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  1. L’arte del pregiudizio

    18 luglio 2011 / Leave a comment

    Kekkoz lancia il “premio Maccio Capatonda” destinato al “film italiano da deridere” dell’anno. Se non sapete chi sia Kekkoz, cosa siano i film italiani da deridere e se non avete mai letto la sua rubrica Friday prejudice andate e colmate la lacuna.

    Perché giudicare un film dal trailer è una cosa brutta e meschina. Ma a volte anche giusta e divertente.

    (di seguito l’imperdibile trailer del premio contenente imperdibili chicche da film che, colpevolmente, non siamo andati a vedere)

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  2. Facce ride

    2 dicembre 2010 / 2 Comments

    La vita è così: ci sono momenti in cui non hai niente da raccontare e altri in cui sei incontenibile, fasi in cui non fai nulla se non il solito e fasi in cui sei pieno di novità, 35 anni in cui non pubblichi quasi niente e settimane in cui escono due libri con il tuo nome sopra, è così. Insomma, per farla breve: la Dino Audino Editore ha pubblicato un volume dedicato al cinema comico italiano. Trattasi di un’antologia di testi estratti da film classici e meno classici, noti e meno noti, comunque divertenti. Selezione e brevi testi di commento a cura del vostro amichevole blogger di quartiere, insieme ai soci Fulvio Di Meo e Claudio Maccari. Si chiama Scene comiche del cinema italiano. Esce oggi.

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  3. Aspettatamente

    20 novembre 2010 / Leave a comment

    A gennaio arriva al cinema, con tutte le aspettative e i rischi di delusione del caso, il miglior personaggio comico degli ultimi anni.

    Posted in Biglietti strappati
  4. Roma tossica

    10 novembre 2010 / 3 Comments

    A proposito di Festa del Film di Roma: un’altro dei film che sono riuscito a vedere è Ad ogni costo, una produzione che definire a basso budget è già un’esagerazione, che racconta una storia che dire cruda è poco.

    Girato come fosse un documentario, senza nessun tipo di colonna sonora, con mezzi poverissimi e attori non professionisti (che in alcuni casi dimostrano tutto il loro dilettantismo, mentre alti sono semplicemente perfetti) Ad ogni costo è un film che richiede un po’ di fatica e indulgenza nel guardarlo. In cambio ti getta dentro una realtà incredibile eppure vicina, disturbante ma intrigante, un mondo periferico e disperato che solitamente il cinema italiano evita come la peste.

    Sappiate che il protagonista è un padre che vorrebbe riavere il figlio, attualmente affidato ai servizi sociali, ma che invece di trovarsi un lavoro onesto ricomincia a spacciare. Considerate che lui è il personaggio positivo per il quale si finisce per parteggiare a avrete una prima idea. Sono tutti brutti, sporchi e cattivi, e per questo li continui a guardare.

    Per un’associazione di idee che credo abbia colpito molti dei presenti in sala, tornato a casa ho rivisto  un cult del cinema romano: Amore tossico. Se siete di Roma, ci vivete o avete un certo interesse per il mondo della capitale probabilmente l’avrete visto, altrimenti recuperatelo. In questo film del 1983 tutto è incentrato su un gruppo di tossici che vivono a Ostia e che, essendo tossici, hanno ovviamente come unico, inevitabile e indomabile pensiero: quello di “svortà” e farsi. Ogni giorno.

    Detto così può sembrare noioso, ma il film ha una serie di battute rimaste nella memoria dei romani, alcune scene che ancora adesso fanno impressione e dei personaggi particolarmente riusciti.In più vederlo è un altro modo di guardare a una Roma poco raccontata ma comunque presente e non trascurabile. Tenete conto che anche qui ci sono attori non protagonisti (ma si nota di meno), che molti di loro avevano effettivamente problemi di tossicodipendenza e che in alcuni casi hanno fatto una brutta fine. Il regista, Claudio Caligari, è poi sparito dalle scene per 15 anni prima di tornare con L’odore della notte, un altro piccolo gioiello “di genere” sempre ambientato nella periferia romana.

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