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Economia del post sotto l’albero

Il fatto è che voi non ve ne accorgete che il tempo passa, se qualcuno non ve lo dice. Tutti presi a creare prodotto interno lordo (facendovelo fumare da Lehman Brothers), sposarvi, condurre alla sconfitta la vostra squadra di ammogliati (chè, se siete scapoli, avete di meglio da fare – o almeno così credete, poveri illusi), crescere pargoli, creare immortali calembour che su FriendFeed moriranno entro le prossime ventiquattr’ore, sognare di fare sesso con Sarah Palin o, in alternativa, Maria Vittoria Brambilla. Fermatevi, dannazione. Se non ve ne siete accorti, Natale è arrivato, puntuale come l’influenza di ceppo asiatico, l’incremento della rata del mutuo, la lettera di un’adolescente morta tra atroci sofferenze inviata a Uolterveltroni. Come il Post sotto l’Albero.
 

Se fossi uno bravo e con un po’ di tempo a disposizione, scriverei una cosa lunga e ragionata su questo signore, che vive a Milano (la città che nell’immaginario collettivo rappresenta quello che vuole solo lavorare, produrre, guadagnare e non perder tempo) e che ogni anno, da sei anni, comincia a mandare mail con “Natale” nel subject, quando ancora qui a Roma giriamo in maglietta. Per poi cominciare mandare rimandi, promemoria, incitazioni, incoraggiamenti, suppliche, reprimende, e finire a raccogliere, consigliare, stimolare, impaginare, rifinire, spedire. Tutto gratis.

Magari un giorno, anche senza essere bravo e con più tempo, ne parlerò. Intanto sappiate che il post sotto l’albero 2008 c’è. E c’è anche una cosina mia. Niente di che, ma conta di più l’idea di questo signore, la voglia che ci mette, la gente che partecipa.

Post sotto l’albero 2008 (pdf, 116 pagine)

Com’era ‘sta blogfest?

(attenzione, post formato da frasi giustapposte)
Tornato da Riva del Garda, difficile dire qualcosa perchè è stata una tre giorni dai tanti volti, a seconda dello spirito e della posizione di chi la osservava e la viveva. Purtroppo già a meno di 6 ore dal mio arrivo circolavano alcune mie foto on line. I resoconti invece stanno spuntando copiosi come funghi dopo una giornata di pioggia, e la pioggia certo non è mancata. Ah, il premio per la miglior grafica non lo si è vinto, è andato a Cavoletto. Mi dispiace per Davide, ma poteva andare peggio. Poteva piovere. Ops.
Venerdì mattina ho fatto un piccolo intervento nel programma I Capitalisti di
Radio Capital, nel quale mi hanno chiesto di spiegare alle persone normali cosa sarebbe stata questa Blogfest. Mi hanno infine strappato la promessa di commentarla nel programma di stamattina (in onda dalle nove).
Vediamo se mi regge questo straccio di voce che mi è rimasto dopo tre giorni di pioggia.
Vi ho già detto che pioveva?

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