Brad Pitt

Quattro ragioni per dare gloria ai bastardi

Ogni volta che mi ritrovo a parlare di un film di Tarantino con qualcuno mi vengono in mente sempre gli stessi due episodi. Il primo è ambientato in un cinema del sud italia, durante la proiezione di Pulp Fiction. Era un venerdì sera di 15 anni fa, e in sala c’erano (se non ricordo male) 10 persone. Di queste, 7 le avevo convinte io. A parte me e il mio gruppo c’erano un altro paio di persone. Che lasciarono la sala a metà film.

Il secondo episodio si svolse in un cinema romano, molto più affollato. Davano Kill Bill, e durante uno dei punti per me più belli della pellicola (il manga giapponese che spiega la storia di O-ren) tutta la terza fila si alzò e se ne andò scuotendo la testa.

Per questo motivo io ho sempre una certa ritrosia a consigliare Tarantino ai non Tarantiniani. Cresciuto con l’idea che i film di nicchia fossero quelli lenti, senza dialogo, con dei lunghissimi primi piani, ho avuto grande difficoltà a metabolizzare come dei film caciaroni, pieni di parole, musiche e movimento potessero risultare respingenti. Ma alla fine ho accettato persino questa possibilità.

L’altro giorno, però, ho visto Bastardi senza gloria, il nuovo film di Tarantino. E voglio provare a dirvi perché secondo me è un gran film.

Primo: perché è un film di Tarantino, nel senso che c’è il pulp, l’esagerazione, la musica, le sue fisse (ehi, ho un indovinello: secondo voi in questo film c’è o non c’è un’inquadratura dedicata al piede nudo di una donna?)  ma c’è una storia, più presente e lineare. Gli eventi scorrono in maniera se vogliamo più classica, ma anche più funzionale a far venire la voglia di vedere dove si va a parare, e in quale modo.

Secondo: perché pur essendo il tema del film già sviscerato in altre sue opere (è la storia di chi dovrebbe essere vittima ma diventa carnefice) questa volta le vicende sono più alte. La storia incontra la Storia con la S maiuscola, con tutti i rischi del caso, ma anche con la potenza che ne consegue.

Terzo: se una delle cose chi vi danno fastidio di Tarantino sono i riferimenti ai b-movie, a quei film di kung fu e ai polizieschi che per voi dovrebbero stare relegati nelle seconde serate delle tv locali, questa volta vi troverete di fronte a rimandi e citazioni che vengono dalle pellicole di guerra e dai western. L’atmosfera e l’epica ne guadagnano.

Quarto: come dicono quelli bravi, un grande film ha bisogno di un grande antagonista. E il “cattivo” di Inglourious Basterds è semplicemente sontuoso.

Insomma, io ho fatto per l’ennesima volta uno strappo ad una mia regola (ennesimo perché poi i film di Tarantino finisco sempre per consigliarli, escluso forse Grindhouse), se voi accettate il consiglio fatemi sapere.

P.s. volevo mettere un trailer, ma ne ho visti un paio che mi sono sembrati pieni di spoiler. Quindi evito.

P.p.s. io l’ho visto in originale con i sottotitoli, che mi sembra la cosa migliore per un film recitato in quattro lingue. Quello in italiano esce domani, se mi capita di vederlo e mi fa un’altra impressione vi avviso.

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