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  1. Inesorabilmente

    18 dicembre 2010 / Leave a comment

    Ieri è stata una giornata di freddo, di sciarpe, di guanti e di cappelli, di ore sul treno, di ritardi, di saluti, di quando parti e quando torni, di c’è la neve e di ma dai c’è la neve anche lì?

    Ieri, in un suo modo abbastanza strano, è stata una giornata che sapeva di natale. Per questo è giusto che sia stata la giornata del Post Sotto l’Albero 2010. Sono 192 pagine, si scarica da qui, c’è anche una sciocchezza mia.

    Ps Per chi non ne sapesse niente: un anno fa l’ho spiegato per i lettori di Apogeonline. Valgono più o meno le stesse cose.

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  2. Rilancio il blog, mi iscrivo in palestra, mi metto a dieta

    16 settembre 2010 / 2 Comments

    L’avevo visto qualche giorno fa sull’ultimo numero di Wired ma non avevo un computer sottomano: ecco sul sito della rivista il decalogo su come rilanciare il proprio blog, più attuale che mai.

    Quasi quasi provo a mettere in atto questi consigli. Così se non funzionano posso prendermela con un po’ di gente che conosco.

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  3. Fuori da qui

    30 agosto 2010 / 8 Comments
    Chi è? Chi va là? Identificati!
    Oi, sono io.
    Io chi?
    Achille.
    Non dire cazzate, Akille sono io.
    Io sono quello senza k.
    Ah, che ci fai qua? Sei venuto a rubare?
    Ma non dire scemate, che devo rubare?
    Magari vuoi vedere se c’è qualcosa che puoi riutilizzare, qualcosa da riciclare per i tuoi amichetti  fuori.
    Ma quali amichetti, ma che dici? Piuttosto, vuoi aprire ogni tanto qua? Perché è tutto chiuso? È buio. E puzza pure un po’.
    Sì, eccolo, è arrivato il signorino. Apri, certo, come se non lo sapesse cosa c’è fuori da qui.
    Perché, cosa c’è fuori da qui?
    E fai pure il finto tonto. Ci sono i social network, i maledetti social network, dove vi divertite tutti e mettete le foto di quando vi tagliate i capelli e del mare in vacanza e fate i vostri giochini di parole e ridete tra di voi e vi mettete like, like e like.
    O mio dio, ma cosa fai il geloso?
    Ma quale geloso? Io non sono geloso. Io sono incazzato. Ma io sto qui, non abbandono la nave. Anche se non ci sale più nessuno. E se qualcuno prova a salirci sparo a vista. Questa è casa mia.
    Mi sembra un discorso un po’ confuso ma mi ricorda qualcosa. Vuoi candidarti?
    Eh, son passati i tempi in cui bastava essere blogger per sperarci. Ma io rimango qui, io difendo la qualità.
    Adesso è diventata questione di qualità?
    E certo: non vedi come perdete tempo sui quei così? E mi dite i vostri 5 film preferiti? E lo sapete che sto guardando in tv?  E volete sentire che frasetta spiritosa ho scritto?
    Ma non dire stupidaggini: le frasette spiritose, le liste alla Hornby e la condivisione del trash le facevamo pure con i blog.
    Sì, ma quei cosi sono più dispersivi e più superficiali e convincono la gente di avere qualcosa da dire.
    Ma sono le stesse cose che dicevano dei blog! Ma pure delle radio libere. Ma pure dei fumetti mi sa. E temo anche del suffragio universale.
    Quei cosi ti rimbambiscono e ti fanno perdere tempo!
    Ah sì, questa invece è nuova: la diceva uguale mio padre dei dischi che sentivo a 15 anni. Ma si può sapere perché odi tanto i social network?
    Ma stai scherzando? Io non li odio affatto. Io li ringrazio.
    Mi dev’essere sfuggito un passaggio.
    Sì, te lo giuro. Perché da quando ci sono i social network  noi blog non siamo più i figli giovani, quelli vestiti strani, quelli superficiali e destinati a scomparire.
    E cioè?
    Ora finalmente anche noi abbiamo qualcuno con cui prendercela, qualcuno da accusare, dei barbari su cui scaricare la colpa del declino della civiltà.
    Ma che stai dicendo?
    Ma sì: essere avanguardia era faticoso e dava poca soddisfazione, ora finalmente possiamo tirare i remi in barca e accomodarci nelle nostre poltrone da reazionari. L’immoralità dei costumi, la stupidera dei giovani, il dilagare delle parolacce, niente è più colpa nostra, è colpa dei social network!
    Tu sei pazzo.
    Sarà , ma almeno sono parte di un’elite deliziosamente vintage.
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  4. E poi cosa, un milione di posti di lavoro?

    10 agosto 2010 / 2 Comments

    Fatto che fu il trasloco, avviato un paio di lavori, messi da parte un paio di progetti che sembravano lì lì per partire e invece niente, il vecchio blogger prese un impegno folle: ricominciare a scrivere sul blog. Ad agosto.

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