chiacchiere da bar

La versione di Bolt

L’estate del 2012 ha aggiunto un argomento alla già folta schiera di questioni sulle quali possiamo accopigliarci e dividerci. L’esultanza e gli atteggiamenti di Bolt sono da catalogarsi alla voce “festose manifestazioni di una personalità esuberante tipica di un simpatico guascone” o “atteggiamenti irrispettosi e irridenti più consoni a un coatto da macchietta che a un campione olimpico”?

Al netto del fatto che certe cose te le devi poter permettere (e lui può), io sono stato lievemente combattuto, ma è durata poco. La mia modesta opinione è che tutto quell’armamentario di saluti, ammiccamenti e numeri preparati, quel suo modo di arrivare alla fine fortissimo ma con la faccia di quello che dice “ehi, è solo atletica leggera!”, rendano comunque più bella e piacevole la visione di questo sport particolare in cui anni di allenamento si bruciano in pochi meravigliosi secondi, in cui il replay televisivo è più lungo della gara stessa, per cui tutto quello che c’è prima o dopo fa parte dei ricordi che ti si attaccheranno alla memoria per anni.

Ma, dicevamo, devi potertelo permettere. Che non vuol dire solo essere il più forte. Devi anche avere avversari che ti abbracciano felici anche se un attimo prima ti sei girato a guardarli un passo prima del traguardo e ci mancava poco che dicessi “Io sono arrivato, e tu?”. E poi devi avere quel pubblico, venuto per lo spettacolo più che per la bandiera. E poi devi avere quello sport.

Credo che nessuno di noi faccia fatica a immaginare cosa succederebbe se nel calcio ci fosse uno forte come Bolt, e se non si fermasse dopo il quarto gol “per non irridere gli avversari”, se non smettesse di esultare dopo il terzo, se non si precipitasse a dire qualche frase di circostanza durante le interviste del dopo partita. Se nel calcio ci fosse il corrispondente di Bolt, uno capace di scartare tutti gli avversari, fermarsi per dire “ehi, guardate cosa sto per fare” prima di buttarla in rete, potrebbe farlo giusto una volta.

Dalla seconda sarebbe condannato dai giornalisti, abbandonato dai compagni, bersagliato dai tifosi. E ne prenderebbe talmente tante dagli avversari da fargli venire voglia di passare a qualche sport in cui difficilmente dal pubblico si alzano cori diffamatori, tipo la carabina. Quindi godiamocelo Bolt, almeno lì dove è possibile.

 

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