classifiche

Ricorrenze

Così, giusto per appuntarselo.

Rolling Stone italiano compie 100 numeri e chiede a 100 persone di scegliere i 100 dischi italiani di sempre (indicandone 10 per uno, sintesi tra gusti personali e considerazioni di rilevanza più generali). Siccome vedo che la classifica (sta qui) ha suscitato le immancabili polemiche, isterie e sfottò, mi autodenuncio in quanto uno dei 100 giurati (grazie per l’invito, onorato). Se proprio ci tenete vi dico anche che la mia numero 1 è la numero 2 della classifica generale. E che certi dischi in classifica non li conosco nemmeno (ma è il suo bello, no?).

Radio Deejay compie 30 anni. Per uno che ha passato buona parte degli anni ’90 (e dell’adolescenza) negli studi di un po’ di radio locali è persino difficile spiegare quanta gente passata da lì è stata un punto di riferimento e di confronto. Auguri, e complimenti veri.

Non lo vedo ma ci credo

Come ogni anno l’arrivo del mese di dicembre stimola una nuova ondata di classifiche e liste riepilogative. Succede ogni anno, figuriamoci in un anno che finisce con lo zero, figuriamoci in un anno il cui principale successo televisivo è stato un programma di elenchi.

Mentre siamo qui buoni buoni, ad aspettare che arrivi l’ondata, è già uscito un elenco di Emmebi, pubblicato su un numero monografico di Link. Si tratta di una lista dei 10 programmi televisivi che sono diventati brand. Marketing a parte, è l’occasione per guardarsi indietro e confrontarsi con i programmi che, ci piaccia o no, sono diventati simboli, esempi, punti di rifermento.

Michele ci ha messo (spiegando perché) il Grande Fratello, La prova del cuoco e Amici. Ma anche Zelig, Lost e Romanzo criminale. E voi, che ci mettereste? Boris ci andrebbe o no? E i pacchi di Bonolis/Pupo/Insinna? Uomini e donne? Report? Elisa di Rivombrosa? E Vieni via con me, ci entrerebbe per il rotto della cuffia?

Sarebbe carino fermarsi un attimo a pensare quali programmi televisivi hanno condizionato e stanno condizionando questi anni fatti di gente che si vanta di non guardare la televisione e ne parla di continuo, di gente che predica la morte della tv ma si ammazza di serie americane, di gente che preferisce un buon libro ma organizza i gruppi d’ascolto per i reality. E di quelli che se ne fregano, ma una sbirciatina ogni tanto la danno, giusto per capire di che cosa stanno parlando tutti gli altri.

Dodici per Zero

Anticipando almeno di quelche settimana radio, giornali e televisioni, quelli di Ciccsoft stanno chiedendo in giro di scegliere le canzoni più rappresentative di questo decennio che sta per terminare (oddio, sta per terminare un decennio? Ora che lo so ho una leggera ansia).

Il meccanismo è semplice: si scelgono 3 canzoni italiane, 3 canzoni straniere, 3 album italiani e 3 album stranieri. Le classifiche saranno aggiornate settimanalmente fino al 25 dicembre, ultima data utile per votare.

Semplice, ovviamente, è solo il meccanismo. Già solo l’idea di sceglierli, questi 6 pezzi e 6 album, mi terrorizza. Credo che voterò il 24 notte, sempre se ce la faccio.

Cosa racconteremo di questi anni ZERO

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