calcio

Not in my name

Questa notiziola mi sembra una cosa così assurda, nonché un segnale così grave per la libertà di satira e di espressione, che spero che sia uno scherzo.

Marco Manetti dei Manetti Bros,  durante la conferenza stampa di presentazione della nuova serie de L’ispettore Coliandro, ha dichiarato che c’è stata una querela nei confronti della fiction da parte di Materazzi.

Leggo sul Corriere che: «Materazzi se l’è presa perchè in una puntata della scorsa serie, un personaggio che gioca al Fantacalcio perde per colpa sua» hanno raccontato i due registi alla presentazione della terza stagione che andrà in onda da martedì primo settembre su Rai2 . La puntata in questione si intitolava «Mai rubare in casa di ladri» e pare che la querela sia partita per la battuta di uno dei protagonisti: «Pure stavolta s’e’ fatto espellere».

Materazzi ha chiesto un euro per ogni spettatore calcolato dall’Auditel per quella puntata.

Aggiornamento: mi dicono nei commenti che in realtà la frase era “Quel bastardo si è fatto espellere…”. Io non avrei querelato lo stesso, ma per correttezza dico che mi sembra leggermente meno assurdo.

7 nuove domande a Berlusconi

Carissimo Pres. del Cons. Silvio Berlusconi,

innanzitutto volevo dirle che ha fatto proprio bene a prendersela con quei cattivoni di Repubblica che le fanno le domande e le lasciano lì all’infinito anche se lei non risponde. Si vede che non sono uomini di mondo, e non sanno che se (per esempio) uno chiama una donna per settimane e quella non risponde è inutile insistere.

In realtà anche io le scrivo per farle alcune domande. Ma non sono affatto tendenziose e lesive della sua persona e della sua privacy come quelle là. Sono nate spontaneamente guardando un evento pubblico, trasmesso ieri sera da più emittenti televisive in diretta e contamporaneamente. Quindi credo che lei potrà rispondere agevolmente e senza imbarazzi.

Eccole di seguito.

1) Lei ha dichiarato qualche giorno fa di avere una squadra che considera “alla pari se non superiore all’inter”. Bene, dove sta?

2) In una recente puntata del Processo di Biscardi, lei ha detto che Ronaldinho ogni partita fa “almeno due, tre cose” che valgono il prezzo del biglietto. Dove erano quelle di ieri sera? O si entrava gratis?

3) Secondo la sua esperienza, è possibile vendere quello che é considerato il trequartista più forte del mondo, non sostituirlo e pensare di venirne rinforzati?

4) Lei ha presente che le riserve dei difensori di fascia del Milan sono Antonini e  Favalli?

5) Se il Milan, come si è più volte detto, deve puntare sui talenti giovani, perché Gourcuff (classe 1986) è stato ceduto al Bordeaux, dove sta diventando uno dei protagonisti del campionato francese e della nazionale?

6) Ha per caso visto il Chelsea di Ancelotti? Come le sembra? é ancora convinto che il problema del gioco del Milan fosse l’allenatore?

7) Per finire, durante il derby di ieri sera, quali erano le sue condizioni di salute? Perché sa, milioni di italiani avvertivano un dolorino lieve ma fastidioso, dalle parti del fegato…

Ecco, caro Presidente, e grazie ancora per l’attenzione, la comprensione e le sue risposte.

Da quando Paolo non gioca più

Quando io ero un ragazzino c’era Baresi. Nel senso di Franco, e nel senso che c’era sempre. Infatti “c’è Baresi” era la frase più presente e più rassicurante nelle partite del Milan, in un decennio in cui il satellite era ancora al di là dal venire e il calcio (coppa dei campioni esclusa) lo si seguiva per radio. 

C’è Baresi, diceva il radiocronista, e tu ti rilassavi. Perché non voleva solo dire che Baresi aveva intercettato la palla sventando un pericolo che alla radio potevi solo immaginare, ma che era sicuramente tremendo. Voleva dire anche che lo faceva sistematicamente, che lo aveva già fatto mille volte, che avrebbe continuato a farlo. E quindi che il Milan poteva continuare a giocare all’attacco, alla Sacchi, alla garibaldina. Divertitevi pure, voi davanti, tanto c’è Baresi.

Il giorno in cui Baresi ha smesso io mi sono commosso, e ho pensato: io non sono più un ragazzino, non c’è più Baresi dietro, che copre qualsiasi cazzata. Poi subito dopo ho pensato: ma non è che ora che non sono più ragazzino, devo diventare adulto?

In quell’istante mi sono detto: ehi, ma c’è Maldini. C’è lo stesso terzino sinistro di quando facevo le medie, non posso essere già adulto. E ho deciso, tra me e me, che se nel giorno in cui aveva smesso Baresi avevo smesso di essere un adolescente, forse per smettere di essere un ragazzo potevo aspettare che smettesse Maldini.

Ecco, al di là di tutte quelle coppe, e gli scudetti, e le nottate, e le sconfitte in finale, di quel tocco di umanità dato dalla sfiga suprema di essere stato capitano della nazionale per una vita, per poi smettere e vedere quello a cui hai passato la fascia alzare la coppa del mondo. Al di là di tutto questo.

Io volevo ringraziare Paolo Maldini per averci messo così tanto, a smettere.

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