Bugo

C’è crisi dappertutto

Oppure semplicemente, fa niente.

La canzone di Bugo che metto qua sotto è evidentemente il pezzo del momento, perchè c’è crisi e c’è crisi dappertutto. Oltre a volerlo condividere, lo posto come scusa per fare due considerazioni, parecchio scollegate tra di loro.

La prima è che il disco di Bugo è passato un po’ in sordina, e va bene, però a me è sembrato una delle cose migliori di questo 2008. Un disco italiano arrangiato come si deve, con i suoni giusti, con qualche pezzo dalla presa immediata, e qualcosa che esce alla distanza. Un disco contemporaneo, se mi passate il termine.

La seconda è che su questa crisi non è che io possa dirvi molto. Solo che mi torna in mente quella storia del Cern e del buco nero che poteva inghiottire l’universo partendo dalla Svizzera. In particolare, avete presente quel momento in cui noi eravamo tutti impauriti e concentrati a seguire in diretta il momento dell’accensione, quando qualcuno si è degnato di spiegarci che, nel caso in cui fosse davvero successo un patatrac, sarebbe successo qualche giorno dopo, sorprendendoci durante una discussione sull’Inter o la lettura di un’intervista a Schifani?
Ecco, l’unica cosa che mi viene da dire guardando i titoloni sui giornali è che in questo momento a me non sta succedendo assolutamente niente. Ma quando (magari tra qualche mese) gli effetti reali di questa crisi finanziaria ci arriveranno addosso sotto forma di aziende che vorranno tagliare il tagliabile, e pagare di meno, e non dare gli aumenti, e non assumere nessuno, sulle prime pagine dei giornali si parlerà, forse tranquillamente, di tutt’altro.

Tra spiagge, auto ed Eurostar

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Dispiace che in questo momento di esposizione mediatica il blog stia languendo così, ma ormai è tradizione, se d’estate la connessione c’è bene, altrimenti il blog va in ferie e non muore nessuno.

Però vi avevo mezzo-promesso che avrei cercato di condividere letture e ascolti dell’estate, così per il gusto di farlo. E allora sappiate che, come previsto, i libri stanno arrivando dalla pila di tomi ricevuti in regalo negli ultimi mesi e ancora non letti. Si prende da lì perchè comprarne altri (come è tentazione) pare brutto, ma anche perchè io sono sempre curioso di sapere cosa la gente pensa che possa piacermi (non so voi, ma quando qualcuno mi dice “è un film/libro/disco di quelli che piacciono a te”, io vado subito in crisi).

Il primi due volumi hanno fatto il loro dovere più che egregiamente. Il libro di Morici su un Actarus depresso e drogato di Peroni è fatto per piacere ad una certa generazione (la mia) cresciuta tra cartoni animati esaltanti e maturata in un mondo del lavoro a volte straniante. Eureka street invece è il classico “gran bel libro” che leggi di corsa e alla fine ti ritrovi a pensare dispiaciuto che quei personaggi ti mancheranno.

Sulla musica facciamo un punto più avanti, ma mi sento di dire che Marracash sembra la cosa socialmente più interessante nel trimestre (nel senso che è l’unico disco che spiega almeno una porzione di questo Paese) e che, con qualche differenza rispetto alle previsioni, tra le cose che stanno riuscendo ad appiccicarsi alle mie orecchie spiccano il nuovo album di Bugo e il singolone di Snoop Dogg.

Come detto, faremo un po’ di conti alla fine.

Mia madre è strana

Nel frattempo io ho assegnato il ruolo di mio personale anti-tormentone dell’estate a questo pezzo degli Zen Circus, che conoscevo di fama ma non avevo mai ascoltato perchè mi ero fatto l’idea che fossero un gruppo metal (vai a capire come funziona la mia mente). Indubbiamente il ritornello fa la differenza, e se questo fosse un Paese più sincero verso se stesso potrebbe diventare un successo (ma io non ci piglio mai su queste cose, all’epoca pensavo che Io mi rompo i coglioni di Bugo potesse diventare un inno per i giovani d’oggi).
Comunque la canzone è questa qua sotto, e l’ho scoperta grazie a Colasanti.

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