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Aspetta e spera che chi legge s’avvicina

Non ci si crede, ma nell’epoca di internet, ai tempi in cui sempre più persone sanno che il Kindle non è una merendina, c’è ancora gente che va a comprare i libri nelle librerie. Li vedi aggirarsi tra gli scaffali chiedendo a un commesso di un libro presentato alla tv, buttando un occhio ai libri ordinati per classifiche, spulciando con fare attento le novità e le offerte speciali. Molti di loro pescano dalla moltitudine di volumi disponibili libri che non conoscono, cercando di farsi ispirare dal nome dell’autore, dal titolo, dalla copertina, aprendo una pagina a caso o leggendone l’inizio. Loro alleate e mentori delle piccole strisce di carta, piene di frasi suadenti, giudizi lapidari, numeri e resoconti di successi strabilianti. Sono le fascette, una sorta di monokini destinate a coprire parzialmente il libro facendoti venire voglia di possederlo grazie alle poche parole vergate sopra. Ma questi piccoli oggetti possono trasformarsi in un attimo in mentori mentitori, falsi amici, rassicuranti vecchiette che si rivelano streghe spacciatrici di mele avvelenate. Da sempre sono affascinato dalle fascette dei libri e dall’idea che qualcuno possa comprare o non comprare un libro grazie a loro. Da pochi giorni ho scoperto che a questo conturbante mondo e a tutte le sue possibili perversioni è dedicato un blog dal periglioso titolo “Fascetta nera”. Proviamo a seguirlo.

 

Il lato buono del lunedì

Il primo giorno della settimana è notoriamente quello più complicato e ostico per la maggior parte delle persone, per questo è importante saper cogliere ogni piccolo aspetto positivo. Per esempio il lunedì, da qualche settimana a questa parte, è il giorno in cui esce di Zerocalcare. Un blog a fumetti in cui abbondano deliri, adolescenze trascinate, quotidianità, urbanità, romanità. Se già non lo conoscete provatelo.

ZeroCalcare

Che per noi era non so cosa, forse una seconda casa

Oggi il web verrà inondato di post nostalgici sulla chiusura di Splinder, piattaforma gratuita per blog che per ha avuto un ruolo notevole nella diffusione dei blog in Italia nella prima metà del decennio scorso (fa impressione scritto così, vero?).

Il sottoscritto ci ha passato un annetto, prima di approdare all’ormai classico dominio con la K. Quindi con Splinder sparisce anche il primo blog di Achille, quello con il monoscopio. Concretamente non cambia nulla, ma è un posto da quale sono passato tutti i giorni, più volte al giorno, per mesi. E dove ho conosciuto persone con cui ho parlato senza aver mai visto, che ho frequentato e non sento più da anni, che ho conosciuto e ancora vedo regolarmente.

Insomma, è come se chiudesse un posto dove non vai più da anni ma in cui hai vissuto le giornate, come una vecchia sala giochi di quando eri ragazzino, o il pub dove andavi con la cumpa, o il bar dove ti trovavi prima di iniziare a fare le vasche. Farebbe un certo effetto, no?

(e sì, il titolo è una citazione degli 883)

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