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	<title>Akille.net &#187; Varie ed eventuali</title>
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	<description>Il blog di Akille</description>
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		<title>Er pelliccia va su tutto</title>
		<link>http://www.akille.net/2011/10/20/er-pelliccia-va-su-tutto/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 10:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[er pelliccia]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre a Roma infuria la bufera qualcuno su Facebook si fa due risate con una gallery, che ha del geniale, in cui la foto dell&#8217;ormai noto &#8220;er pelliccia&#8221; (ditemi voi se possiamo competere con gli amerigani quando i nostri pericoli pubblici numero uno hanno questi nomi) viene riposizionata in ogni dove. Difficile scegliere la più divertente, ce ne sono davvero parecchie. Er pelliccia goes with everything. (grazie a Stefigno per la segnalazione)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre a Roma infuria la bufera qualcuno su Facebook si fa due risate con una gallery, che ha del geniale, in cui la foto dell&#8217;ormai noto &#8220;er pelliccia&#8221; (ditemi voi se possiamo competere con gli amerigani quando i nostri pericoli pubblici numero uno hanno questi nomi) viene riposizionata in ogni dove. Difficile scegliere la più divertente, ce ne sono davvero parecchie.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150333832519751.351183.338882319750&amp;type=1">Er pelliccia goes with everything.</a></p>
<p><a href="http://www.akille.net/2011/10/20/er-pelliccia-va-su-tutto/schermata-2011-10-20-a-12-42-19/" rel="attachment wp-att-6220"><img class="aligncenter size-full wp-image-6220" title="PellicciaSW" src="http://www.akille.net/wp-content/uploads/2011/10/Schermata-2011-10-20-a-12.42.19.png" alt="" /></a><a href="http://www.akille.net/2011/10/20/er-pelliccia-va-su-tutto/pellicciacesaroni/" rel="attachment wp-att-6217"><br />
</a></p>
<p>(grazie a <a href="http://www.beautifulife.org/">Stefigno </a>per la segnalazione)</p>
<p><a href="http://www.akille.net/2011/10/20/er-pelliccia-va-su-tutto/pellicciabocce/" rel="attachment wp-att-6208"><br />
</a><a href="http://www.akille.net/2011/10/20/er-pelliccia-va-su-tutto/pellicciawars/" rel="attachment wp-att-6207"><br />
</a><a href="http://www.akille.net/2011/10/20/er-pelliccia-va-su-tutto/pellicciawars/" rel="attachment wp-att-6207"><br />
</a><a href="http://www.akille.net/2011/10/20/er-pelliccia-va-su-tutto/pellicciabocce/" rel="attachment wp-att-6208"><br />
</a></p>
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		<title>Dedicato ai maniaci del catalogo Ikea</title>
		<link>http://www.akille.net/2011/10/14/dedicato-ai-maniaci-del-catalogo-ikea/</link>
		<comments>http://www.akille.net/2011/10/14/dedicato-ai-maniaci-del-catalogo-ikea/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 17:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[Ikea]]></category>
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		<description><![CDATA[Guardando questo video pensavo che ne conosco un bel po&#8217;. Segnalarlo a tutti è troppo faticoso: lo metto qui. (vincitore al 48 Hour Film Project in Olanda, trovato su Adverblog). &#160; Page 23 (English subtitles) from Jeroen Houben on Vimeo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guardando questo video pensavo che ne conosco un bel po&#8217;. Segnalarlo a tutti è troppo faticoso: lo metto qui.</p>
<p>(vincitore al 48 Hour Film Project in Olanda, trovato su<a href="http://www.adverblog.com/2011/10/12/move-away-from-page-23/"> Adverblog</a>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/30016668?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=fed351" frameborder="0" width="560" height="349"></iframe></p>
<p><a href="http://vimeo.com/30016668">Page 23 (English subtitles)</a> from <a href="http://vimeo.com/jeroenhouben">Jeroen Houben</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Roma Senza Vie di Mezzo</title>
		<link>http://www.akille.net/2010/11/24/roma-senza-vie-di-mezzo/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 17:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa mi arrivò una mail con la seguente proposta: una casa editrice bolognese stava preparando alcuni volumi dedicati alle principali città italiane. Il format prevedeva una guida divisa a metà, da una parte le cose consigliate, dall&#8217;altra quelle da evitare. Mi andava, diceva la proposta, di scrivere la guida dedicata a Roma? La proposta era allo stesso tempo attizzante e insidiosa per uno come me, un calabrese arrivato 15 anni fa nella capitale dicendo &#8220;sono solo di passaggio&#8221;  che ha finito per mettere radici. Insidiosa perché Roma è una città complessa e infinita, che nemmeno i romani conoscono bene, e perché a me vien voglia di scrivere soprattutto delle cose che mi piacciono, ma il format era quello: per ogni posto che ami ne devi trovare uno che eviti, per ogni ristorante dove andare ce ne vuole uno che per carità, per ogni locale dove porteresti i tuoi amici devi tirarne fuori uno dove manderesti il tuo peggior nemico. Da queste condizioni è venuta fuori una guida discutibile, personale, si spera piacevole da leggere, non dogmatica, cazzona già nelle intenzioni. Una serie di riflessioni su posti, piazze, pizzerie, pub, discoteche, negozi, usi, costumi e personaggi, in cui ogni cosa sta o di qua o di là. Con l&#8217;obiettivo altissimo di cogliere lo spirito della Roma di oggi e quello, più concreto, di scrivere una guida senza usare mai la parola &#8220;pittoresco&#8221;. Il risultato si chiama Roma senza via di mezzo, e dice che esce oggi. Ho anche aggiunto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa mi arrivò una mail con la seguente proposta: una <a href="http://www.pendragon.it/index.do">casa editrice bolognese </a>stava preparando alcuni volumi dedicati alle principali città italiane. Il format prevedeva una guida divisa a metà, da una parte le cose consigliate, dall&#8217;altra quelle da evitare. Mi andava, diceva la proposta, di scrivere la guida dedicata a Roma?</p>
<p>La proposta era allo stesso tempo attizzante e insidiosa per uno come me, un calabrese arrivato 15 anni fa nella capitale dicendo &#8220;sono solo di passaggio&#8221;  che ha finito per mettere radici. Insidiosa perché Roma è una città complessa e infinita, che nemmeno i romani conoscono bene, e perché a me vien voglia di scrivere soprattutto delle cose che mi piacciono, ma il format era quello: per ogni posto che ami ne devi trovare uno che eviti, per ogni ristorante dove andare ce ne vuole uno che per carità, per ogni locale dove porteresti i tuoi amici devi tirarne fuori uno dove manderesti il tuo peggior nemico.</p>
<p>Da queste condizioni è venuta fuori una guida discutibile, personale, si spera piacevole da leggere, non dogmatica, cazzona già nelle intenzioni. Una serie di riflessioni su posti, piazze, pizzerie, pub, discoteche, negozi, usi, costumi e personaggi, in cui ogni cosa sta o di qua o di là. Con l&#8217;obiettivo altissimo di cogliere lo spirito della Roma di oggi e quello, più concreto, di scrivere una guida senza usare mai la parola &#8220;pittoresco&#8221;.</p>
<p>Il risultato si chiama <a href="http://www.pendragon.it/libro.do?id=1814" target="_blank">Roma senza via di mezzo</a>, e dice che esce oggi. Ho anche aggiunto una pagina <a href="http://www.akille.net/pubblicazioni/roma-senza-vie-di-mezzo/">specifica qui sul blog</a>, tanto per non farmi mancare nulla</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Da qualche parte</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Nov 2010 16:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>

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		<description><![CDATA[Ero un ragazzino, era un pomeriggio d&#8217;estate. Si stava seduti fuori dal bar a giocare a carte, a guardar giocare, a far dei grandi dibattiti sul Milan, sulla Juve, sul&#8217;Inter, sulla Ferrari. A un certo punto due dei &#8220;grandi&#8221; iniziarono a discutere, l&#8217;argomento vattelo a ricordare. Dopo alcuni minuti di infuocato battibecco uno dei due si fermò e disse: &#8220;Ma c&#8217;è da qualche parte nel tuo cervello il piccolissimo dubbio che tu potresti avere torto e io ragione?&#8221;. L&#8217;altro rispose secco &#8220;No&#8221;. E quello: &#8220;E allora che ne parliamo a fare?&#8221;. E andò a prendersi una birra. Ogni tanto me lo ricordo ancora, soprattutto quando mi accorgo che nei social network non c&#8217;è il bancone.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ero un ragazzino, era un pomeriggio d&#8217;estate. Si stava seduti fuori dal bar a giocare a carte, a guardar giocare, a far dei grandi dibattiti sul Milan, sulla Juve, sul&#8217;Inter, sulla Ferrari. A un certo punto due dei &#8220;grandi&#8221; iniziarono a discutere, l&#8217;argomento vattelo a ricordare. Dopo alcuni minuti di infuocato battibecco uno dei due si fermò e disse: &#8220;Ma c&#8217;è da qualche parte nel tuo cervello il piccolissimo dubbio che tu potresti avere torto e io ragione?&#8221;. L&#8217;altro rispose secco &#8220;No&#8221;. E quello: &#8220;E allora che ne parliamo a fare?&#8221;. E andò a prendersi una birra.</p>
<p>Ogni tanto me lo ricordo ancora, soprattutto quando mi accorgo che nei social network non c&#8217;è il bancone.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Poco extra e molto terrestre</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 07:24:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quale che sia l&#8217;educazione cinematografica che a un certo punto decidi di darti, ci sono dei film che ti entrano nel cervello da ragazzo e  non se ne vanno più. Di solito sono  film che a un certo punto tenti di snobbare, alla ricerca di qualcosa di più &#8220;alto&#8221;. Ma non ci riesci, e allora ti chiedi perché. Ho visto un&#8217;infinità di volte film come Altrimenti ci arrabbiamo, Bomber, Lo chiamavano Bulldozer, Uno sceriffo extraterreste poco extra e molto terrestre. Erano film semplici e, nel giudizio di molti, bambineschi, ma che continuavano a lasciarsi guardare dopo decine di passaggi televisivi. E tutti a chiedersi: chissà come mai? Diversi anni dopo aver visto  questi film per la prima volta ho frequentato il corso di sceneggiatura Rai/Script e mi sono trovato davanti questo signore alto, brizzolato e gentile. E ho scoperto che tutti quei film li aveva scritti lui. Francesco Scardamaglia era il narratore di quelle avventure  che sembravano eterne e, pur non parlandone mai, mi stava finalmente aiutando a capire il perché. Spiegando le teorie del viaggio dell&#8217;eroe e dell&#8217;arco di trasformazione del personaggio, analizzando per l&#8217;ennesima volta i dettagli delle scene del Sorpasso e della Grande guerra, citando Jung e la mitologia greca, interrogandosi sui personaggi di Lost alla ricerca della formula magica della serialità, Scardamaglia cercava di capire e farti capire come dosare la scrittura, costruire la scena, mettere in relazione il tema e l&#8217;argomento, usare le storie per guardare dentro ognuno di noi. Incidentalmente, mentre faceva questo ti faceva ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quale che sia l&#8217;educazione cinematografica che a un certo punto decidi di darti, ci sono dei film che ti entrano nel cervello da ragazzo e  non se ne vanno più. Di solito sono  film che a un certo punto tenti di snobbare, alla ricerca di qualcosa di più &#8220;alto&#8221;. Ma non ci riesci, e allora ti chiedi perché.</p>
<p>Ho visto un&#8217;infinità di volte film come Altrimenti ci arrabbiamo, Bomber, Lo chiamavano Bulldozer, Uno sceriffo extraterreste poco extra e molto terrestre. Erano film semplici e, nel giudizio di molti, bambineschi, ma che continuavano a lasciarsi guardare dopo decine di passaggi televisivi. E tutti a chiedersi: chissà come mai?</p>
<p>Diversi anni dopo aver visto  questi film per la prima volta ho frequentato il corso di sceneggiatura Rai/Script e mi sono trovato davanti questo signore alto, brizzolato e gentile. E ho scoperto che tutti quei film li aveva scritti lui. Francesco Scardamaglia era il narratore di quelle avventure  che sembravano eterne e, pur non parlandone mai, mi stava finalmente aiutando a capire il perché.</p>
<p>Spiegando le teorie del viaggio dell&#8217;eroe e dell&#8217;arco di trasformazione del personaggio, analizzando per l&#8217;ennesima volta i dettagli delle scene del Sorpasso e della Grande guerra, citando Jung e la mitologia greca, interrogandosi sui personaggi di Lost alla ricerca della formula magica della serialità, Scardamaglia cercava di capire e farti capire come dosare la scrittura, costruire la scena, mettere in relazione il tema e l&#8217;argomento, usare le storie per guardare dentro ognuno di noi.</p>
<p>Incidentalmente, mentre faceva questo ti faceva capire anche perché alcuni film scritti da lui venivano catalogati come pellicole senza pretese, ma 30 anni dopo sono ancora qua. E io avrei voluto dirglielo che invece di usare grandi film americani per spiegarci le strutture narrative poteva tranquillamente mostrarci Lo chiamavano Bulldozer, e difficilmente avremmo trovato un film più rappresentativo. Ma Francesco Scardamaglia ti dava l&#8217;impressione, con quell&#8217;aria bonaria e l&#8217;estrema cortesia con cui ti trattava, di essere un signore. E ho preferito tenermelo per me, piuttosto di rischiare di sembrare un ruffiano.</p>
<p>Francesco Scardamaglia è morto ieri. L&#8217;ho visto poche volte ma mi è dispiaciuto profondamente. Sarà ricordato come l&#8217;autore di alcune delle fiction più viste degli ultimi anni e come un docente di grande cultura e capacità espositiva. Per me sarà sempre quello che il viaggio dell&#8217;eroe non l&#8217;ha solo spiegato in teoria, ma l&#8217;ha fatto vivere dentro la mente di una generazione con dei piccoli gioielli spesso liquidati come film da ragazzini. Come se fosse facile farli.</p>
<p>Grazie di tutto Francesco e, visto che di religione e religiosi te ne intendevi parecchio, che tu possa diventare una specie di santo protettore degli sceneggiatori italiani. Soprattutto perché ce n&#8217;é bisogno. E poi perché altrimenti ci arrabbiamo.</p>
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		<title>Di cosa parliamo quando parliamo di bavaglio</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 12:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[legge bavaglio]]></category>
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		<description><![CDATA[Scusate se mi occupo per un giorno di un argomento serio, ma sono settimane che leggo prese di posizioni, appelli e contro-appelli sulla nominatissima legge relativa alle intercettazioni e ogni giorno penso: &#8220;oh, ci fosse qualcuno che me la spiega&#8221;. Poi ho trovato il tentativo di Guido Scorza pubblicato sull&#8217;Espresso, magari vi interessa. (O magari ne avete altre di analisi che trovate più giuste e affidabili, le leggo volentieri).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate se mi occupo per un giorno di un argomento serio, ma sono settimane che leggo prese di posizioni, appelli e contro-appelli sulla nominatissima legge relativa alle intercettazioni e ogni giorno penso: &#8220;oh, ci fosse qualcuno che me la spiega&#8221;.</p>
<p>Poi ho trovato il tentativo di <a href="http://www.guidoscorza.it/?page_id=403" target="_blank">Guido Scorza</a> pubblicato<a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/questo-e-il-bavaglio:-vi-piace/2128998" target="_blank"> sull&#8217;Espresso</a>, magari vi interessa. (O magari ne avete altre di analisi che trovate più giuste e affidabili, le leggo volentieri).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Leggendosi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 18:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[concorsi]]></category>
		<category><![CDATA[forografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sono andato per la seconda volta (da accompagnatore e non da partecipante) alla manifestazione Fotoleggendo. E per la seconda volta sono stato colpito da quel fenomeno interessantissimo che è &#8220;la lettura del portfolio&#8221;. In sintesi, funziona così: c&#8217;è un concorso fotografico al quale possono iscriversi tutti, professionisti e appassionati. La prima fase di scrematura del concorso avviene in presenza del concorrente. Cioè tu ti iscrivi, arrivi la mattina con il tuo book con dentro le foto che hai scelto, ti presenti di fronte a un professionista (un fotografo, un docente di fotografia, un curatore di mostre, un editor) e quello ti fa sedere, guarda le tue foto, ti dice non solo se passerai o meno alla seconda fase del concorso, ma per quale motivo, illustrandoti i pregi e i difetti del tuo lavoro, gli aspetti sui quali dovresti migliorarti, i vizi che devi abbandonare. A quel punto i selezionati consegnano il portfolio  alla giuria, ma da lì in poi diventa un concorso normale, e mi interessa poco. La fase veramente interessante è la prima. Anche perché, ma io me ne intendo poco di fotografia, non avevo mai visto prima una cosa del genere, e l&#8217;ho trovata straordinaria. Perché qualsiasi sia la tua passione, una delle più grandi difficoltà è sempre quella di riuscire a confrontarsi, quella di &#8220;avere un parere&#8221; sulle cose che fai, sull&#8217;idea per la quale stai investendo tempo, passione, a volte soldi. E pur capendo quanto questa cosa sia fattibile per la fotografia, molto complicata per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono andato per la seconda volta (da accompagnatore e non da partecipante) alla manifestazione <a href="http://www.fotoleggendo.it/" target="_blank">Fotoleggendo</a>. E per la seconda volta sono stato colpito da quel fenomeno interessantissimo che è &#8220;la lettura del portfolio&#8221;.</p>
<p>In sintesi, funziona così: c&#8217;è un concorso fotografico al quale possono iscriversi tutti, professionisti e appassionati. La prima fase di scrematura del concorso avviene in presenza del concorrente. Cioè tu ti iscrivi, arrivi la mattina con il tuo book con dentro le foto che hai scelto, ti presenti di fronte a un professionista (un fotografo, un docente di fotografia, un curatore di mostre, un editor) e quello ti fa sedere, guarda le tue foto, ti dice non solo se passerai o meno alla seconda fase del concorso, ma per quale motivo, illustrandoti i pregi e i difetti del tuo lavoro, gli aspetti sui quali dovresti migliorarti, i vizi che devi abbandonare.</p>
<p>A quel punto i selezionati consegnano il portfolio  alla giuria, ma da lì in poi diventa un concorso normale, e mi interessa poco. La fase veramente interessante è la prima. Anche perché, ma io me ne intendo poco di fotografia, non avevo mai visto prima una cosa del genere, e l&#8217;ho trovata straordinaria.</p>
<p>Perché qualsiasi sia la tua passione, una delle più grandi difficoltà è sempre quella di riuscire a confrontarsi, quella di &#8220;avere un parere&#8221; sulle cose che fai, sull&#8217;idea per la quale stai investendo tempo, passione, a volte soldi. E pur capendo quanto questa cosa sia fattibile per la fotografia, molto complicata per la musica, praticamente irrealizzabile per il cinema e per la letteratura, ho pensato a quanto sarebbe bello diffondere la filosofia di questa competizione.</p>
<p>Un concorso nel quale non ti limiti a mandare il materiale per poi aspettare il responso &#8220;ho vinto-non ho vinto&#8221;, ma grazie al quale hai la possibilità di sentirti dire perché non andava bene, nel quale hai modo di vedere cosa portano le altre persone, quali sono non solo i casi di eccellenza ma anche la media, la mediocrità, il &#8220;c&#8217;è chi sta peggio di me&#8221;.</p>
<p>Per non parlare dell&#8217;esperienza notevole di vedere un critico parlare del tuo lavoro proprio lì davanti a te, e magari davanti ad altre persone che assistono. Roba che ti forma, per non dire che ti segna.</p>
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		<title>Good news, no news</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 06:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<category><![CDATA[radio]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi Radio24 festeggia i suoi primi 10 anni (auguri). Tra una rubrica e un gr, la ricorrenza viene festeggiata con degli spezzoni audio che ricordano gli eventi salienti del decennio trascorso. La proporzione per ogni &#8220;blocco&#8221; è di circa 5 eventi luttuosi (11 settembre, caduti di guerra, morte del Papa, vari attentati) bilanciati da 1 evento gioioso, pescato sempre da eventi sportivi, come i Mondiali di calcio o le Olimpiadi. L&#8217;effetto è qualcosa che sta tra la consapevolezza che il mondo è pieno di cose brutte, il ricordarsi che gli eventi negativi sono notizie e quelli positivi non lo sono quasi mai e il constatare quanto sia difficile trovare momenti di gioia condivisi per tutta la nazione, e non fonte di soddisfazione per una parte e rabbia per un&#8217;altra. Niente di nuovo o di originale, ma trovarselo di fronte appena svegli fa sempre un certo effetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi <a href="http://www.phonkmeister.com/post/204328357/la-blogosfera-ha-assegnato-gli-oscar-ai-migliori" target="_blank">Radio24</a> festeggia i suoi primi 10 anni (auguri). Tra una rubrica e un gr, la ricorrenza viene festeggiata con degli spezzoni audio che ricordano gli eventi salienti del decennio trascorso. La proporzione per ogni &#8220;blocco&#8221; è di circa 5 eventi luttuosi (11 settembre, caduti di guerra, morte del Papa, vari attentati) bilanciati da 1 evento gioioso, pescato sempre da eventi sportivi, come i Mondiali di calcio o le Olimpiadi.</p>
<p>L&#8217;effetto è qualcosa che sta tra la consapevolezza che il mondo è pieno di cose brutte, il ricordarsi che gli eventi negativi sono notizie e quelli positivi non lo sono quasi mai e il constatare quanto sia difficile trovare momenti di gioia condivisi per tutta la nazione, e non fonte di soddisfazione per una parte e rabbia per un&#8217;altra.</p>
<p>Niente di nuovo o di originale, ma trovarselo di fronte appena svegli fa sempre un certo effetto.</p>
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		<title>Dietro il titolo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 15:31:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[il pastore tedesco]]></category>
		<category><![CDATA[ilmanifesto]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i blogger e i frequentatori di social network si trovano molti amanti dei giochi di parole, del titoletto ben costruito, della battuta fulminante. Per questo motivo si trovano spesso in giro citazioni e rilanci delle prime pagine del Manifesto, da anni basate su titoli &#8220;giocosi&#8221;, apprezzati anche da chi non legge quel quotidiano. Ogni volta che comincia una discussione su questi titoli, i partecipanti ricordano sempre i loro preferiti, e uno dei più citati (se non il più citato) è l&#8217;irriverente &#8220;Il pastore tedesco&#8221;, lanciato in occasione dell&#8217;elezione di Ratzinger. Proprio ieri ho partecipato ad una di queste discussioni, ricevendo due informazioni che non conoscevo, una delle quali molto triste. La prima è che il titolo &#8220;Il pastore tedesco&#8221; era stato suggerito al Manifesto da Ivan Bonfanti, responsabile esteri di Liberazione. La seconda è che Ivan, che non ho mai incontrato anche se ho scoperto alcuni amici in comune, è morto a 37 anni, l&#8217;estate scorsa. Me ne parlano un gran bene, e mi dicono che i suoi amici hanno aperto un blog per ricordarlo, e che stanno lavorando a delle iniziative in sua memoria, come un premio di giornalismo. Se volete saperne di più, sta tutto su Ivanbonfanti.com.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i blogger e i frequentatori di social network si trovano molti amanti dei giochi di parole, del titoletto ben costruito, della battuta fulminante. Per questo motivo si trovano spesso in giro citazioni e rilanci delle prime pagine del Manifesto, da anni basate su titoli &#8220;giocosi&#8221;, apprezzati anche da chi non legge quel quotidiano.</p>
<p>Ogni volta che comincia una discussione su questi titoli, i partecipanti ricordano sempre i loro preferiti, e uno dei più citati (se non il più citato) è l&#8217;irriverente &#8220;Il pastore tedesco&#8221;, lanciato in occasione dell&#8217;elezione di Ratzinger.</p>
<p>Proprio ieri ho partecipato ad una di queste discussioni, ricevendo due informazioni che non conoscevo, una delle quali molto triste. La prima è che il titolo &#8220;Il pastore tedesco&#8221; era stato <a href="http://blog.ivanbonfanti.com/post/1206971198/Ciao+Ivan,+ti+ricordi+quel+%C2%ABpastore%C2%BB" target="_blank">suggerito</a> al Manifesto da Ivan Bonfanti, responsabile esteri di Liberazione.</p>
<p>La seconda è che Ivan, che non ho mai incontrato anche se ho scoperto alcuni amici in comune, è morto a 37 anni, l&#8217;estate scorsa. Me ne parlano un gran bene, e mi dicono che i suoi amici hanno aperto un blog per ricordarlo, e che stanno lavorando a delle iniziative in sua memoria, come un premio di giornalismo.</p>
<p>Se volete saperne di più, sta tutto su <a href="http://blog.ivanbonfanti.com/" target="_blank">Ivanbonfanti.com</a>.</p>
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		<title>Dj Hero, just for one day</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 09:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[dj]]></category>
		<category><![CDATA[dj hero]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho mai avuto un grande rapporto con i videogiochi. So che non è comune, nella mia generazione, ma è così. Giusto qualche pomeriggio al bar da ragazzino, qualche piccola infatuazione per sparatutto e automobilistici, un tentativo con i manageriali calcistici finito presto. In tempi recenti ho avuto qualche momento di esaltazione per dei giochi fatti apposta per acchiappare i disinteressati come. Cose come Buzz, gli sport della Wii o Guitar Hero. Giochi più socializzanti, più immediati, godibili anche una botta e via, senza dedicarci troppo tempo ed energie. Questa mattina, invece, ho visto per la prima volta un trailer di un videogioco che mi ha fatto pensare che potrei addirittura aver bisogno di una consolle, che potrei comprare un aggeggio apposito, e che potrei passarci le nottate dicendo: &#8220;ancora una e basta&#8221;. Forse per questo ne starò alla larga. Qui sotto il trailer in questione, quello di Dj Hero Daft Punk. A questo link un servizio di 5 minuti su Dj Hero, in cui si vede meglio come funziona.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai avuto un grande rapporto con i videogiochi. So che non è comune, nella mia generazione, ma è così. Giusto qualche pomeriggio al bar da ragazzino, qualche piccola infatuazione per sparatutto e automobilistici, un tentativo con i manageriali calcistici finito presto.</p>
<p>In tempi recenti ho avuto qualche momento di esaltazione per dei giochi fatti apposta per acchiappare i disinteressati come. Cose come Buzz, gli sport della Wii o Guitar Hero. Giochi più socializzanti, più immediati, godibili anche una botta e via, senza dedicarci troppo tempo ed energie.</p>
<p>Questa mattina, invece, ho visto per la prima volta un trailer di un videogioco che mi ha fatto pensare che potrei addirittura aver bisogno di una consolle, che potrei comprare un aggeggio apposito, e che potrei passarci le nottate dicendo: &#8220;ancora una e basta&#8221;. Forse per questo ne starò alla larga.</p>
<p>Qui sotto il trailer in questione, quello di Dj Hero Daft Punk. A <a href="http://www.youtube.com/watch?v=S9loz95y7vk" target="_blank">questo link</a> un servizio di 5 minuti su Dj Hero, in cui si vede meglio come funziona.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/M0r38l7oNCQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/M0r38l7oNCQ&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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