Arriva il giorno in cui il tuo pc non va più come dovrebbe andare. Magari ha preso un virus fatale, o forse hai fatto tu qualche fesseria, o saranno i continui installa e disinstalla di programmi che usi una volta sola e poi dimentichi lì.
Qualunque sia il motivo, dopo averne tentate un po’ e averlo fissato con uno sguardo assente che in realtà ricerca i momenti felici vissuti insieme, prendi la ferale decisione: io formatto.
A quel punto lo dici in giro, anche solo per spiegare perché nelle prossime ore sarai nervoso e in quelle successive avrai da fare e forse non risponderai alle mail, e cominci a raccogliere i pareri. Fai bene, pialla tutto. Sei matto, non lo fare, ci sarà una soluzione alternativa.
Ognuno distingue le persone in base a quello in cui crede. La frase “la gente si divide in due: quelli che” può proseguire in migliaia di modi. Io, negli ultimi due giorni, le ho divise tra quelle che appena e il caso formattano e quelle che non lo fanno mai.
Il formattare come metafora esistenziale, come prova per distinguere chi tenta fino all’ultimo di risolvere la questione, di ripristinare le status quo, di isolare quel problema e estirparlo, nella convinzione che fare quello basterà, e non è vero che il resto è tutto corrotto, da chi vuole bruciare tutto in un fuoco purificatore e andatevene tutti a fanculo, si ricomincia da capo.
E ancora, il formattare per dividere le persone tra chi al pensiero di formattare impallidisce perché vuole cercare di salvare ogni singola cosa, fare un back up di ogni singolo file, il computer andrà poi ripristinato in ogni sfondo desktop, ogni scambio mail, ogni software che può servire anche una volta ogni sei mesi, e chi sdraia tutto e fregatene, salva il salvabile, poi chiudi gli occhi e riavvia, se non ti è venuto in mente subito vuol dire che non è essenziale, ne puoi fare a meno.
Un format come linea d’ombra, come le macchie di Rorschach, come una prova che dice molto di una persona. Se sei un formattatore seriale o un conservatore smanettone, come sarà la tua vita sentimentale e la tua visione sul mondo?
Io alla fine ho formattato. Mi è piaciuto pensare che fosse un atto d’amore. Un modo per non tradire il vecchio scassone con uno nuovo, più giovane e bello.

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