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	<title>Akille.net &#187; Highlights</title>
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	<description>Il blog di Akille</description>
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		<title>Alla ricerca della playlist perfetta</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2006 15:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A pensarci bene forse &#8220;La radio che ti gira intorno&#8221; sarebbe stato un titolo più azzeccato, ma mi è venuto in mente solo dopo. Amo la webradio, perchè arriva dalla gente. Il vostro amichevole blogger di quartiere, su Apogeonline.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A pensarci bene forse  &#8220;La radio che ti gira intorno&#8221; sarebbe stato un titolo più azzeccato, ma mi è venuto in mente solo dopo.  </p>
<p><a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2006/02/23/01/200602230190">Amo la webradio, perchè arriva dalla gente.</a> Il vostro amichevole blogger di quartiere, su Apogeonline.</p>
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		<title>Triccheballacche in Tv</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2006 23:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tele-visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora, io non vorrei mischiare troppo l&#8217;alto con il basso, ma è chiaro che è proprio quando è più scomodo che bisogna difendere con maggior vigore la libertà d&#8217;espressione, ed è certo che è proprio in presenza di un conflitto d&#8217;interessi che bisogna dimostrare la propria obiettività e la propria indipendenza. Per chiarire: da queste parti si fa il tifo per Selvaggia Lucarelli alla Fattoria, perchè è blogger e soprattutto perchè si è avuta l&#8217;occasione di conoscerla e di apprezzarla. Questo però non mi impedisce di schierarmi con tutte le mie forze in difesa dell&#8217;unico vero fenomeno televisivo emerso nelle ultime settimane, che si vorrebbe riportare nel semi-anonimato di una televisione privata ligure. Saprete infatti meglio di me che l&#8217;eliminazione di Angela Cavagna ha permesso a tutto il Paese di venire a conoscenza del di lei marito, il portentoso signor Orlando Portento, che in pochi minuti si è imposto al pubblico con la sua invettiva a base di cammellate e soprattutto di triccheballacche, una vera parola d&#8217;ordine, una formula magica che nemmeno sim sala bim e pampulupimpuluparimpampù. Proprio perchè siamo onesti e sappiamo riconoscere il talento quando lo vediamo è il momento di sorvolare sul fatto che il signor Portento si è scagliato contro Selvaggia e di prendere atto della sua capacità di stagliarsi impavido e solitario contro il Potere, contro la Juventus, contro Moggi e contro le cammellate di qualsiasi genere. Per questo chiedo a tutti voi, blogger e lettori di Akille.net di unirvi in una grande campagna di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/foto/banner_portento.gif" align="left" style="padding-right:5px;" title="Campagna per Orlando Portento ospite alla Fattoria">Ora, io non vorrei mischiare troppo l&#8217;alto con il basso, ma è chiaro che è proprio quando è più scomodo che bisogna difendere con maggior vigore la libertà d&#8217;espressione, ed è certo che è proprio in presenza di un conflitto d&#8217;interessi che bisogna dimostrare la propria obiettività e la propria indipendenza.<br />
Per chiarire: da queste parti si fa il tifo per <a href="http://www.selvaggialucarelli.it/fattoria/"target=blank>Selvaggia Lucarelli</a> alla Fattoria, perchè è blogger e soprattutto perchè si è avuta l&#8217;occasione di conoscerla e di apprezzarla. Questo però non mi impedisce di schierarmi con tutte le mie forze in difesa dell&#8217;unico vero fenomeno televisivo emerso nelle ultime settimane, che si vorrebbe riportare nel semi-anonimato di una televisione privata ligure.<br />
Saprete infatti meglio di me che l&#8217;eliminazione di Angela Cavagna ha permesso a tutto il Paese di venire a conoscenza del di lei marito, il portentoso signor Orlando Portento, che in pochi minuti si è imposto al pubblico con la sua invettiva a base di cammellate e soprattutto di triccheballacche, una vera parola d&#8217;ordine, una formula magica che nemmeno sim sala bim e pampulupimpuluparimpampù.<br />
Proprio perchè siamo onesti e sappiamo riconoscere  il talento quando lo vediamo è il momento di sorvolare sul fatto che il signor Portento si è scagliato contro Selvaggia e di prendere  atto della sua capacità di stagliarsi impavido e solitario contro il Potere, contro la Juventus, contro Moggi e contro le cammellate di qualsiasi genere.<br />
Per questo chiedo a tutti voi, blogger e lettori di Akille.net di unirvi in una grande campagna di civiltà e libertà.<br />
Vogliamo forse che l&#8217;uomo che ci ha donato l&#8221;uso del lemma triccheballacche sparisca dalle nostre vite? Forse è auspicabile che colui che ha dato un po&#8217; di pepe ad un&#8217;altrimenti scialba puntata del reality marocchino  sia escluso dalle puntate successive? Sarebbe ingiusto e controproducente.<br />
Vogliamo Orlando Portento ospite fisso alla Fattoria. Vogliamo triccheballacche a piede libero in tv.<br />
Altrimenti andiamo tutti a mangiarci due spaghetti.</p>
<p><em>p.s. se per vostra disgrazia non sapete di chi stiamo parlando, <a href="http://www.akille.net/index.php?p=591">qui</a> trovate i link al blog di Portento e ai filmati della sua performance (grazie al servizio di Striscia la notizia).<br />
p.p.s. se volete aderire alla campagna con i vostri blog e siti, copiate il codice qui sotto per avere il bannerino.</em><br />
<code>&lt;a href=&quot;http://www.akille.net/index.php?p=595&quot; target=&quot;_blank&quot;<br />
title=&quot;Campagna per Orlando Portento ospite alla Fattoria&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.akille.net/foto/banner_portento.gif&quot;<br />
border=&quot;0&quot; &gt;&lt;/a&gt; </code></p>
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		<title>The voice (of arrotino)</title>
		<link>http://www.akille.net/2006/02/01/the-voice-of-arrotino/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2006 09:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generazione di fenomeni]]></category>
		<category><![CDATA[Highlights]]></category>

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		<description><![CDATA[Grandi inutili domande della vita. Io me lo sono chiesto un sacco di volte. E secondo me lo avete fatto anche voi. Ogni volta che nella vostra città o nel vostro paese sentivate da lontano il furgoncino avvicinarsi, annunciato da quella voce registrata che ripete incessantemente &#8220;donne, avvicinatevi&#8221;. Ogni volta che avete scoperto che non era un&#8217;esclusiva della vostra zona, ma che in ogni parte d&#8217;Italia la stessa identica voce che vi informava che l&#8217;arrotino &#8220;Arrota coltelli, forbici, forbicine&#8221; ripara &#8220;Ombrelli&#8221; e &#8220;Coltelli da prosciutto&#8221; e che se &#8220;la cucina fa fumo, noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas&#8221;. Io me lo sono chiesto un sacco di volte: di chi diavolo è la voce dell&#8217;arrotino? Ed ero sicuro che sarebbe rimasta in eterno una domanda senza risposta. Poi un giorno arriva un nome, un sentito dire, una soffiata, una speranza a cui appigliarsi. Sia chiaro. Nessuna garanzia. Io ve la vendo così, come l&#8217;hanno venduta a me: la voce ufficiale dell&#8217;arrotino sarebbe stata registrata nella notte dei tempi da un doppiatore, di nome Franco Agostini, già voce di Carradine nella serie Kung Fu e voce di Jack Colvin nel vecchio telefilm dell&#8217;Incredibile Hulk, nonchè attore in alcuni film minori e direttore di una casa di produzione di spot radiofonici. La voce dell&#8217;arrotino. Finalmente so di chi è. Vi giuro che non mi sembra possibile. P.s. Ovviamente si attendono e si accettano precisazioni, conferme, possibili smentite.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grandi inutili domande della vita. Io me lo sono chiesto un sacco di volte. E secondo me lo avete fatto anche voi. Ogni volta che nella vostra città o nel vostro paese sentivate da lontano il furgoncino avvicinarsi, annunciato da quella voce registrata che ripete incessantemente &#8220;donne, avvicinatevi&#8221;. Ogni volta che avete scoperto che non era un&#8217;esclusiva della vostra zona, ma che in ogni parte d&#8217;Italia la stessa identica voce che vi informava che l&#8217;arrotino &#8220;Arrota coltelli, forbici, forbicine&#8221; ripara &#8220;Ombrelli&#8221; e &#8220;Coltelli da prosciutto&#8221; e che se &#8220;la cucina fa fumo, noi togliamo il fumo della vostra cucina a gas&#8221;.</p>
<p>Io me lo sono chiesto un sacco di volte: di chi diavolo è la voce dell&#8217;arrotino? Ed ero sicuro che sarebbe rimasta in eterno una domanda senza risposta. Poi un giorno arriva un nome, un sentito dire, una soffiata, una speranza a cui appigliarsi. </p>
<p>Sia chiaro. Nessuna garanzia. Io ve la vendo così, come l&#8217;hanno venduta a me: la voce ufficiale dell&#8217;arrotino sarebbe stata registrata nella notte dei tempi da un doppiatore, di nome Franco Agostini, già voce di Carradine nella serie Kung Fu e voce di Jack Colvin nel vecchio telefilm dell&#8217;Incredibile Hulk, nonchè attore in alcuni film minori e direttore di una casa di produzione di spot radiofonici.</p>
<p>La voce dell&#8217;arrotino. Finalmente so di chi è. Vi giuro che non mi sembra possibile.</p>
<p>P.s. Ovviamente si attendono e si accettano precisazioni, conferme, possibili smentite.</p>
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		<title>ProdCasting</title>
		<link>http://www.akille.net/2006/01/27/cui-prodest/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2006 00:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Highlights]]></category>
		<category><![CDATA[Tele-visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando incappa in una gaffe o spara una fesseria tutti a ridere e a sbeffeggiarlo, ok. Ma quando Berlusconi dice una cosa giusta bisogna dargliene atto. E allora eccoci qui a chiederci insieme a lui: ma Prodi, dove sta? Vi prego, nessuno tiri fuori storie tipo &#8220;la destra di plastica va in tv, la sinistra vera va per le strade&#8221;: di questo passo si finisce sotto i ponti. Andare in tv è necessario, per questo Akille.net offre al professor Prodi un dettagliato piano per una grande controffensiva mediatica allo strabordante Silvio televisivo. Premessa: il piano poggia su una base che non esiterei a definire un vero uovo di colombo. Esistono delle regole che proibiscono la presenza di uomini politici nei programmi di varietà. Bene, queste regole non possono valere per Prodi. Egli non è un deputato, non è un senatore, non ricopre cariche istituzionali nè a livello nazionale, nè locale nè europeo. Egli non può essere considerato nemmeno candidato premier di una coalizione politica, visto che con la nuova legge elettorale la figura del candidato premier non esiste più. Egli può quindi dichiararsi un pensionato qualsiasi e partecipare a tutti programmi tv. Vediamo i più indicati. A sua immagine Colossale ingenuità di Berlusconi quella di non coprire il programma più seguito dalle fedeli nonnine e dalle devote zie. Romanone si presenterà a mani giunte ed entrerà nelle case dei devoti italiani, da cattolico tra i cattolici. Malizia vincente: per non scontentare nessuno, in nottata fare una puntatina anche a &#8220;Protestantesimo&#8221;. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando incappa in una gaffe o spara una fesseria tutti a ridere e a sbeffeggiarlo, ok. Ma quando Berlusconi dice una cosa giusta bisogna dargliene atto. E allora eccoci qui a chiederci insieme a lui: ma Prodi, dove sta? Vi prego, nessuno tiri fuori storie tipo &#8220;la destra di plastica va in tv, la sinistra vera va per le strade&#8221;: di questo passo si finisce sotto i ponti. Andare in tv è necessario, per questo Akille.net offre al professor Prodi un dettagliato piano per una grande controffensiva mediatica allo strabordante Silvio televisivo.</p>
<p><strong>Premessa</strong>: il piano poggia su una base che non esiterei a definire un vero uovo di colombo. Esistono delle regole che proibiscono la presenza di uomini politici nei programmi di varietà. Bene, queste regole non possono valere per Prodi. Egli non è un deputato, non è un senatore, non ricopre cariche istituzionali nè a livello nazionale, nè locale nè europeo. Egli non può essere considerato nemmeno candidato premier di una coalizione politica, visto che con la nuova legge elettorale la figura del candidato premier non esiste più. Egli può quindi dichiararsi un  pensionato qualsiasi e partecipare a tutti programmi tv.  Vediamo i più indicati.</p>
<p><strong>A sua immagine</strong><br />
Colossale ingenuità di Berlusconi quella di non coprire il programma più seguito dalle fedeli nonnine e dalle devote zie. Romanone si presenterà a mani giunte ed entrerà nelle case dei devoti italiani, da cattolico tra i cattolici.<strong><br />
Malizia vincente</strong>: per non scontentare nessuno, in nottata fare una puntatina anche a &#8220;Protestantesimo&#8221;. Tanto, chi se ne accorge?</p>
<p><strong>La prova del cuoco</strong><br />
Berlusconi avrà anche vinto coppe dei campioni, fondato televisioni e concupito schiere di pulzelle francesi, ma Prodi ogni Natale cucina il ragù alla bolognause per i suoi 19 fratelli e 180 nipoti. Inviterà dunque il premier ad una sfida ai fornelli e lo straccerà.<br />
<strong>Malizia vincente</strong>: accaparrarsi le simpatie del pubblico infilando una patata bollente in bocca a quella signora anziana che ripete con la voce stridula &#8220;antonellinaaaa&#8221;.</p>
<p><strong>Guida al campionato</strong><br />
Presentarsi a questo programma equivale a raggiungere una fascia di pubblico che non vede un telegiornale da anni, Studio Sport escluso. Inoltre, a fianco di Mosca e le sue bombe sarà facile fare la figura del moderato serio e preparato.<br />
<strong>Malizia vincente</strong>: stimolare l&#8217;identificazione nel pubblico chiedendo ad Alberto Brandi &#8220;Ma com&#8217;è che ogni anno i comici cambiano ma non si ride mai?&#8221;<br />
<strong><br />
Cambio moglie</strong><br />
Prendersi Veronica Lario, nota comunista, e blandirla con ampie aperture su temi sociali e ambientali. Ammollare a Silvio una Flavia Prodi che a letto batte i piedi sotto il piumone e continua a ripetere &#8220;che noia, che barba&#8221; mentre lui detta la formazione ad Ancelotti.<br />
<strong>Malizia vincente</strong>: rifilare a Berlusconi anche i 180 nipoti. Il premier impazzirà cercando di trovare una descrizione idilliaca per ognuno di loro.</p>
<p><strong>Al posto tuo</strong><br />
Massimo risultato con il minimo sforzo. Inviare storia, ci penseranno i loro attori a recitare.<br />
<strong>Malizia vincente</strong>: snellire se possibile il copione, che 274 pagine sono un po&#8217; tantine.</p>
<p><b>The Club, di All Music</b><br />
Il Professore si presenterà ai pischelli più moderni con tutti i leader del centrosinistra, ballando, rispondendo a domande banali e lasciando nick per contatti via sms.<br />
<b>Malizia vincente</b>: modificare i nomi all&#8217;uopo: ad esempio Pro-D, Ma-Star, Bert-in-8, Pekorario Skanio&#8230;</p>
<p><strong>Radio Deejay</strong><br />
In risposta all&#8217;ospitata di Silvio su Rtl 102.5, passare un&#8217;intera giornata nella radio di proprietà bolscevica. Accapparrarsi il voto dei giovani svegliandoli insieme a Platinette, poi Romano si infilerà tra Linus e Savino, scherzerà con il Dj Ancelo, ballerà con Albertino, rocckerà con Nikki, rollerà con La Pina,  fino ad una notte brava con Coccoluto, Fargetta e Joe T Vannelli.<br />
<strong>Malizia vincente</strong>: ogni volta che si sente &#8220;One nation one station&#8221; aggiungere: mica come quelli lì della Lega.</p>
<p><strong>Grande Fratello 6</strong><br />
Il programma è terreno ideale per il professore: una situazione spaccata in due, tra chi vive nel lusso e chi stenta in un tugurio. Addossare colpa al governo Berlusconi e riportare parità sociale.<br />
<strong>Malizia vincente</strong>: ovvio, candidare Man Lo.</p>
<p>continua&#8230;</p>
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		<title>Quei bravi regà</title>
		<link>http://www.akille.net/2005/10/03/quei-bravi-rega/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2005 06:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biglietti strappati]]></category>
		<category><![CDATA[Highlights]]></category>

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		<description><![CDATA[Tu lo sapevi che non erano eroi. Che non erano persone con la quale era bello uscire la sera o che speravi di trovarti di fronte per strada. Loro, del resto, non facevano niente per nasconderlo. Droga da tagliare, donne da pagare, buchi in fronte, mogli tradite e picchiate, montagne di bugie, spranghe in faccia, pistole sotto il cuscino, tradimenti, follie, teste di cavallo dentro al letto. Però con loro hai passato molte ore tra le migliori della tua giovinezza, guardandoli arrivare dal nulla, sgomitare per farsi largo con una pistola in mano, guadagnare quanto non si poteva nemmeno sognare, non riuscire a fermarsi, perdere la testa, perdere tutto, ritrovarsi soli, provare ad uscirne, non riuscirci mai. E sei stato per ore nelle loro strade: la strada di Carlito e dei padrini, le strade in cui comandavano i bravi ragazzi e in cui un padre onesto guidava l&#8217;autobus mentre il figlio studiava da gangster. Hai cominciato a sentirle tue, quelle strade in cui quella gente dava una risposta sbagliata alla rabbia e alla povertà, ne godeva i frutti effimeri, ne pagava le conseguenze mortali. Ma quelle strade non erano le tue. Erano tuoi forse quegli accenti, quei rimasugli di usanze, alcune parole, tutto un miscuglio di emozioni e brandelli di cultura meridionale. Alla fine le hai fatte diventare tue per forza, quelle strade. Ma ti sei sempre chiesto se non fosse possibile raccontare quelle storie, quelle saghe miserabili e grandiose, quelle ascese irresistibili e crudeli, quelle notti di lusso e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tu lo sapevi che non erano eroi. Che non erano persone con la quale era bello uscire la sera o che speravi di trovarti di fronte per strada.  Loro, del resto, non facevano niente per nasconderlo. Droga da tagliare, donne da pagare, buchi in fronte, mogli tradite e picchiate, montagne di bugie, spranghe in faccia, pistole sotto il cuscino, tradimenti, follie, teste di cavallo dentro al letto.<br />
Però con loro hai passato molte ore tra le migliori della tua giovinezza, guardandoli arrivare dal nulla, sgomitare per farsi largo con una pistola in mano, guadagnare quanto non si poteva nemmeno sognare, non riuscire a fermarsi, perdere la testa, perdere tutto, ritrovarsi soli, provare ad uscirne, non riuscirci mai.<br />
E sei stato per ore nelle loro strade: la strada di Carlito e dei padrini, le strade in cui comandavano i bravi ragazzi e in cui un padre onesto guidava l&#8217;autobus mentre il figlio studiava da gangster.<br />
Hai cominciato a sentirle tue, quelle strade in cui quella gente dava una risposta sbagliata alla rabbia e alla povertà, ne godeva i frutti effimeri, ne pagava le conseguenze mortali.<br />
Ma quelle strade non erano le tue. Erano tuoi forse quegli accenti, quei rimasugli di usanze, alcune parole, tutto un miscuglio di emozioni e brandelli di cultura meridionale.<br />
Alla fine le hai fatte diventare tue per forza, quelle strade. Ma ti sei sempre chiesto se non fosse possibile raccontare quelle storie, quelle saghe miserabili e grandiose, quelle ascese irresistibili e crudeli, quelle notti di lusso e di sangue, quelle morti e quell&#8217;inevitabile vortice di vendette da compiere e onore da difendere e sgarbi da riparare,  in strade come quelle in cui cammini tu, di fronte a televisori che trasmettono quello che guardavi tu, dentro macchine come quelle che guidava tuo papà.</p>
<p>Per questo motivo, al di là di ogni giudizio, di qualsiasi impietoso confronto o azzardato paragone, di un film come questo ne sentivi il bisogno.  </p>
<p><a href="http://www.romanzocriminale.it/"target=blank>Romanzo criminale.</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Premesso che ci scialiamo lo stesso</title>
		<link>http://www.akille.net/2005/09/27/premesso-che-ci-scialiamo-lo-stesso/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2005 11:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Highlights]]></category>
		<category><![CDATA[Tele-visioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Premesso anche che non è una cosa nuova e che è una discussione che si è fatta più volte off line, quando ieri sera ho visto a Striscia la notizia Franco (oi franco) Neri riproporre i calabrotormentoni grazie ai quali ha spopolato a Zelig, ho pensato che forse gioverebbe ricordare una cosa: il &#8220;peperoncino di Soverato&#8221; non esiste. O meglio, non esisteva. E, tutt&#8217;ora, non esiste nessuna particolare tipologia di peperoncino nella ridente &#8220;perla dello Jonio&#8221;, nè in Calabria c&#8217;è mai stata fama di peperoncini particolarmente piccanti da quelle parti. Per spiegarsi meglio rimanendo nella stessa regione: il &#8220;peperoncino di Soverato&#8221; non è una varietà come la &#8220;cipolla di Tropea&#8221; o un prodotto tipico locale come &#8220;la nduja(*) di Spilinga&#8221;. Semplicemente è un&#8217;invenzione di Franco Neri, diventata tormentone televisivo e, in un certo senso, realtà. Ovvio infatti che dalle parti di Soverato sembrasse scortese deludere i tanti non calabresi che arrivavano tanto desiderosi di assaggiare questo micidiale alimento, e quindi il peperoncino di Soverato è diventato in men che non si dica una specialità presente, offerta e venduta nei locali, nei ristoranti e nei negozi della zona, nonostante lo stupore di chi (come me) proviene più o meno da lì. Fossi, che ne so, autore di programmi come Striscia la notizia (per dirne uno), ci vedrei dietro chissà quale raggiro o subdola pubblicità occulta studiata a tavolino per favorire le attività commerciali del luogo. Ma non lo sono, e non ci vedo niente di male. A Soverato e dintorni c&#8217;è ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Premesso anche che non è una cosa nuova e che è una discussione che si è fatta più volte off line, quando ieri sera ho visto a Striscia la notizia  <a href="http://www.franconeri.com/home.htm"target=blank>Franco (oi franco) Neri</a>  riproporre i calabrotormentoni grazie ai quali ha spopolato a Zelig, ho pensato che forse gioverebbe ricordare una cosa: il &#8220;peperoncino di Soverato&#8221; non esiste.<br />
O meglio, non esisteva. E, tutt&#8217;ora, non esiste nessuna particolare tipologia di peperoncino nella ridente &#8220;perla dello Jonio&#8221;, nè in Calabria c&#8217;è mai stata fama di peperoncini particolarmente piccanti da quelle parti.<br />
Per spiegarsi meglio rimanendo nella stessa regione: il &#8220;peperoncino di Soverato&#8221; non è una varietà come  la &#8220;cipolla di Tropea&#8221; o un prodotto tipico locale come &#8220;la nduja(*) di Spilinga&#8221;. Semplicemente è un&#8217;invenzione di Franco Neri, diventata tormentone televisivo e, in un certo senso, realtà.<br />
Ovvio infatti che dalle parti di Soverato sembrasse scortese deludere i tanti non calabresi che arrivavano tanto desiderosi di assaggiare questo micidiale alimento, e quindi il peperoncino di Soverato è diventato in men che non si dica una specialità presente, offerta e venduta nei locali, nei ristoranti e nei negozi della zona, nonostante lo stupore di chi (come me) proviene più o meno da lì.<br />
Fossi, che ne so, autore di programmi come Striscia la notizia (per dirne uno), ci vedrei dietro chissà quale raggiro o subdola pubblicità occulta studiata a tavolino per favorire le attività commerciali del luogo.<br />
Ma non lo sono, e non ci vedo niente di male. A Soverato e dintorni c&#8217;è un bel mare, cibi genuini e naturali si trovano con discreta semplicità, e se chiedete del peperoncino è probabile che ve lo portino buono e piccante quanto basta a farvi pentire, per alcuni secondi, di averlo chiesto.</p>
<p>Per appassionati e studiosi della gastronomia locale, <a href="http://www.guardavalle.net/public/dettaglio_news.php?id_news=274"target=blank>un articolo</a> di qualche tempo fa dal Quotidiano di Calabria. </p>
<p><em>(*) Come sarebbe a dire &#8220;che cos&#8217;è la nduja?&#8221; E come ve lo spiego? La nduja più che un insaccato è uno stato mentale. Diciamo così: 75% carne di maiale, 25% peperoncino, 100% Calabria.</em></p>
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		<title>Neanche due mesi di non blog</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2005 11:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario degli errori]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo la nuova panda e la nuova croma finalmente una macchina fiat tutta nuova: la grande punto, che sta alla vecchia come il grande mazinga stava a mazinga zeta. Sembra sia stupenda. Se siete proprio incontentabili portate pazienza, tra un po&#8217; esce la nuova stilo. Quest&#8217;estate però sono successe talmente tante tragedie nel mondo che sui giornali non c&#8217;era quasi spazio per le cazzate estive. Ma nella Calabria più profonda non arriva quasi nulla, tranne i negozi di abbigliamento dei cinesi e la mania del sudoku. Io però me ne disinteresso, come mi disinteresserò di questo calcio gonfio e malato, al massimo alla fine del campionato controllerò vittorie e retrocessioni leggendo la Gazzetta, quella Ufficiale ovviamente. Almeno si è vista gente nuova, che quelli che prima andavano in Salento a ballare la pizzica ora vengono in Calabria, a sentire la tarantella e a continuare a ballare la pizzica. A proposito, ve lo ricordate quando siamo andati a votare per il maggioritario? Potevamo andare al mare: rimettono il proporzionale. Ma io non starei a preoccuparmi, sembra che stia arrivando l&#8217;influenza dei polli, e se davvero il virus si evolve in Italia sono previsti 150.000 morti, roba che Katrina, l&#8217;Iraq, l&#8217;Afghanistan, Londra e Madrid diventano barzellette. Non starei a preoccuparmi nemmeno di questo, tanto cercare di capirci qualcosa è inutile. Piuttosto, quest&#8217;anno in televisione ci saranno un sacco di cose belle e interessanti da vedere: sempre ammesso che abbiate un paio di decoder e un po&#8217; di schede e abbonamenti, ovvio. Però ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la nuova panda e la nuova croma finalmente una macchina fiat tutta nuova: la grande punto, che sta alla vecchia come il grande mazinga stava a mazinga zeta. Sembra sia stupenda. Se siete proprio incontentabili portate pazienza, tra un po&#8217; esce la nuova stilo. Quest&#8217;estate però sono successe talmente tante tragedie nel mondo che sui giornali non c&#8217;era quasi spazio per le cazzate estive. Ma nella Calabria più profonda non arriva quasi nulla, tranne i negozi di abbigliamento dei cinesi e la mania del sudoku. Io però me ne disinteresso, come mi disinteresserò di questo calcio gonfio e malato, al massimo alla fine del campionato controllerò vittorie e retrocessioni leggendo la Gazzetta, quella Ufficiale ovviamente.  Almeno si è vista gente nuova, che quelli che prima andavano in Salento a ballare la pizzica ora vengono in Calabria, a sentire la tarantella e a continuare a ballare la pizzica. A proposito, ve lo ricordate quando siamo andati a votare per il maggioritario? Potevamo andare al mare: rimettono il proporzionale. Ma io non starei a preoccuparmi, sembra che stia arrivando l&#8217;influenza dei polli, e se davvero il virus si evolve in Italia sono previsti 150.000 morti, roba che Katrina, l&#8217;Iraq, l&#8217;Afghanistan, Londra e Madrid diventano barzellette. Non starei a preoccuparmi nemmeno di questo, tanto cercare di capirci qualcosa è inutile. Piuttosto, quest&#8217;anno in televisione ci saranno un sacco di cose belle e interessanti da vedere: sempre ammesso che abbiate un paio di decoder e un po&#8217; di schede e abbonamenti, ovvio. Però dopo l&#8217;Ipod mini è uscito l&#8217;Ipod nano. Incredibile i passi avanti fatti dalla tecnologia: lo fanno sempre più piccolo eppure costa sempre un botto. E smettetela di dire che l&#8217;Italia è un paese povero: al massimo è un paese pieno di gente povera, ma con un sacco di gente ricca. Ma non è il caso di prendersela, ci rimane sempre il sole. Nei pochi giorni in cui non piove.</p>
<p>Sù con la vita, è tornato Akille.net</p>
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		<title>Un sabato italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2005 06:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E così, in un sabato sera estivo, finisci in uno di quei posti che in un&#8217;ipotetica lista del &#8220;che si fa stasera&#8221; starebbero all&#8217;ultimo posto, anche dopo &#8220;e va beh, stiamo a casa&#8221;. Ci finisci per motivi che non staremo qui a spiegare ma ci finisci. E, una volta dentro, ti rendi conto che è più o meno come te l&#8217;aspettavi, ma non completamente. Assomiglia un po&#8217; a quei posti, nati intorno ad una qualche idea di esotico o di etnico, strapieni di stand, musiche, cianfrusaglie e odori, solo che qui la qualche idea di esotico o di etnico non c&#8217;è. Un posto quindi nato intorno ad una qualche idea di divertimento, e pieno quindi di tutto quello che ci si è riusciti a mettere dentro. Dal kebab alla porchetta, dal privè al cinema all&#8217;aperto, dal wine bar alla rosticceria, dalla libreria al tatuatore. E poi gente, gente, gente. In mezzo a questa cittadella del sabato sera la tua attenzione si ferma sul bar sponsorizzato dal noto superalcolico. Non tanto per il bar in sè. Ma per la gente che c&#8217;è. Un insieme di persone unite, forse, solo dall&#8217;essere lì. O forse no. Nel centro della pista improvvisata ci sono le famiglie. Ma le famiglie per intero, con la mamma che muove il sedere, il bambino che saltella, il padre che muove la testa con la mano sulla panza. Nella stessa pista giovani single con cappellini con le scritte magliette con le scritte e pantaloni con le scritte che si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così, in un sabato sera estivo, finisci in uno di quei posti che  in un&#8217;ipotetica lista del &#8220;che si fa stasera&#8221; starebbero all&#8217;ultimo posto, anche dopo &#8220;e va beh, stiamo a casa&#8221;.<br />
Ci finisci per motivi che non staremo qui a spiegare ma ci finisci. E, una volta dentro, ti rendi conto che è più o meno come te l&#8217;aspettavi, ma non completamente. Assomiglia un po&#8217; a quei posti, nati intorno ad una qualche idea di esotico o di etnico, strapieni di stand, musiche, cianfrusaglie e odori, solo che qui la qualche idea di esotico o di etnico non c&#8217;è. Un posto quindi nato intorno ad una qualche idea di divertimento, e pieno quindi di tutto quello che ci si è riusciti a mettere dentro. Dal kebab alla porchetta, dal privè al cinema all&#8217;aperto, dal wine bar alla rosticceria, dalla libreria al tatuatore.<br />
E poi gente, gente, gente.<br />
In mezzo a questa cittadella del sabato sera la tua attenzione si ferma sul bar sponsorizzato dal noto superalcolico. Non tanto per il bar in sè. Ma per la gente che c&#8217;è.<br />
Un insieme di persone unite, forse, solo dall&#8217;essere lì. O forse no.<br />
Nel centro della pista improvvisata ci sono le famiglie. Ma le famiglie per intero, con la mamma che muove il sedere, il bambino che saltella, il padre che muove la testa con la mano sulla panza.<br />
Nella stessa pista giovani single con cappellini con le scritte magliette con le scritte e pantaloni con le scritte che si muovono con lo sguardo cattivo.<br />
Nella stessa pista un nugolo di ragazzine vestite con un quattro, cinque, anni d&#8217;anticipo.<br />
Nella stessa pista donne in permesso dai mariti che intanto stanno allo stand della tv satellitare.<br />
Nella stessa pista una coppia di lesbiche tatuate che si strusciano e si provocano.<br />
Ai bordi della stessa pista, due signore di quelle che vedi nei paesi del sud, due matrone vestite con prendisole così grandi che potrebbero essere tende. Due matrone del sud, solo che una è pettinata come John Taylor e l&#8217;altra è pettinata come Simon Le Bon, e quella pettinata come Simon Le Bon ha i brillantini sulla faccia.<br />
Sedute ai bordi della pista muovono a tempo il ventaglio e seguono la musica.<br />
La musica è una specie di undergorund di 10 anni fa.  Fa lo stesso tum tum tum, ma sopra ci hanno messo fischietti e urletti in spagnolo, come se ci fosse dietro una qualche idea di esotico o di etnico.<br />
Un animatore grosso, muscoloso, di colore, bandana rossa, maglietta rossa, pantaloni rossi, si aggira con un microfono e lancia comandi e chiama gli slogan.<br />
La pista risponde.<br />
Quello è il momento in cui ti alzi e te ne vai. Con un sorriso da ebete cominci a girare tra stand e banconi, cercando motivi sociologici per la tua presenza. Consapevole che più di quello che hai visto non vedrai.<br />
Scacci ogni moralismo dai tuoi pensieri, scacci ogni tentazione di giudicare.<br />
Casomai sei tu, che vuoi trovare una motivazione dietro ogni cosa, che credi che sia necessaria una coerenza tra stile di vita, ideologia, modelli di divertimento. Forse sei tu che non capisci l&#8217;ironia.<br />
Mentre ti allontani la musica continua a fare tum tum e l&#8217;animatore continua a chiamare gli slogan.<br />
E la pista, e le famiglie, e la mamma, il bambino, i giovani, le ragazzine, le lesbiche tatuate, le nonne di johntaylor e simonlebon continuano, ritmicamente, a scandire le parole.<br />
&#8220;e rhum e cocaina, e rhum e cocaina, e rhum e cocaina, e rhum e cocaina&#8221;&#8230; </p>
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		<title>Ricucci e la sirena</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2005 11:35:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No, non vogliamo parlarvi di Anna Falchi. Nè di investimenti più o meno chiaccherati. Solo esporre una piccola curiosità. Si guardava il telegiornale oggi, e si vedavano più volte le immagini di Ricucci e Anna Falchi, a poche ore dal loro sontuoso matrimonio. Bene, in un&#8217;inquadratura più volte riproposta si vedono Stefano Ricucci e la sua bella prendere posto in un&#8217;automobile. Quando l&#8217;inquadratura si allarga si vede anche l&#8217;autista mettersi al posto di guida e, questo è il punto, si nota perfettamente che sul tettuccio della macchina c&#8217;è un lampeggiante blu. Ora, questa è la domanda: perchè l&#8217;imprenditore Stefano Ricucci ha una macchina con la sirena? Svolge funzioni di polizia? Ha diritto ad una scorta? Incide talmente tanto sull&#8217;economia del Paese che non può permettersi di rimanere bloccato nel traffico? Ci piacerebbe saperlo, per pura e semplice cultura generale. Update: io nemmeno ci speravo, invece nei commenti viene azzardata una spiegazione. Ri-update: al commento numero ventotto arriva una spiegazione plausibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non vogliamo parlarvi di Anna Falchi. Nè di investimenti più o meno chiaccherati.  Solo esporre una piccola curiosità. Si guardava il telegiornale oggi, e si vedavano più volte le immagini di Ricucci e Anna Falchi, a poche ore dal loro sontuoso matrimonio. Bene, in un&#8217;inquadratura più volte riproposta si vedono Stefano Ricucci e la sua bella prendere posto in un&#8217;automobile. Quando l&#8217;inquadratura si allarga si vede anche l&#8217;autista mettersi al posto di guida e, questo è il punto, si nota perfettamente che sul tettuccio della macchina c&#8217;è un lampeggiante blu.<br />
Ora, questa è la  domanda: perchè l&#8217;imprenditore Stefano Ricucci ha una macchina con la sirena? Svolge funzioni di polizia? Ha diritto ad una scorta? Incide talmente tanto sull&#8217;economia del Paese che non può permettersi di rimanere bloccato nel traffico?<br />
Ci piacerebbe saperlo, per pura e semplice cultura generale.</p>
<p><em>Update: io nemmeno ci speravo, invece nei commenti viene azzardata una spiegazione.</em></p>
<p><em>Ri-update: al commento numero ventotto arriva una spiegazione plausibile.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La rivista</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2005 11:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sfatta, nell’aspetto, da giornate di corsa e dal primo, opprimente, caldo. Gonfia, nelle caviglie per il continuo camminare e nel resto del corpo, per quell’ingozzarsi nervoso che continuava a chiamare pausa pranzo. Spenta, nello sguardo, per quella tristezza che aveva da quando l’aveva lasciato, un secondo prima di essere lasciata per una che aveva 10 anni meno di lei, e 25 meno di lui. Distrutta, dentro, da un lavoro che sembrava aumentare ma anche pagare di meno, soprattutto da quando, per orgoglio, rifiutava tutto quello che arrivava da lui. Tornando a casa decise di comprare per la prima volta una di quelle riviste che parlano di psicologia. Non è un grosso investimento, pensò. E magari ci troverò qualcosa di buono. Altrimenti servirà almeno a ricordarmi che a soffrire per certe cose siamo in tanti. E che esiste gente che, per lavoro, ogni giorno, si occupa di aiutare chi se la vive male, o comunque così così. A pagina 9 si innervosì. A cosa servivano le rubriche di critica letteraria, musicale, cinematografica, in una rivista sui problemi psicologici? Forse avrebbe fatto meglio a comprare Donne di oggi. Almeno regalavano una gonna hawaiana. A pagina 19 si disgustò. Come poteva credere a quelle quattro facciate di analisi sui benefici della total-relax terapy, quando il servizio si chiudeva con “i migliori centri massaggi in Italia e in Europa” con tanto di entusiastiche recensioni prese pari pari dai siti internet dei centri stessi? A pagina 27 si infuriò fino quasi a tremare. Perché riempire ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sfatta, nell’aspetto, da giornate di corsa e dal primo, opprimente, caldo. Gonfia, nelle caviglie per il continuo camminare e  nel resto del corpo, per quell’ingozzarsi nervoso che continuava a chiamare pausa pranzo. Spenta, nello sguardo, per quella tristezza che aveva da quando l’aveva lasciato, un secondo prima di essere lasciata  per una che aveva 10 anni meno di lei, e 25 meno di lui. Distrutta, dentro,  da un lavoro che sembrava aumentare ma anche pagare di meno, soprattutto da quando, per orgoglio, rifiutava tutto quello che arrivava da lui.</p>
<p>Tornando a casa decise di comprare per la prima volta una di quelle riviste che parlano di psicologia. Non è un grosso investimento, pensò. E magari ci troverò qualcosa di buono.<br />
Altrimenti servirà  almeno a ricordarmi che a soffrire per certe cose siamo in tanti. E che esiste gente che, per lavoro, ogni giorno, si occupa di aiutare chi se la vive male, o comunque così così.</p>
<p>A pagina 9 si innervosì. A cosa servivano le rubriche di critica letteraria, musicale, cinematografica, in una rivista sui problemi psicologici? Forse avrebbe fatto meglio a comprare Donne di oggi. Almeno regalavano una gonna hawaiana.<br />
A pagina 19 si disgustò. Come poteva credere a quelle quattro facciate di analisi sui benefici della total-relax terapy, quando il servizio si chiudeva con “i migliori centri massaggi in Italia e in Europa” con tanto di entusiastiche recensioni prese pari pari dai siti internet dei centri stessi?<br />
A pagina 27 si infuriò fino quasi a tremare. Perché riempire l’articolo “Prova costume, come sopravvivere?” di foto che ritraevano modelle ragazzine che a superare la prova costume problemi non ne avevano di sicuro?<br />
Si tagliò le vene con il bordo affilato della pagina 31. Il titolo era “L’hai conquistato e ora non ti piace più, che fare?”<br />
Quella stronza imbronciata della foto l’aveva riconosciuta. Era la stessa che quattro mesi prima sorrideva maliziosa a tutta pagina in un noto newsmagazine italiano.<br />
L’articolo s’intitolava: “La carica delle lolite. Sono belle, giovani, ambiziose e puntano ai 50enni di successo.”  </p>
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