cartoni

Mille bassi tu hai

Sento il dovere di segnalare ai miei lettori (notoriamente appassionati di questioni così alte) il post di Giuseppe Genna dal titolo “Secondo me… Goldrake era una cagata pazzesca! Ken il guerriero, no.”

Senza entrare nel merito del lungo (lunghissimo) post e delle rispettabili argomentazioni ivi contenute, dico che ovviamente non sono per niente d’accordo (su Goldrake, intendo, che Ken sia una gran serie lo sottoscrivo).
In particolare la cosa che non mi convince è che l’attacco di Genna riguarda molti aspetti, ma si concentra in particolare sulla sigla, in effetti una delle più famose e simboliche per una generazione cresciuta canticchiando di uno che “mangia libri di cibernetica e insalate di matematica”.

Ecco, io capisco tutta l’ironia possibile su quella sigla, ma sappia Genna che una delle cose che più ho adorato di Goldrake è proprio il lato musicale, che è straordinario. Non tanto per quella sigletta (ce ne sono altre più belle, tra i cartoni dell’epoca) ma per tutto l’insieme. Della visione di Goldrake infatti io ricordo soprattuto i tappeti sonori, quelle sviolinate ad effetto all’arrivo dei dischi volanti, quelle marcette nel momento del decollo di Goldrake, quelle trombe inquietanti mentre i cattivi cospiravano contro la Terra, addirittura quelle canzoncine acustiche e strappalacrime cantate da Actarus nei momenti più intimi.

E poi, ma dico poi, anche le sigle. Quella che attacca Genna è effettivamente la più sputtanata. Io preferivo di gran lunga l’altra, per intenderci quella che fa “va, distruggi il male va”, che tanto interesse ha suscitato nella versione di Caraturo.

Ma in particolare io amavo la sigla di chiusura chiamata Shooting star. Anche quella di Vince Tempera, ma meno inflazionata, era dotata di un coretto ipnotico che (ma l’ho letto su internet, vatti a fidare) prevedeva anche la partecipazione di Fabio Concato, e possedeva un micidiale giro di basso.

Ecco, ormai da qualche anno io mi sono convinto che quel giro di basso sia il responsabile di tutto il mio amore per il funk e per la musica nera.
Credo che tutto un gusto verso la musica sia nato da lì, da quel piedino battuto a tempo davanti alla tv, sul finale del mio cartone animato giapponese preferito.
Quindi, non toccatemi la musica di Goldrake.

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