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  1. Black Blox Party

    25 giugno 2009 / 3 Comments

    Con questo, inizia una serie di post in cui cercherò di formare una playlist virtuale per l’estate 2009. Lo scopo non c’è, proverò solo a mettere in fila un po’ di canzoni che secondo me vale la pena notare e annotare, per vari motivi. Qualche tormentone, qualcosa con meno visibilità, qualche scelta mia da album del periodo. Si accettano suggerimenti, ovviamente.

    Si parte con una cosa facile, da primo ascolto, ma non ancora martellante, anche perché in realtà uscirà il 10 agosto. Si tratta del nuovo singolo del Bloc Party, ed è un pezzo che ha una valenza doppia. Perché, come ha già notato Inkiostro, mette un gruppo indie/rock (fate voi con le definizioni, io non sono tano bravo) di fronte ad una cassa in 4/4 e ad un giro di pianoforte che richiama tantissimo alcuni pezzi della dance anni 90. Nomi se ne potrebbero fare tanti (all’inizio del decennio c’era proprio un filone chiamato Piano House), ma a me è venuto subito in mente un pezzo dei Black Box.

    Bloc Party – One more chance

    Black Box – I don’t know anybody else

    Posted in Playlist Estate 09
  2. So naintis

    28 novembre 2008 / 11 Comments

    Molte cose non mi appartenevano, tantissime mancano, ma magari è l’occasione per confrontarsi. Da questo Atom Winston, che non conoscevo, una parodia di Sexy Back di Justin Timberlake, costruita con citazioni audio e video di oggetti e mode anni 90, dalla macarena al portafoglio attaccato ai jeans con la catena.

    Trovato grazie a Tony Siino

    Posted in Generazione di fenomeni
  3. Ammettere i propri fallimenti

    24 novembre 2008 / 10 Comments

    Insomma, diciamocelo: un segno di maturità è accettare senza nascondersi gli immancabili momenti in cui ti rendi conto che una cosa che pensavi che potesse diventare chissa che, in realtà non ha raggiunto lo scopo, anche quando questo scopo non era particolarmente definito.

    All’inizio del 2008, ho lanciato da questo blog un’idea. Un po’ futile e cazzona, ma l’ho lanciata. Ovvero: visto che tutti stavano già ammorbando con l’anniversario del ’68, perchè io non potevo ammorbarvi un po’ con l’anniversario dell’uscita di Jovanotti for president?

    Ho fatto un paio di post, ho aperto un MySpace (all’epoca andava ancora MySpace, chissà se oggi con Facebook avrei avuto più risultati?), ho raccolto un po’ di commenti, un po’ di mail, qualche centinaio di amici del profilo. Considerando com’era partita, cioè a fischio (come si dice dalle parti mie), la cosa ha avuto anche un certo seguito, è stata citata su Radio2, su Mtv da Carlo Pastore (Carlo pastore ragazzi, non so se mi spiego), sul sito ufficiale di Jovanotti. Lorenzo stesso l’ha saputo quasi subito, e quindi il primo step è stato raggiunto quasi all’istante.

    E però, l’anno sta finendo, e non è successo quello che doveva succedere, cioè Jovanotti ha continuato ad approcciare il suo esordio con quella divertita distanza che già usava prima, con qualche citazione dal vivo o in occasioni speciali, ma non s’è vista l’ombra dell’auspicata celebrazione, del festone all’acquafan con lui con il cappellino a rifare The Rappers o Gimme five 2. Nemmeno un album di remix, cose così.

    Ora non è che io stia qui a strapparmi i capelli o a piangere, c’è gente che ha sogni di una vita che sfumano, persone che fanno business plan di 100 pagine e non approdano a nulla. Io in fondo stavo regalando un’idea dalla quale non me ne sarebbe venuto niente,  stavo cercando di provocare un movimento di cose per puro sfizio.

    Non è successo, e fa niente. Volevo solo ricordarlo a me stesso, e non far finta di nulla. Le decine di commenti e di messagi sullo Space pieni di sorrisi, ricordi, pacche sulle spalle, Yo e siamo o non siamo un bel movimento e lacrimucce di commozione, rimangono comunque.
    Gimme five lo stesso a tutti, e buon ventennale.

    Posted in Generazione di fenomeni
  4. Madonna da Cassino

    5 settembre 2008 / 6 Comments

    Appunti per fanatici e nostalgici della dance anni 90. Madonna apre i concerti del suo nuovo tour con un mash up tra Like a Prayer e un pezzo di Dino Lenny (noto anche come Dino da Cassino) dal titolo Feels like home, a sua volta costruito sulla riconoscibilissima tastiera di Don’t you want me di Felix, classicone house datato 1992.

    Posted in Generazione di fenomeni
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