come Sorkin, e in troppi me ne parlavano con un entusiasmo che non poteva essere campato in aria.

    Io temevo invece che The social network potesse essere un’occasione sprecata per portare del cinema fatto bene a tutti, avevo paura che usasse Facebook come un pretesto, senza raccontare nulla delle loro vite a quelli attratti da un film ambientato in un posto, seppur virtuale, dove passano ore ogni giorno.

    In un certo senso è un pregiudizio confermato: se pensate che il film parli dei frequentatori di Facebook, delle loro manie, del loro perdere tempo in rete, del loro parlarsi via chat e approcciarsi via poke, insomma che parli di noi, toglietevelo dalla testa. Lo fa, ma in maniera molto laterale.

    C’è però un modo più raffinato in cui The social network è un film contemporaneo e ancorato alla realtà che ci gira intorno. E sono i momenti in cui, oltre a essere incredibilmente brillante, divertente e ben scritto, diventa un tormentato poema epico di nerd e smanettoni.

    Intendiamoci: raccontare la storia di uno sfigato che si imbarca in una straordinaria avventura è il punto di partenza di almeno un terzo dei film che escono ogni anno. Ma qui c’è qualcosa di più: c’è un mondo in cui un nerd può vincere senza diventare un vincente, in cui programmatori e sistemisti di rete sono le nuove rockstar, in cui Zuckeberg può diventare il più giovane miliardario del mondo e continuare a vestirsi male. C’è un mondo in cui non vogliamo cambiare il mondo iniziando la rivoluzione dal nostro letto (come Lennon e Yoko Ono) ma conquistarlo partendo da un posto qualsiasi, purché ci sia una rete wireless.

    Potrebbe sembrare qualcosa che in modi più semplici abbiamo visto per anni (pensate a War Games) ma il nostro è il mondo più complicato e indefinito, in cui non è più facile distinguere i buoni dai cattivi e non bisogna per forza rendere spettacolare la tecnologia per far mostrarne l’importanza, e dove possiamo permetterci un film godibile ma complesso, in cui il protagonista non ha a tutti i costi una bella storia romantica altrimenti il pubblico femminile si annoia.

    Quindi sono uscito dalla sala pensando che questo film potrebbe dire molto a molte più persone, perché coglie il momento, perché i ragazzini di oggi forse sognano, oltre che di fare i tronisti e i calciatori, anche di diventare famosi inventando qualcosa su internet, perché noi 30/40enni che all’inizio vedevamo la tecnologia come qualcosa di magico e fantascientifico abbiamo avuto il tempo di scoprire che può diventare un business come un altro e una giungla quotidiana come altre.

    Sono passati un paio di giorni, ho letto analisi e recensioni sul film, ma sono rimasto soprattutto colpito dai commenti di chi lo attende letti su pagine di facebook, discussioni sui forum e sotto i trailer di youtube. La percezione forte è che a pochi giorni dalla sua uscita The social network sia atteso non come un film “su” facebook ma come un film “di” Facebook, da odiare, amare o rifiutare a prescindere, come si fa con il social network. E quindi il mio pregiudizio è ritornato, anche se è tutto esterno a me. A me The social network è piaciuto. Come potrà essere accolto “dal popolo di Facebook” resta per me un grande mistero che vedremo sciogliersi nei prossimi giorni.

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  4. I post dei figli delle stelle

    20 settembre 2010 / 4 Comments

    Cosa volete sapere di un film prima di andarlo a vedere? E quanto ne volete sapere?

    Siete di quelli che preferiscono ignorare qualsiasi cosa tranne il genere e il protagonista? O  vi piace sapere che tipo di personaggi saranno coinvolti nell’avventura? Vi attirano quei trailer in cui non si capisce niente e si legge solo il titolo e la data d’uscita? O quelli che praticamente vi dicono anche come andrà a a finire lasciandovi solo qualche dubbio sui dettagli?

    Tra un mese uscirà nei cinema italiani Figli delle stelle, il nuovo film di Lucio Pellegrini (E allora mambo, Tandem, Ora o mai più) e la produzione ha scelto, per lanciarlo, di aprire un blog in cui i personaggi del film scrivono e commentano facendo trasparire  i loro caratteri, e le informazioni sulla vita che stavano vivendo nel momento in cui inizia il film, sotto forma di post.

    Un esperimento di promozione via web che mischia finzione e attualità, cinema e social network. Un’operazione nella quale, ve lo dico per onestà, sono in un certo modo coinvolto.  E anche per questo sono curioso di vedere in che modo funzionerà.

    Figli delle stelle.

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