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O come dicevan tutti Renzo

Renzo quando si è tutti in gruppo e si sente una sirena in lontananza,indica un amico a caso ed esclama “è qui!venite a prenderlo!”

Oppure

Renzo quando starnutisce fa “EEEEEEE…CCIUCCIAMELOOO!”

In ogni compagnia c’è un Renzo. Almeno a quanto dicono su Renzo ha Wind.

(via Rosario)

Ricatti morali

L’altro giorno a un certo punto mi sono posto una domanda: ma come si fa a chiudere l’account su Facebook? Così mi sono messo a cercare e ho subito trovato la funzione “disattiva” tra le impostazioni dell’account.

Allora mi sono chiesto: possibile che sia così facile? Ci ho cliccato sopra e mi sono apparse alcune foto che mi ritraevano insieme a tizio, caio e sempronio, accompagnate dalle frasi “sei sicuro di voler disattivare il tuo account?” e poi “tizio sentirà la tua mancanza”,”caio sentirà la tua mancanza”, “sempronio sentirà la tua mancanza”.

Ovviamente non l’ho disattivato. Non ho mica il cuore di pietra, io.

Il dito nell’occhio

Quasi 4 anni fa sui giornali fece molto scalpore un video pubblicato su Youtube in cui si vedevano alcuni ragazzi che picchiavano un compagno di classe disabile. Già all’epoca si parlava più che di limitare la diffusione di video del genere su internet più che i casi come questo, e io dissi che era come sentire il cane che abbaia al ladro e decidere saggiamente di sparare al cane. E non ho molto da aggiungere.

Ora è arrivata la sentenza per i dirigenti di Google. Si parla di 6 mesi di reclusione per “non aver impedito la pubblicazione del video”. Guardando tra gli articoli correlati di Repubblica ho scoperto che invece i “protagonisti”, quelli che il video l’hanno girato, pubblicato e reso possibile, hanno avuto un anno di sospensione a scuola.

E questo spiega molte cose

Io vi giuro che volevo smetterla di parlare di Sanremo già tre post fa. Ma magari vi siete persi (io me l’ero persa, e l’ho trovata su Wittgenstein) la parodia del Trio Pupo-Savoia-quell’altro fatta da Elio e le storie tese.

Al solito definitiva (io almeno spero molto che lo sia).

Quasi dimenticavo

Il pregiatissimo Makkok, insieme a una nutrita pattuglia di nomi noti a bloggers e internettari, lancia una rivista a fumetti. Offerte speciali per chi si abbona subito.

Non ne usciamo più

Alle 23.12 di sabato notte, Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici per i televotanti avevano vinto il Festival di Sanremo, con 212.482 voti, pari al 32,95% di tutte le preferenze espresse dal pubblico. Poi c’è stata un’onda anomala che ha travolto tutto, facendo emergere Valerio Scanu come vincitore.

Qui si va oltre la battuta di Bottura. Secondo quanto svelato dall’Avvenire, venuto in possesso dei tabulati telefonici (ma dimmi tu, con tutti i peccati del mondo), per la seconda volta nella storia d’Italia i fans e gli oppositori dei Savoia potranno scannarsi per anni sull’irregolarità del voto decisivo.

Oroscopo a casaccio/3 Le stelle di nonna Pina

Cari amici che aspettate con ansia l’oroscopo di Akille.net, questa settimana per un piccolo disguido tecnico (almeno così mi ha detto l’operatore del call center) non ho potuto consultare le stelle per voi.

Ma, come saprete bene, gli astri non sono l’unico luogo in cui si possono trovare i segni che predicono il futuro. Almeno per quelli bravi come me.

Ecco dunque le previsioni per la settimana dal 22 al 28 febbraio, basate sull’interpretazione di una fonte, come dire, alternativa.

Ariete. Settimana positiva per lavoro, salute e amicizia. Ma l’amore, ma l’amore no.

Toro. Le opportunità ci sono ma non sono facili da vedere. Dovrete cercare in tutti i luoghi e in tutti i laghi.

Gemelli. Non state lì a chiedervi perché il mondo piange. Probabilmente è un tubo rotto nell’appartamento di sopra.

Cancro. Vi sentirete nell’occhio del ciclone anche se non avete fatto niente, l’importante è non paragonarsi a chi ha sofferto veramente.

Leone. Per lui: ogni donna ha un paio d’ali. Per lei: a volte anche un paio di corna.

Vergine. Un velo nero potrebbe nascondere la vostra felicità. O magari è una cataratta.

Bilancia. Da trent’anni vi sentite dire che dovete cambiare. O vi decidete a farlo o vi cercate altri consiglieri.

Scorpione. Siete dei re matti, cambiate spesso le regole, non perdete mai. Se poi gli altri se ne vanno e vi lasciano a giocare da soli non dovete stupirvi.

Sagittario.
Vi guarderete allo specchio, vi troverete migliori, vi troverete diversi. Ve l’avevo detto che attaccarci sopra quel poster sarebbe servito.

Capricorno. Credete nella vostra cultura e nella vostra religione. Ma anche nel farsi i cazzi propri ogni tanto.

Acquario. Un sospiro a colazione vi farà capire molte cose. Per esempio che è il caso di vedere un gastroenterologo.

Pesci. La gente non ha voglia di pensare a cose negative. Quindi il vostro oroscopo lo saltiamo.

* Avviso di trasparenza per il pubblico: Achille non crede negli oroscopi, come tutti i Sagittario. Se gli chiedete a bruciapelo di dirvi i 12 segni, gliene mancherà sempre uno, tipo i 7 nani.

Stasera sono qui

Sulla canzone di Pupo, Savoia e quell’altro (Luca Canonici, si chiama, ma fa troppo ridere il modo in cui è stato ignorato per tutto il festival) che ha rischiato di vincere il Festival si potrebbero dire tantissime cose.

Innanzitutto che è una canzone musicalmente irrilevante. O che ha un testo scritto veramente male. Che in alcuni punti è basata sulle rime (niente/veramente, religione/opinione), in altri no (come nel passaggio sullo stringere tra le sue braccia, dove non si capisce davvero a cosa si riferisca). Che tenta di farci sentire in colpa perché Filiberto non poteva tornare anche se non aveva fatto niente, ma senza sembrare troppo lagnosa, perché lui mai si è paragonato a chi ha sofferto veramente. Che sul la-la-la-la del tenore ci ci può cantare comodamente Over the rainbow. Che per trovare una cosa così retorica e nostalgica bisogna tornare a Italia Italia di Reitano e a Una vecchia canzone italiana della Squadra Italia. Che comunque quelle erano più belle. Che la modifica al testo fatta nella penultima sera per citare Lippi e Cannavaro a Berlino è quasi peggio dell’originale. Che dire che l’Italia oggi più serenamente si specchia nella propria storia indica l’aver vissuto all’estero per parecchio tempo.

Però diremo invece che è un capolavoro di trash. E a prova di questo porteremo la sua capacità di generare creatività di un certo livello.

Ad esempio il video in cui Peter Griffin guarda Sanremo.

O il geniale generatore casuale di testi di Italia amore mio di Meltiparaben.

O una serie di battute notevoli, tra le quali forse la migliore è quella di Luca Bottura: “Dopo 64 anni, i Savoia traditi nuovamente dalle giurie popolari”

Sanremo. Canzone. Festival della.

Non ho visto tutto Sanremo, ma ne ho visto abbastanza (anche grazie alla fruizione divertente che se ne può fare tramite i social network) per azzardare un paio di osservazioni. Sicuramente non molto originali. E lunghe, in quanto scritte al volo. Ma si fa così, per condividere.

Il festival in quanto festival della canzone è morto. Non stava bene da tempo, a dire il vero. La definizione aveva un senso quando la stessa canzone la cantavano in più cantanti, e si poteva dire che vincesse quella. Già  ne aveva meno negli anni 80/90, quando ogni anno il festival aveva un big un po’ più big degli altri (come i Pooh o Cocciante) e si sapeva chi avrebbe vinto un mese prima.

Ma a dare le ultime badilate in testa al festival della canzone è stata la combinazione tra il televoto e i reality show. Quello che è successo nell’ultima edizione è sotto gli occhi di tutti: il vincitore viene da Amici (per il secondo anno di fila), il secondo da Ballando con le stelle (ma è riduttivo, è anche uno che è riuscito a creare un caso con una canzone della quale dovremmo parlare a parte), il terzo da X-Factor, da dove arriva anche il vincitore dei giovani.

Non facciamoci ingannare dall’orecchiabilità della canzone vincitrice (nei prossimi mesi sarà impossibile invitare una ragazza al lago sembra farla sembrare una proposta sessuale), dalla quarta alla decima posizione c’erano canzoni non solo più belle, ma anche più “sanremesi”. Nessuno però aveva in dote un pubblico pronto a votare più e più volte via sms, perché è abituato a farlo ogni settimana per il suo programma preferito, indipendentemente dal brano cantato. Finché le cose andranno così, delle canzoni in sé alla classifica finale fregherà niente.

Il festival come evento televisivo, invece, è più vivo che mai. E forse bisogna anche dare un po’ di merito alla conduttrice. Criticata, goffa, normale, noiosa, non fa simpatia. Sulla Clerici sanremese ne hanno dette tutti di tutto. Ma gli ascolti danno ragione a lei. E senza effetti speciali.

Ieri sera c’è stato un consistente pezzo di finale che ha tenuto inchiodati milioni di telespettatori con, in sequenza: parata di volti di Rai1 che pubblicizzavano i loro programmi futuri, elettricisti e tecnici della Rai sul palco applauditi e premiati, Costanzo che lancia il suo nuovo programma Rai improvvisando un Costanzinosciò con gli operai, i bambini cresciuti della Clerici, la Clerici che canta in extremis letagliatelledinonnapina. Roba che probabilmente Bonolis stava a casa a chiedersi “ma davvero si possono fare ascolti con questo materiale?”

Unite a tutto questo altri pezzi di festival fatti con ospiti che in realtà erano lì a promuovere fiction Rai, sconosciuti per i quali ci siamo dovuti fidare nel crederli iballerinidimaicolgecson, il cachet della Clerici notevolmente più basso di quello dei suoi predecessori e il primo festival fatto senza co-conduzioni, super-comici, spalle e vallette, e avrete un solo risultato.

Ha vinto Antonellina. Ora può fare quello che vuole, da riprendersi La prova del cuoco a chiedere la presidenza di una Regione. E se il principe Filiberto si riprende il posto di famiglia a colpi di ospitate televisive, potrebbe anche fare il Primo Ministro.

Per fortuna

In un Paese in cui il conflitto di interessi è visto come un problema avrei delle remore a proporvi il nuovo singolo di un gruppo in cui due componenti su cinque sono miei ex colleghi.

Ma per fortuna l’Italia si è più volte espressa chiaramente sul fatto che del conflitto di interessi non ce ne frega niente,  quindi ecco Blu, il nuovo brano degli Elettronoir.

Trovato in anteprima su Radionation e girato parzialmente al Brancaleone, che proprio oggi compie 20 anni. Auguri a tutti.

Blu from elettronoir on Vimeo.