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	<title>Akille.net &#187; Italia Italia</title>
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	<description>Il blog di Akille</description>
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		<title>Beccati questa</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 06:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo Monti è appena nato e già dalla prima pagina di Libero parte il tremendo attacco, il colpo sotto, la critica definitiva: &#8220;secchioni&#8221;. All&#8217;interno il sorprendente retroscena &#8220;Io e il futuro premier compagni di banco, ma lui non passava mai i compiti&#8221;, la ficcante analisi &#8220;La ministra? Brava ma con il culo basso&#8221;, il puntuale editoriale &#8220;Quelli che al liceo li vestiva la mamma&#8221;, e il vibrante j&#8217;accuse &#8221;Monti? Non gliela darei manco con quella di un&#8217;altra&#8221;. (Il titolo di Libero è vero. Gli articoli boh.) &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.akille.net/2011/11/17/beccati-questa/secchioni/" rel="attachment wp-att-6233"><img class="aligncenter size-medium wp-image-6233" title="secchioni" src="http://www.akille.net/wp-content/uploads/2011/11/secchioni-300x123.png" alt="" width="300" height="123" /></a></p>
<p>Il governo Monti è appena nato e già dalla prima pagina di Libero parte il tremendo attacco, il colpo sotto, la critica definitiva: &#8220;secchioni&#8221;.</p>
<p>All&#8217;interno il sorprendente retroscena &#8220;Io e il futuro premier compagni di banco, ma lui non passava mai i compiti&#8221;, la ficcante analisi &#8220;La ministra? Brava ma con il culo basso&#8221;, il puntuale editoriale &#8220;Quelli che al liceo li vestiva la mamma&#8221;, e il vibrante j&#8217;accuse &#8221;Monti? Non gliela darei manco con quella di un&#8217;altra&#8221;.</p>
<p>(Il titolo di Libero è vero. Gli articoli boh.)</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Appunti per una nuova commedia all&#8217;italiana</title>
		<link>http://www.akille.net/2011/07/21/appunti-per-una-nuova-commedia-allitaliana/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 20:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spunta su un popolarissimo social network una pagina dedicata agli sprechi della casta. A tenerla uno che si dichiara un ex precario della casta stessa licenziato dopo  15 anni. Ora, aggiunge, si vendicherà rivelando gli sprechi più turpi. Dopo poche ore la pagina conta già migliaia di iscritti. I giornali e i telegiornali, che solitamente reagiscono ai fenomeni che arrivano dal web con il tempismo e la reattività di Celentano durante i monologhi, coprono &#8220;l&#8217;evento&#8221; in mezza giornata con spazi in prima pagina e servizi nelle edizioni di maggior ascolto. Intanto centinaia di migliaia di cittadini si iscrivono alla pagina e vi riversano tutta la loro indignazione. Molti parlano di andare in piazza. Parecchi di fucili, mitra, forconi e via dicendo. Alcuni sollevano dubbi. Non perdonano all&#8217;ex precario una serie di cose: è stato zitto per 15 anni, ha un blog con sopra la pubblicità, mette cose vecchie e già note. E, soprattutto, è sgrammaticato. Altri se ne fregano. Qualsiasi sia la rilevanza e l&#8217;originalità di quello che scrive, l&#8217;importante è che sia un detonatore per la rivoluzione. Partendo da quella pagina si ribalterà il sistema. E poi, aggiungono in parecchi, nemmeno quelle che scriveva Saviano erano cose inedite, no? In più azzeccava i congiuntivi in maniera fastidiosa. Cominciano a circolare le voci su chi potrebbe nascondersi dietro il precario. Qualcuno dice un leader dei movimenti. Qualcuno un parlamentare. Qualcuno una web agency. Nel frattempo l&#8217;ex precario si dà un nome: si chiama Spider Truman. I più esperti cominciano a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spunta su un popolarissimo social network una <a href="http://www.facebook.com/pages/I-segreti-della-casta-di-Montecitorio/232643153433351">pagina dedicata agli sprechi della casta</a>. A tenerla uno che si dichiara un ex precario della casta stessa licenziato dopo  15 anni. Ora, aggiunge, si vendicherà rivelando gli sprechi più turpi.</p>
<p>Dopo poche ore la pagina conta già migliaia di iscritti. I giornali e i telegiornali, che solitamente reagiscono ai fenomeni che arrivano dal web con il tempismo e la reattività di Celentano durante i monologhi, coprono &#8220;l&#8217;evento&#8221; in mezza giornata con spazi in prima pagina e servizi nelle edizioni di maggior ascolto.</p>
<p>Intanto centinaia di migliaia di cittadini si iscrivono alla pagina e vi riversano tutta la loro indignazione. Molti parlano di andare in piazza. Parecchi di fucili, mitra, forconi e via dicendo. Alcuni sollevano dubbi. Non perdonano all&#8217;ex precario una serie di cose: è stato zitto per 15 anni, ha un blog con sopra la pubblicità, mette cose vecchie e già note. E, soprattutto, è sgrammaticato.</p>
<p>Altri se ne fregano. Qualsiasi sia la rilevanza e l&#8217;originalità di quello che scrive, l&#8217;importante è che sia un detonatore per la rivoluzione. Partendo da quella pagina si ribalterà il sistema. E poi, aggiungono in parecchi, nemmeno quelle che scriveva Saviano erano cose inedite, no? In più azzeccava i congiuntivi in maniera fastidiosa.</p>
<p>Cominciano a circolare le voci su chi potrebbe nascondersi dietro il precario. Qualcuno dice un leader dei movimenti. Qualcuno un parlamentare. Qualcuno una web agency. Nel frattempo l&#8217;ex precario si dà un nome: si chiama Spider Truman. I più esperti cominciano a escludere che sia una web agency. Potrebbe essere lo stagista di una web agency. Intanto Spider Truman dimostra di conoscere V per Vendetta e Pirandello. Ma soprattutto V per Vendetta.</p>
<p>Il giorno dopo spunta <a href="http://tv.repubblica.it/politica/spider-truman-primo-videomessagggio-ma-lui-smentisce-su-facebook/72968/71249">un video</a>. Un tizio con addosso la maschera di V per Vendetta si dichiara Spider Truman e, sventolando delle cartelline con il logo della Camera dei Deputati e i nomi dei principali politici italiani, chiede agli utenti di youtube di votare il politico del quale vorrebbero conoscere i segreti. Il più votato nei commenti verrà sputtanato il giorno dopo.</p>
<p>Da Facebook l&#8217;ex precario comunica di non essere lui quello del video, che però è già finito sulle home page di alcuni dei principali giornali italiani. Dei video promessi con successivi sputtanamenti dei più votati non si hanno notizie.</p>
<p>Intanto aumentano gli emulatori, gli imitatori, i seguaci. Sempre su Facebook nasce <a href="http://www.facebook.com/i.segreti.della.casta">una pagina </a>che posta rivelazioni ancora più scandalose: i parlamentare comprano le auto con il 120% di sconto, cioè le prendono gratis e intascano il 20% di differenza, e hanno tariffe telefoniche a -1 centesimo al secondo, cioè addirittura ci guadagnano. Sono tutte bufale, ma in parecchi, per non saper né scrivere né (soprattutto) leggere, si iscrivono e applaudono.</p>
<p>Subito dopo nasce anche la pagina di un&#8217;altr<a href="http://www.dirittodicritica.com/2011/07/19/costispider-truman-asperamundi-casta-23606/">a gola profonda</a>. Il nuovo spifferatore è però ancora assunto alla camera, e da lì intende dare il suo contributo alla lotta. Ma non se lo fila nessuno: quello licenziato è ritenuto molto più credibile. Quello che vuole combattere il sistema che lo sta ancora pagando deve essere pazzo o bugiardo.</p>
<p>A un certo punto un lampo. Un <a href="http://soloilmiopensiero.wordpress.com/2011/07/20/il-rivoluzionario-s-mascherato-ecco-chi-e-spider-truman/">blogger </a>sostiene di essersi messo a spulciare un po&#8217; e di aver recuperato una mail che collega il blog di Spider Truman a Francesco Caruso, ex parlamentare di rifondazione comunista. Caruso scrive<a href="http://www.facebook.com/notes/francesco-caruso/io-non-sono-spider-truman/10150242679443596"> una nota su facebook</a> in cui dichiara di non essere lui Spider Truman. Ma ammette di conoscerlo,<del> e di fargli delle foto ogni tanto</del> (scusate, non ho resistito). In diversi leggono la nota dell&#8217;ex onorevole Caruso e notano alcuni errori di grammatica e ortografia. Parecchio simili a quelli presenti nei post di Spider Truman.</p>
<p>Nel frattempo la rivoluzione attende ai box. Tutto difetta a noi italiani, tranne l&#8217;incredibile capacità di buttarla in caciara.</p>
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		<title>Il tempismo è una dote essenziale</title>
		<link>http://www.akille.net/2011/07/07/il-tempismo-e-una-dote-essenziale/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 15:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come la dieta dell&#8217;ultimo secondo, la prova costume, i servizi sul caldo, la caccia al luogo di villeggiatura dove non trovi nessuno o a quello dove incontri tutti, torna anche quest&#8217;estate la ricerca affannosa del tormentone estivo. Costruirne uno sembra facile, ma è in realtà assai difficile: deve sembrare nuovo ma profumare d&#8217;antico, suonare originale ma lasciarsi canticchiare come se l&#8217;avessi già sentito, far battere il piedino ma senza disturbare troppo. Ma la cosa più importante di tutte e il tempismo: se manca quello il resto non basta. Esempio lampante ne è questa Canzone per Mike Bongiorno (o forse si chiama &#8220;benvenuto in paradiso?&#8221;), sentito e orecchiabile omaggio scritto, cantato e arrangiato da Pedro Valdes, che ripercorre in note la carriera del grande presentatore, soffermandosi sulle grandi capacità di venditore e sul rapporto con la signora Longari. Un piccolo gioiello che solo per colpa della pubblicazione intempestiva, avvenuta il 21 agosto, non è diventata il tormentone dell&#8217;estate 2010. Che dite, facciamo in tempo a recuperarla per questa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come la dieta dell&#8217;ultimo secondo, la prova costume, i servizi sul caldo, la caccia al luogo di villeggiatura dove non trovi nessuno o a quello dove incontri tutti, torna anche quest&#8217;estate la ricerca affannosa del tormentone estivo.</p>
<p>Costruirne uno sembra facile, ma è in realtà assai difficile: deve sembrare nuovo ma profumare d&#8217;antico, suonare originale ma lasciarsi canticchiare come se l&#8217;avessi già sentito, far battere il piedino ma senza disturbare troppo.</p>
<p>Ma la cosa più importante di tutte e il tempismo: se manca quello il resto non basta. Esempio lampante ne è questa Canzone per Mike Bongiorno (o forse si chiama &#8220;benvenuto in paradiso?&#8221;), sentito e orecchiabile omaggio scritto, cantato e arrangiato da Pedro Valdes, che ripercorre in note la carriera del grande presentatore, soffermandosi sulle grandi capacità di venditore e sul rapporto con la signora Longari.</p>
<p>Un piccolo gioiello che solo per colpa della pubblicazione intempestiva, avvenuta il 21 agosto, non è diventata il tormentone dell&#8217;estate 2010. Che dite, facciamo in tempo a recuperarla per questa?</p>
<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j9wlOeWK8fo?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/j9wlOeWK8fo?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Per una politica che non sia scontro tra tifoserie</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 20:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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<p><a rel="attachment wp-att-6053" href="http://www.akille.net/2011/06/26/per-una-politica-che-non-sia-scontro-tra-tifoserie/romalega2/"><img class="alignleft size-full wp-image-6053" title="RomaLega2" src="http://www.akille.net/wp-content/uploads/2011/06/RomaLega21.jpg" alt="" width="438" height="597" /></a></p>
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		<title>Piccoli annunci</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 08:02:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A.A.A. Cedonsi campionario di frasi fatte, utili nelle giornate post consultazioni, da parte di elettorato di centrosinistra, ebbro dell&#8217;euforia per due tornate consecutive andate bene. Il catalogo include semplici imprecazioni, analisi sconfortanti, dotte dissertazioni, sfoghi autoconsolatori. Ideale per elettori di centrodestra spiazzati e privi delle parole adeguate. A solo titolo esemplificato si riportano alcune frasi del lotto: &#8220;la gente è stupida, bisognerebbe togliergli il diritto di voto&#8221;; &#8220;è colpa nostra, noi qui a fare i distinguo e quelli a martellare con slogan efficaci&#8221;; &#8220;dobbiamo trovare uno bravo da mandare in televisione&#8221;; &#8220;con questi dirigenti non vinceremo mai&#8221;;&#8221;ora le primarie saranno un segnale, una grande partecipazione di popolo&#8221;; &#8220;non posso credere che gli italiani vogliano farsi governare da quel pelato&#8221;. Il materiale cedesi a titolo gratuito, astenersi parlamentari responsabili, perditempo, persone non disposte a restituirlo al primo cenno di resurrezione berlusconiana. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>A.A.A. Cedonsi campionario di frasi fatte, utili nelle giornate post consultazioni, da parte di elettorato di centrosinistra, ebbro dell&#8217;euforia per due tornate consecutive andate bene. Il catalogo include semplici imprecazioni, analisi sconfortanti, dotte dissertazioni, sfoghi autoconsolatori. Ideale per elettori di centrodestra spiazzati e privi delle parole adeguate. A solo titolo esemplificato si riportano alcune frasi del lotto: &#8220;la gente è stupida, bisognerebbe togliergli il diritto di voto&#8221;; &#8220;è colpa nostra, noi qui a fare i distinguo e quelli a martellare con slogan efficaci&#8221;; &#8220;dobbiamo trovare uno bravo da mandare in televisione&#8221;; &#8220;con questi dirigenti non vinceremo mai&#8221;;&#8221;ora le primarie saranno un segnale, una grande partecipazione di popolo&#8221;; &#8220;non posso credere che gli italiani vogliano farsi governare da quel pelato&#8221;. Il materiale cedesi a titolo gratuito, astenersi parlamentari responsabili, perditempo, persone non disposte a restituirlo al primo cenno di resurrezione berlusconiana.</em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perché la sinistra non vince le elezioni?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 11:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<category><![CDATA[paese reale]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso ci si lamenta perché su internet si sentono molte, troppe, voci di sinistra, tanto da far continuamente pensare ai frequentatori di blog e social network che Berlusconi sia finito, salvo poi scoprire che nel Paese Reale il premier è ancora forte e vincente. Per fortuna anche nelle pieghe del web rosso si trovano voci genuine dell&#8217;elettorato berlusconiano, che spiegano perché la sinistra in Italia non può vincere le elezioni: perché non sa fare l&#8217;amore, come spiega pacatamente la signora in questo video. (visto su Friendfeed da Ubikindred)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso ci si lamenta perché su internet si sentono molte, troppe, voci di sinistra, tanto da far continuamente pensare ai frequentatori di blog e social network che Berlusconi sia finito, salvo poi scoprire che nel Paese Reale il premier è ancora forte e vincente.</p>
<p>Per fortuna anche nelle pieghe del web rosso si trovano voci genuine dell&#8217;elettorato berlusconiano, che spiegano perché la sinistra in Italia non può vincere le elezioni: perché non sa fare l&#8217;amore, come spiega pacatamente <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gYnlHbPS1XI">la signora in questo video</a>.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/gYnlHbPS1XI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>(visto su Friendfeed da Ubikindred)</p>
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		<title>Ma perché protestano?</title>
		<link>http://www.akille.net/2010/10/29/ma-perche-protestano/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 14:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io ero convinto che su una cosa fossimo tutti d&#8217;accordo, invece evidentemente non è così. Allora lo scrivo, visto che magari per molti risulta una cosa strana. Io ritengo che se qualcuno va in piazza a fare una manifestazione, uno sciopero, una forma di protesta qualsiasi, lo fa perché crede di avere un problema e di non sapere come altro risolverlo. Poi può avere torto, per carità. Può essere guidato da una convinzione errata, può aver capito male, può essersi aggregato senza essere troppo convinto o non convinto al 100% (ma se uno aderisse solo ai gruppi  di persone con le quali è d&#8217;accordo al 100% si ritroverebbe molto spesso solo), può ritrovarsi a gridare parole che in coro prendono un altro significato (ci aveva fatto anche una canzone Daniele Silvestri, no?), può finire a fianco di qualcuno che non è animato dalle migliore intenzioni. Insomma, ci sono parecchi rischi. Ma della prima cosa non riesco a non essere convinto: chi protesta pensa di avere un problema che non riesce a risolvere altrimenti, crede di aver subito un&#8217;ingiustizia che non dipende da lui. Bisognerebbe starlo come minimo a sentire, invece di canzonarlo. Lo dico perché ormai da tempo c&#8217;è tutta una parte politica italiana che ha deciso che le manifestazioni di piazza sono fatte da perdigiorno e pensionati attratti da un panino e da una gita. Che se protesti non hai voglia di lavorare o non sei capace di farlo, e che occupare una strada o interrompere un servizio stia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ero convinto che su una cosa fossimo tutti d&#8217;accordo, invece evidentemente non è così. Allora lo scrivo, visto che magari per molti risulta una cosa strana. Io ritengo che se qualcuno va in piazza a fare una manifestazione, uno sciopero, una forma di protesta qualsiasi, lo fa perché crede di avere un problema e di non sapere come altro risolverlo.</p>
<p>Poi può avere torto, per carità. Può essere guidato da una convinzione errata, può aver capito male, può essersi aggregato senza essere troppo convinto o non convinto al 100% (ma se uno aderisse solo ai gruppi  di persone con le quali è d&#8217;accordo al 100% si ritroverebbe molto spesso solo), può ritrovarsi a gridare parole che in coro prendono un altro significato (ci aveva fatto anche una canzone Daniele Silvestri, no?), può finire a fianco di qualcuno che non è animato dalle migliore intenzioni. Insomma, ci sono parecchi rischi.</p>
<p>Ma della prima cosa non riesco a non essere convinto: chi protesta pensa di avere un problema che non riesce a risolvere altrimenti, crede di aver subito un&#8217;ingiustizia che non dipende da lui. Bisognerebbe starlo come minimo a sentire, invece di canzonarlo.</p>
<p>Lo dico perché ormai da tempo c&#8217;è tutta una parte politica italiana che ha deciso che le manifestazioni di piazza sono fatte da perdigiorno e pensionati attratti da un panino e da una gita. Che se protesti non hai voglia di lavorare o non sei capace di farlo, e che occupare una strada o interrompere un servizio stia sullo stesso piano rispetto a sfasciare una vetrina o bruciare una macchina.</p>
<p>E da qualche tempo vedo quest&#8217;idea anche in persone appartenenti all&#8217;area politica di solito più attenta a scioperi e rivendicazioni. Vai in piazza? Non hai voglia di lavorare. Protesti? Sai solo criticare. Manifesti? Non hai niente di meglio da fare. Semplice da dire, sintetico, suona bene. Invece forse dovremmo imparare di nuovo ad ascoltare quelli che protestano, a chiederci cosa faremmo noi al posto loro.</p>
<p>Oppure possiamo prenderli per il culo liberamente e ridurli a una barzelletta. Basta poi ricordarsene quando ci capiterà di finire nel gruppo degli esasperati che non sanno come altro farsi sentire.</p>
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		<title>Lamentele</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 08:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Agorà]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Barbareschi]]></category>
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		<description><![CDATA[Luca Barbareschi, in un talk show in onda su Rai3 (Agorà, condotto da Andrea Vianello), ha appena detto che prima di entrare in politica non sarebbe mai riuscito a immaginare il dialogo che ha sentito tra due parlamentari e nel quale uno ha chiesto all&#8217;altro &#8220;ma pure a te la camorra ti paga in ritardo?&#8221; L&#8217;ha ripetuto due volte, ha specificato che secondo lui non stavano scherzando. Poi sono passati a parlare d&#8217;altro.  Boh.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luca Barbareschi, in un talk show in onda su Rai3 (<a href="http://www.agora.rai.it/" target="_blank">Agorà</a>, condotto da Andrea Vianello), ha appena detto che prima di entrare in politica non sarebbe mai riuscito a immaginare il dialogo che ha sentito tra due parlamentari e nel quale uno ha chiesto all&#8217;altro &#8220;ma pure a te la camorra ti paga in ritardo?&#8221;</p>
<p>L&#8217;ha ripetuto due volte, ha specificato che secondo lui non stavano scherzando. Poi sono passati a parlare d&#8217;altro.  Boh.</p>
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		<title>Voglio andare ad Alghero</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 08:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia Italia]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo cresciuti ascoltando discussioni su governissimi, governicchi e governi balneari. Abbiamo letto pagine e pagine sui bamboccioni. Al termine tesoretto ci vergogniamo a dirlo ma eravamo quasi affezionati. Abbiamo studiato l&#8217;etimologia di inciucio,  pronunciato senza sentirci ridicoli  ribaltone, imparato a capire la devolution e a temere la golden share, abbiamo persino usato in qualche discussione la definizione &#8220;furbetti del quartierino&#8221;. Insomma, abbiamo subito più o meno passivamente tutti le parole e frasi bizzarre usate e abusate dai politici italiani e sfruttate fino all&#8217;esaurimento dai giornali, manco fossero tormentoni pop. Tutto abbiamo letto, tutto abbiamo pronunciato, tutto abbiamo sdoganato. Ma ci sarà pure un limite da qualche parte. Per esempio: mi spiegate perché nella discussione sul potenziale leader del centrosinistra sta prendendo piede questa ciofeca di definizione del &#8220;Papa straniero&#8220;?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo cresciuti ascoltando discussioni su <em>governissimi</em>, <em>governicchi</em> e <em>governi balneari</em>. Abbiamo letto pagine e pagine sui <em>bamboccioni</em>. Al termine <em>tesoretto </em>ci vergogniamo a dirlo ma eravamo quasi affezionati. Abbiamo studiato l&#8217;etimologia di <em>inciucio</em>,  pronunciato senza sentirci ridicoli  <em>ribaltone</em>, imparato a capire la <em>devolution</em> e a temere la <em>golden share</em>, abbiamo persino usato in qualche discussione la definizione <em>&#8220;furbetti del quartierino&#8221;</em>.</p>
<p>Insomma, abbiamo subito più o meno passivamente tutti le parole e frasi bizzarre usate e abusate dai politici italiani e sfruttate fino all&#8217;esaurimento dai giornali, manco fossero tormentoni pop. Tutto abbiamo letto, tutto abbiamo pronunciato, tutto abbiamo sdoganato. Ma ci sarà pure un limite da qualche parte. Per esempio: mi spiegate perché nella discussione sul potenziale leader del centrosinistra sta prendendo piede questa ciofeca di definizione del &#8220;<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2010/09/20/visualizza_new.html_1761368458.html" target="_blank">Papa straniero</a>&#8220;?</p>
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		<title>No perditempo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 11:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Cadono le foglie, si tirano fuori i maglioncini, ritornano gli articoli su quanto sono cari gli affitti per gli universitari in una città come Roma. Per carità: lode a chi ancora tira fuori un argomento che evidentemente non appassiona. Abbiamo così tanti problemi, perché preoccuparsi di una stanza ammobiliata affittata a una cifra pari a un terzo (a volte la metà) di uno stipendio medio? In fondo il problema è solo di chi affitta a caro prezzo, no? E chi li obbliga a vivere in quella città? O a non potersi permettere di comprare casa? Certo ci sarebbe anche il piccolo problemino del nero. Perché chi affitta un posto letto in una doppia a 400 euro al mese, e si porta a casa 1600 euro per il suo bel bilocale in una zona strategica, in fondo che fa di male, a parte incassare un ventimila euro all’anno su cui non paga una centesimo di tasse? Evidentemente niente, visto che non mi pare che si facciano grosse cose per risolvere la situazione. Capisco che anche se ci fosse la volontà sarebbe un compito troppo difficile: in un mondo in cui si lotta per rintracciare movimenti bancari in paradisi fiscali, combattere il riciclaggio della criminalità organizzata e arginare i pirati informatici, come possiamo pretendere che si individuino degli appartamenti in determinati quartieri in alcune città cui ci vivono persone che pagano affitti in nero per case che ufficialmente sono vuote? Non possiamo mica metterci a citofonare casa per casa per recuperare quei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cadono le foglie, si tirano fuori i maglioncini, ritornano <a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/09/20/affitti_studenti_fuori_sede_dati_sunia.html" target="_blank">gli<br />
articoli su quanto sono cari gli affitt</a>i per gli universitari in una<br />
città come Roma.</p>
<p>Per carità: lode a chi ancora tira fuori un argomento che<br />
evidentemente non appassiona. Abbiamo così tanti problemi, perché<br />
preoccuparsi di una stanza ammobiliata affittata a una cifra pari a un<br />
terzo (a volte la metà) di uno stipendio medio? In fondo il problema è<br />
solo di chi affitta a caro prezzo, no? E chi li obbliga a vivere in<br />
quella città? O a non potersi permettere di comprare casa?</p>
<p>Certo ci sarebbe anche il piccolo problemino del nero. Perché chi<br />
affitta un posto letto in una doppia a 400 euro al mese, e si porta a<br />
casa 1600 euro per il suo bel bilocale in una zona strategica, in<br />
fondo che fa di male, a parte incassare un ventimila euro all’anno su<br />
cui non paga una centesimo di tasse?</p>
<p>Evidentemente niente, visto che non mi pare che si facciano grosse<br />
cose per risolvere la situazione. Capisco che anche se ci fosse la<br />
volontà sarebbe un compito troppo difficile: in un mondo in cui si<br />
lotta per rintracciare movimenti bancari in paradisi fiscali,<br />
combattere il riciclaggio della criminalità organizzata e arginare i<br />
pirati informatici, come possiamo pretendere che si individuino degli<br />
appartamenti in determinati quartieri in alcune città cui ci vivono<br />
persone che pagano affitti in nero per case che ufficialmente sono<br />
vuote? Non possiamo mica metterci a citofonare casa per casa  per<br />
recuperare quei due spicci.</p>
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