classifiche di fine anno

Classifiche

Arriva la fine dell’anno: è il momento di inanellare classifiche riassuntive sui propri gusti e consumi culturali. Se però fare la classifica con gli album, le canzoni, il film e le serie tv vi sembra banale e ripetitivo non vi arrendete: potete sempre inventarvi una classifica di fine anno alternativa. Ecco alcuni suggerimenti.

Classifica di tutte le volte in cui Berlusconi ha fatto o detto qualcosa di fronte al quale  l’opposizione è scattata come un sol uomo gridando “dimissioni!” ma lui non c’ha pensato manco per un secondo.

Classifica dei calciatori che quando giocavano in un’altra squadra ti stavano sulle palle e ora che giocano nella tua fai finta di aver sempre adorato.

Classifica di tutti i social network nei quali sei entrato, ti sei iscritto, hai aggiunto gli stessi 10 amici che hai in altri 10 social network e non sei più tornato.

Classifica dei motivi per cui tu l’avevi capito subito che questo Obama non ce la poteva fare, mica come tutti gli altri che ci sono cascati.

Classifica degli imprenditori, liberi professionisti, attori, banchieri, registi impegnati, poeti decadenti, santi e navigatori che sarebbero perfetti per guidare il centrosinistra italiano alla vittoria, peccato che non facciano politica.

Classifica delle cose che hai condiviso su Facebook ma dopo mezz’ora te n’eri già pentito e non sapevi se cancellarle o seppellirle sotto altri 20 link.

Classifica degli esponenti politici che dio mio quanto lo odio, e però dice cose giuste, ehi ma è uno di noi, oh io l’ho sempre detto che doveva stare dalla nostra parte, oddio ma cosa fa, che immane cretino, l’ho sempre detestato.

Classifica dei dischi, dei libri e dei film che ti hanno fatto pensare “Ma questo è il disco dell’anno/ il libro dell’anno/ il film dell’anno” e dopo due mesi hai già dimenticato.

Dov’era lei in quella notte di aprile?

Una delle cose che più mi divertono in questo mese è spulciare le classifiche dei dischi, dei film e dei libri dell’anno. Spesso è un modo per testare la mia ignoranza, altre  volte un gioco per valutare la distanza che separa i miei gusti da quelli di persone apparentemente così vicine.

Ma la valenza principale di questo curiosare è indubbiamente quella di ricordarmi la mia capacità di perdermi le cose. Per esempio: dov’ero io quando gli altri (altri come Inkiostro) ascoltavano questo pezzo firmato The Divine Comedy che non avevo mai sentito e che mi piace proprio tanto?

The Divine Comedy – At the indie disco

L’incompiuta (classifica del 2008)

Fare una classifica ragionata dei migliori dischi del 2008, intesa come album, cd, lp, o come si chiamano adesso, con le immaginette e i voti e le spiegazioni fatte per benino, era un appunto presente sul mio pc da prima di natale. E invece niente, m’è passata non dico la voglia, ma la concentrazione. Siccome mi dispiace lisciare completamente l’appuntamento, vi lascio qua gli appunti (molto due punto zero, vero?)

Third dei Portishead è bello, di quei dischi belli non subito, ma belli per un bel po’, che li rimetti su anni dopo e ti piacciono ancora. Non è uno di quei dischi che muori dalla voglia di ascoltare, ma è uno di quei dischi che mentre lo ascolti sei proprio contento di avercelo.

Jim,  di James Lidell è un disco perfetto per la domenica mattina. Un disco di soul, fatto da uno che prima faceva i dischi “strani”, “particolari”, “mutanti”, “eclettici”. Talmente significativo, quasi da non accorgersene, di un vasto gruppo di persone che dovevano fare a pezzi la musica dei musicisti per farne nascere suoni mai sentiti prima, e sono finite a rifugiarsi dalle parti di Nina Simone e Marvin Gaye.

Contatti di Bugo è un disco del 2008. Italiano, sofferente, elettronico, pop, danzereccio, cantabile, prodotto bene, ma un po’ sghembo. Tra qualche anno sembrerà molto vecchio, dimostrando i suoi anni e l’appartenenza a questo tempo. In questo c’è la sua grandezza.

Feed the animals di Girl Talk lo consumi, pieno di riferimenti, citazioni, campioni, momenti-sarabanda per 30enni e giù di lì. Dopo che l’hai consumato, è sempre un disco buono per le feste e per riordinare casa in allegria.

Amen dei Baustelle è un disco pieno di belle canzoni. Colombo, Alfredo, Baudelaire, Il liberismo ha i giorni contati, anche Charlie fa surf. Più di quanto si possa chiedere ad un disco italiano di questi tempi. Soprattutto più di quanto si possa ottenere.

Le dimensioni del mio caos di Caparezza è una prova di bravura quasi mostruosa. A tratti paraculo, a tratti geniale. Piace ai bambini, a chi sente solo la musica, a chi smonta i testi per vedere come gli ingranaggi dentro. Forse è rap, ma non è hip hop. Sai chi se ne frega.

Dear scienze dei Tv on the radio è il disco che ascolti perché tutti dicono che è bello, e tu pensi: adesso vi smentisco io. E poi invece ti piace.

E comunque, sono più del previsto i dischi che mi porterò nel 2009. Dentro ci sono un sacco di suoni e canzoni, non è il caso di buttarli via.

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