anni 90

Hanno inciso l’uomo indie

Sull’importanza (negata o meno) degli 883 nella formazione, musicale e umana, di una generazione avevo già accennato qualcosa qui. L’argomento è attualissimo perché, nel pieno del ventennale dell’uscita di Hanno ucciso l’uomo ragno, Rockit ha deciso di mettere insieme Con due deca, una compilation di pezzi storici del duo di Pavia più anni 90 che ci sia, rifatti da un pugno di gruppi e cantanti indie, emergenti, alternativi, insomma chiamateli un po’ come volete.

La compilation sarà disponibile dall’11 aprile in streaming e download gratuito. Intanto c’è il video di Gli anni rifatto da Colapesce e la playlist. L’attesa (nostra) e la responsabilità (loro) sono già altissime.

 

Chiedi chi era Zeman

Quando anche nelle cose serie diventa tutta questione di tifoserie uno finisce per rifugiarsi nel calcio. Si interessa di nuovo alla sua squadra del cuore, si informa sui nuovi talenti, impara le formazioni delle squadre più forti e di quelle che gli hanno sempre fatto simpatia.

Tra queste ultime, per quanto mi riguarda, c’è una new entry. Infatti da qualche settimana, durante il week end, arriva sempre il momento in cui mi ritrovo a chiedermi: ma cosa ha fatto il Pescara?

Il motivo per cui mi interrogo sulle sorti di una squadra di cui non me ne è mai fregato molto è semplice: a sedere sulla panchina c’è Zdenek Zeman. Su quanto sia effettivamente forte Zeman come allenatore c’è da anni un dibattito che preferirei non replicare in questa sede (per quanto trovo sempre che i detrattori abbiano qualcosa di più ostinato e irrazionale nelle loro motivazioni), ma di sicuro ci sono pochi allenatori in grado di generare quanto lui immaginario, epica e affetto nei luoghi in cui hanno lavorato.

Per questo mi pregio di segnalarvi l’uscita di “Il ritorno di Zeman“, un cofanetto contenente due documentari e un libro di Giuseppe Sansonna, giornalista, cineasta e vero “zemanologo“.  Ho avuto modo di vedere uno dei documentari (“Zemanlandia”, una spassosa e affettuosa storia del miracoloso Foggia degli anni ’90), sul resto vado sulla fiducia. Come con Zeman.

E gli inquirenti ancora non escludono la pista dell’industria di caffè

Ammettiamolo: quando tutti scrivono del ventennale di Nevermind o dei Pearl Jam e tu fai un post sui 30 anni di Gioca Jouer ti viene il dubbio di avere qualche cosa che non va. E però questo siamo, da questo veniamo, e a Cecchetto dobbiamo una parte talmente consistente del nostro immaginario giovanile che è meglio non pensarci, fidatevi.

Per questo, mentre si celebrano le pietre miliari per i rockettari della mia generazione, io ripenso con un filino di magone alla fallimentare iniziativa lanciata su questo blog per il ventennale di Jovanotti for President e decido di appoggiare, senza se e senza ma, la tempestiva iniziativa della Signora Maria e di Pop Topoi che, con un saggio semestre di anticipo, lanciano l’appuntamento per il febbraio del 2012, quando saranno passati 20 anni dall’uscita di Hanno ucciso l’uomo ragno degli 883.

Akille.net si schiera a favore di questa celebrazione che ha assai più probabilità di riuscita di quella Jovanottiana, se non altro perché gli artisti in questione non sembrano vergognarsi di quell’esordio. E quindi pronti a ricordare con nostalgia e adeguati racconti l’arrivo di un gruppo già abbondantemente rivalutato dai critici e dagli osservatori più illuminati. Un duo in grado di partorire una sfilza di canzoni di successo e addirittura una figura retorica che nemmanco gli antichi erano riusciti a coniare: il Maurorepetto.

Appuntamento su Facebook.

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