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  1. Carissimi amici di Sky (a proposito di Aniene)

    24 giugno 2011 / 6 Comments

    Sono qui per avanzare una modesta proposta. Capisco che avendo dato spazio a Corrado Guzzanti per il suo show Aniene riteniate giusto che chi se lo vuole vedere debba essere un abbonato Sky (ci mancherebbe altro), che vi dia fastidio ritrovarne pezzi in giro per la rete, che abbiate voluto limitare i frammenti reperibili on line ai trailer e allo spot sul referendum. Tutto giusto.

    E però: non potreste fare un’eccezione per la sigla? Per quella meravigliosa canzone, che si chiama per l’appunto Aniene, in cui Guzzanti/Venditti parla di noi, che ci sentiamo fiumi minori e un po’ in disparte, che sopportiamo e che non esondiamo mai? Che sopportiamo insulti, abusi e corruzione, e che vorremmo solo canticchiare e ascoltare a ripetizione quello che potrebbe diventare un vero inno?

    Lasciatecela mettere su Youtube, questa canzone, lasciatecela postare sui blog, condividere su facebook, mettetela da comprare su iTunes, da selezionare sui juke box, datela alle radio. Insomma: lasciatela esondare libera. C’è il rischio che diventi un tormentone alternativo dell’estate, per noi che c’hanno preso tutto, tranne i nostri guai.

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  2. Ruby Cristina Olgettina

    30 maggio 2011 / Leave a comment

    E mentre sono tutti pronti per l’arrivo degli exit-poll (e per l’estenuante dibattito sui risultati) ecco spuntare la lettera del giorno, forse del mese, probabilmente dell’anno: quella inviata da Ruby Rubacuori a Woody Allen per invitarlo a “prendere un tea insieme e discutere del nostro futuro professionale“. Un futuro che potrebbe portare al coronamento del sogno di Ruby, quello di diventare “la nuova Mia Farrow o anche Diane Keaton” (ma non sognava di fare il carabiniere?).

    A questo punto non ci rimane che attendere gli ulteriori sviluppi di una vicenda che, iniziata con gli apprezzamenti di Woody Allen a Ruby durante una conferenza stampa a Cannes, chissà dove potrebbe arrivare. Se non sarà un film che almeno esca un romanzo epistolare con gli scambi Woody-Ruby. Lo prenoto da ora.

    (Fonte: Oggi, tramite Emmebi)

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  3. Cara Daria Bignardi c/o L’era glaciale

    25 aprile 2009 / 5 Comments

    Dunque, ci possiamo dare del tu? Dai, tra noi blogger. Allora, ieri sera ero a casa, e guardavo il tuo pregiatissimo programma, che di solito non vedo, ma solo per il posizionamento nel palinsesto, ben studiato per noi giovani (risate del pubblico).

    Invece ieri sera lo stavo vedendo e lo gradivo, come capitava con Le invasioni barbariche (film che per inciso io odio, mentre adoro L’era glaciale, ma sto divagando), non fosse altro che per il tono delle interviste. Infatti io, come molti altri, sono abituato a vedere quasi solo programmi in cui l’intervistatore si guarda bene dal mostrarsi anche solo lontanamente in disaccordo con l’intervistato, e accoglie le risposte con l’espressione di chi pensa “Mi scusi sa, se sono qui a interrompere il suo monologo, ma lei capisce, il mio ruolo” (il pubblico annuisce convinto).

    Quindi quando vedo interviste come le tue o quelle dell’Annunziata le guardo come si guarderebbe una cosa esotica, in special modo quando l’atmosfera è particolarmente frizzantina, come accadeva ieri con il Ministro Brunetta, o con Fabrizio Corona. E però. (il pubblico aggrotta le ciglia)

    No, tranqulla, non è niente di grave, è solo una piccolissima insoddisfazione. Io capisco il ruolo, il format, la necessità di mantenere il controllo, la difficoltà e tutto quanto. Però ieri sera ad un certo punto Corona, la cui intervista seguivo con una fascinazione totale, e ripetendo mentalmente “questo è il paese reale, questo è il paese reale, questo è il paese reale”, ti ha detto: “Posso farti una domanda?”

    E tu, secca: “No, le domande le faccio io”. Ora io capisco il ruolo, il format, e tutta quella  roba del paragrafo precedente, ma io è da ieri sera mi chiedo: che diavolo di domanda voleva farle Corona? Magari era roba che solo quella valeva 50.000 euro, per come ragiona, o mi avrebbe aperto degli scenari, degli spiragli, che ne so. Insomma, cosa voleva chiederti?

    Per farla breve: mi hai mandato a letto con il dubbio e il tarlo, e non si fa. La prossima volta lascia scorrere, e lascia chiedere, per favore. Che non c’è niente di peggio di un’intervista, lunga e interessante, che però finisce lasciandoti un dubbio, una domanda, un’insoddisfazione. Hai presente quel detto: “è bene alzarsi da tavola con un po’ di appettito?” Ecco, io non sono d’accordo. Rimpinzami, e io la prossima volta tornerò. 
    (il pubblico applaude, saluto, abbraccio, si esce da lì, vero?)

    Posted in Carissimo amico..., Tele-visioni
  4. Ci vuole un po’ di fi…ducia

    10 dicembre 2008 / 4 Comments

    Ci voleva l’ultima puntata di «Zelig» per trovare il diamante nascosto
     

    Caro Aldo Grasso, veramente ce n’eravamo accorti un po’ prima. Ma benvenuto comunque.

    Posted in Carissimo amico..., Tele-visioni
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