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	<title>Akille.net &#187; comunicazione</title>
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	<description>Il blog di Akille</description>
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		<title>Siamo tutti prevedibili?</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 10:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un mese fa avevo scritto un post per dire che non mi sembravano molto efficaci tutte quelle iniziative anti-berlusconiane costruite sull&#8217;appropriazione di una frase del premier. Per intenderci, quelle per cui se lui dice farabutti o coglioni, tutti si fanno le foto con i cartelli &#8220;siamo tutti farabutti o coglioni&#8221;, in un continuo inseguire l&#8217;ultima dichiarazione del Presidente del Consiglio. Probabilmente con lo stesso spirito venerdì Miic, commentando il servizio di Canale 5 sul Giudice Misiano (che, a scanso di equivoci, trovo un pezzo di televisione imbarazzante e squallido, ma analisi migliori le trovate da Antonio, Guia e Luca), ha scritto su Friendfeed &#8220;Ora però non è che ce la caviamo facendoci la foto in calzini turchesi davanti al barbiere e mandandola a repubblica per la campagna SIAMO TUTTI STRAVAGANTI&#8221;. Bene, è bastato aspettare due giorni e stamattina Dario Franceschini, segretario del Pd, ha dichiarato &#8220;Sono a Chieti con un paio di calze azzurro turchese. Mettetevele tutti.&#8221; Mentre Il fatto quotidiano, battendo Repubblica sul suo stesso terreno, chiede ai suoi lettori di mandare delle foto con i calzini turchesi. Boh, sbaglierò io, ma rimango convinto che la protesta sulle cose serie andrebbe fatta sul metodo e sul merito. E non, in maniera folkloristica e soprattutto prevedibile, ripetendo lo stesso meccanismo usato una settimana fa per un&#8217;altra cosa, e che verrà presumibilmente usato tra una settimana per un&#8217;altra ancora. Sennò diventa appunto un &#8220;cavarsela&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un mese fa avevo scritto <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200910articoli/48373girata.asp" target="_blank">un post</a> per dire che non mi sembravano molto efficaci tutte quelle iniziative anti-berlusconiane costruite sull&#8217;appropriazione di una frase del premier. Per intenderci, quelle per cui se lui dice farabutti o coglioni, tutti si fanno le foto con i cartelli &#8220;siamo tutti farabutti o coglioni&#8221;, in un continuo inseguire l&#8217;ultima dichiarazione del Presidente del Consiglio.</p>
<p>Probabilmente con lo stesso spirito venerdì Miic, commentando <a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_16/mesiano-servizio-mattino-cinque-fnsi_462cbd36-ba3b-11de-9645-00144f02aabc.shtml" target="_blank">il servizio di Canale 5 sul Giudice Misiano</a> (che, a scanso di equivoci, trovo un pezzo di televisione imbarazzante e squallido, ma analisi migliori le trovate da <a href="http://www.webgol.it/2009/10/16/un-killeraggio-vero-anzi-verissimo/" target="_blank">Antonio</a>,<a href="http://www.guiasoncini.com/2009/10/16/il-senso-di-lucignolo-per-il-tono/" target="_blank"> Guia</a> e <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/10/16/un-restyling/" target="_blank">Luca</a>), ha <a href="http://ff.im/9W5uF" target="_blank">scritto su Friendfeed</a> &#8220;Ora però non è che ce la caviamo facendoci la foto in calzini turchesi davanti al barbiere e mandandola a repubblica per la campagna SIAMO TUTTI STRAVAGANTI&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;">Bene, è bastato aspettare due giorni e stamattina Dario Franceschini, segretario del Pd,<a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/giustizia-14/giustizia-14/giustizia-14.html" target="_blank"> ha dichiarato</a> &#8220;Sono a Chieti con un paio di calze azzurro turchese. Mettetevele tutti.&#8221; Mentre <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578" target="_blank">Il fatto quotidiano</a>, battendo Repubblica sul suo stesso terreno, chiede ai suoi lettori di mandare delle foto con i calzini turchesi.</p>
<p>Boh, sbaglierò io, ma rimango convinto che la protesta sulle cose serie andrebbe fatta sul metodo e sul merito. E non, in maniera folkloristica e soprattutto prevedibile, ripetendo lo stesso meccanismo usato una settimana fa per un&#8217;altra cosa, e che verrà presumibilmente usato tra una settimana per un&#8217;altra ancora.</p>
<p>Sennò diventa appunto un &#8220;cavarsela&#8221;.</p>
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		<title>Di cosa stai parlando?</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 15:05:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un paio di mesi fa avevo confusamente espresso il mio disagio nel trovarmi (senza fare nulla di speciale) in una fascia &#8220;alta&#8221; rispetto alla quantità di informazione ricevuta. Alla luce di quello che sta succedendo mi sembra una sensazione quanto mai attuale. E mi sembra anche che, pur essendo tutti bombardati dalle informazioni,  le cose di cui parlano quelli che si informano tramite la televisione, quelli che lo fanno tramite i giornali e quelli che navigano anche su internet son diverse. Detto questo, vi lancio solo due segnalazioni: la prima è questa riflessione di Giuseppe Granieri, piena di link ed esempi. La seconda riguarda lo spazio su Friendfeed di Ezekiel, che sta compiendo un gran lavoro di link e commenti per segnalare più informazioni possibili su quello che sta succedendo in Iran e su come viene raccontato in rete, cosa che passa molto meno, per rimanere in tema, attraverso i media tradizionali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di mesi fa avevo <a href="http://www.akille.net/2009/04/22/io-so-cosa-non-sai-tu-sai-cosa-non-so/" target="_blank">confusamente espresso</a> il mio disagio nel trovarmi (senza fare nulla di speciale) in una fascia &#8220;alta&#8221; rispetto alla quantità di informazione ricevuta.</p>
<p>Alla luce di quello che sta succedendo mi sembra una sensazione quanto mai attuale. E mi sembra anche che, pur essendo tutti bombardati dalle informazioni,  le cose di cui parlano quelli che si informano tramite la televisione, quelli che lo fanno tramite i giornali e quelli che navigano anche su internet son diverse.</p>
<p>Detto questo, vi lancio solo due segnalazioni: la prima è <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1025" target="_blank">questa riflessione di Giuseppe Granieri</a>, piena di link ed esempi. La seconda riguarda lo <a href="http://friendfeed.com/ezekiel" target="_blank">spazio su Friendfeed di Ezekiel</a>, che sta compiendo un gran lavoro di link e commenti per segnalare più informazioni possibili su quello che sta succedendo in Iran e su come viene raccontato in rete, cosa che passa molto meno, per rimanere in tema, attraverso i media tradizionali.</p>
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		<title>Run UDC</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 09:52:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi ha bazzicato un minimo nella comunicazione, soprattutto se politica o sociale, sa che c&#8217;è una cosa veramente scivolosa: l&#8217;idea di &#8220;parlare con i giovani&#8221;, strizzando l&#8217;occhio a modi di dire e linguagi tipici di una generazione che conosci poco, e che a volte è veramente non omogenea, andando a cercarli in discoteca o nei locali, posti dove uno ci va proprio perché non vuole pensare. E sa anche che se c&#8217;è una cosa altrettanto scivolosa e sconsigliabile, è usare il rap negli spot e nei video promozionali. Di solito è garantito che esce della robba obbrobbriosa e ridicola. Detto questo, da alcuni minuti sono ipnotizzato da questo spot elettorale di Motti, candidato dell&#8217;UDC, ambientato in mezzo ai ggiovani e rappato. Per almeno tre motivi: primo, sa di anni 80 in maniera spaventosa, quindi è modernissimo. Secondo, la sua voce al centro dello spot è uguale a quella di Claudio Cecchetto nella parte centrale di Gioca Jouer. E terzo, beh, è stato eletto!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi ha bazzicato un minimo nella comunicazione, soprattutto se politica o sociale, sa che c&#8217;è una cosa veramente scivolosa: l&#8217;idea di &#8220;parlare con i giovani&#8221;, strizzando l&#8217;occhio a modi di dire e linguagi tipici di una generazione che conosci poco, e che a volte è veramente non omogenea, andando a cercarli in discoteca o nei locali, posti dove uno ci va proprio perché non vuole pensare.</p>
<p>E sa anche che se c&#8217;è una cosa altrettanto scivolosa e sconsigliabile, è usare il rap negli spot e nei video promozionali. Di solito è garantito che esce della robba obbrobbriosa e ridicola.</p>
<p>Detto questo, da alcuni minuti sono ipnotizzato da questo spot elettorale di Motti, candidato dell&#8217;UDC, ambientato in mezzo ai ggiovani e rappato.</p>
<p>Per almeno tre motivi: primo, sa di anni 80 in maniera spaventosa, quindi è modernissimo. Secondo, la sua voce al centro dello spot è uguale a quella di Claudio Cecchetto nella parte centrale di Gioca Jouer. E terzo, beh, è stato eletto!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/QQBOaen60Yc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/QQBOaen60Yc&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>In treatment</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 08:23:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Finora ho visto due spot elettorali dell&#8217;opposizione. In quello di Sinistra e libertà ci sono degli elettori del Pd che parlano di loro come se fossero ad una seduta degli alcolisti anonimi. In quello di Ivan Scalfarotto c&#8217;è un candidato del Pd che parla con il suo psicoterapeuta. La possibilità che il (seppur casuale) filo conduttore della comunicazione della sinistra italiana sia il richiamo ai problemi psicologici mi ha molto inquietato. Mi aspetto da un momento all&#8217;altro di vedere uno spot del Pd in cui Franceschini dal cornicione di una finestra grida: &#8220;Se non mi votate mi butto di sotto!&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finora ho visto due spot elettorali dell&#8217;opposizione. In <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Tlk1IPFciow" target="_blank">quello di Sinistra e libertà</a> ci sono degli elettori del Pd che parlano di loro come se fossero ad una seduta degli alcolisti anonimi. In <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lq8JrdnZ9oI" target="_blank">quello di Ivan Scalfarotto</a> c&#8217;è un candidato del Pd che parla con il suo psicoterapeuta.</p>
<p>La possibilità che il (seppur casuale) filo conduttore della comunicazione della sinistra italiana sia il richiamo ai problemi psicologici mi ha molto inquietato.</p>
<p>Mi aspetto da un momento all&#8217;altro di vedere uno spot del Pd in cui Franceschini dal cornicione di una finestra grida: &#8220;Se non mi votate mi butto di sotto!&#8221;</p>
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		<title>Back to my orticello</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 07:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni tanto la politica italiana si innamora di una parola (o di un modo di dire) e cerca di farne un punto di sintesi e di riferimento per la discussione nel Paese. Ogni volta che succede, siccome i giornali e i palinsesti televisivi si alimentano in buona parte grazie alle dichiarazioni dei politici, la parola rimbalza sulle pagine e sui monitor, finisce negli editoriali e nei titoli, viene usata e riusata nei talk show e nei lanci di agenzia. Nonostante questo, raramente la classe politica riesce a produrre o rilanciare parole in grado di entrare nel linguaggio quotidiano, come accade più spesso a scrittori, pubblicitari o giornalisti (ad esempio, secondo voi Rizzo e Stella non vorrebbero avere un centesimo per ogni volta che qualcuno dice o scrive &#8220;La Casta&#8221;?). Eppure, nonostante tutta una casistica di risultati non incoraggianti, i nostri leader e i nostri amministratori continuano a innamorarsi di parole sbagliate. A volte sono parole che si diffondo, ma gli si ritorcono contro (ad esempio &#8220;inciucio&#8221;), a volte parole che riescono a togliere formalità alla politica, ma senza aggiungervi simpatia (come &#8220;tesoretto&#8221; o &#8220;bamboccioni&#8221;), a volte sono semplicemente termini che non riescono ad esprimere quanto di importante ci può essere dietro (&#8220;la devolution&#8221; o &#8220;il cuneo fiscale&#8221;). Sarà che la sconfitta getta una luce impietosa su tutto, ma ultimamente il centrosinistra italiano eccelle particolarmente in questa pratica. Durante l&#8217;ultima campagna elettorale persino Veltroni, che è uno bravo con le parole, si è distinto per un tormentone (&#8220;il principale esponente&#8221; e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto la politica italiana si innamora di una parola (o di un modo di dire) e cerca di farne un punto di sintesi e di riferimento per la discussione nel Paese. Ogni volta che succede, siccome i giornali e i palinsesti televisivi si alimentano in buona parte grazie alle dichiarazioni dei politici, la parola rimbalza sulle pagine e sui monitor, finisce negli editoriali e nei titoli, viene usata e riusata nei talk show e nei lanci di agenzia. Nonostante questo, raramente la classe politica riesce a produrre o rilanciare parole in grado di entrare nel linguaggio quotidiano, come accade più spesso a scrittori, pubblicitari o giornalisti (ad esempio, secondo voi Rizzo e Stella non vorrebbero avere un centesimo per ogni volta che qualcuno dice o scrive &#8220;La Casta&#8221;?).<br />
Eppure, nonostante tutta una casistica di risultati non incoraggianti, i nostri leader e i nostri amministratori continuano a innamorarsi di parole sbagliate. A volte sono parole che si diffondo, ma gli si ritorcono contro (ad esempio &#8220;inciucio&#8221;), a volte parole che riescono a togliere formalità alla politica, ma senza aggiungervi simpatia (come &#8220;tesoretto&#8221; o &#8220;bamboccioni&#8221;), a volte sono semplicemente termini che non riescono ad esprimere quanto di importante ci può essere dietro (&#8220;la devolution&#8221; o &#8220;il cuneo fiscale&#8221;).<br />
Sarà che la sconfitta getta una luce impietosa su tutto, ma ultimamente il centrosinistra italiano eccelle particolarmente in questa pratica. Durante l&#8217;ultima campagna elettorale persino Veltroni, che è uno bravo con le parole, si è distinto per un tormentone (&#8220;il principale esponente&#8221; e via così) che si è dimostrato efficace solo dopo le elezioni, quando è stato parodiato dal principale esponente stesso,  e per aver tentato di sensibilizzare le masse sui pericoli insiti nella Lega utilizzando un termine da iniziati come &#8220;Golden share&#8221;.<br />
Per arrivare all&#8217;attualità, da qualche giorno rimbalza sui giornali la parola <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NIMBY"target=blank>Nimby</a>. Premesso, io non ho niente contro questo termine simpatico e molto evocativo. A me ad esempio evoca molto un frullatore, o qualche simpatico attrezzo da cucina. Invece Nimby sta per &#8220;Not in my back yard&#8221;, ovvero non nel mio cortile. Un modo di dire anglosassone, per indicare il pensiero di chi si oppone alla costruzione di opere pubbliche che percepisce come dannose per la propria zona, e preferirebbe si costruissero da un&#8217;altra parte. Che è un concetto interessante, e proprio per questo bisognerebbe comunicarlo bene. Invece  vedo e leggo politici che usano quel poco tempo che hanno in tv o alla radio, per agitare la parola &#8220;Nimby&#8221;, come se dovesse avere chissà quale impatto. Liberissimi di farlo, per carità. Però quando lo fanno, dovrebbero immaginare il loro elettorato di riferimento. Poi fare uno sforzo di immaginazione, e togliere da quell&#8217;elettorato tutti quelli che ragionevolmente non sanno di cosa sia l&#8217;acronimo Nimby. Poi levare tutti quelli che magari lo hanno letto, ma non sanno l&#8217;inglese. Poi levare tutti quelli che lo sanno, lo comprendono, ma magari provano fastidio per i politici che &#8220;parlano troppo difficile&#8221;. E poi valutare cosa rimane, di quel loro elettorato immaginato, e pensare se è compatibile con la loro idea di &#8220;recuperare il voto dei ceti popolari&#8221;.<br />
Non per farla troppo semplice, ma non si potrebbe dire &#8220;politica del mio orticello&#8221;?</p>
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		<title>Obama, grazie per l&#8217;add</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 11:38:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Interessante articolo, di Christian Rocca, su come la campagna per le primarie di Obama sia ispirata ai principali social network, tipo MySpace e Facebook. Mi vengono in mente tanti nomi di persone che dovrebbero leggerlo, ma li tengo per me. Obama, il candidato Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante articolo, di Christian Rocca, su come la campagna per le primarie di Obama sia ispirata ai principali social network, tipo MySpace e Facebook. Mi vengono in mente tanti nomi di persone che dovrebbero leggerlo, ma li tengo per me.</p>
<p><a href="http://www.camilloblog.it/archivio/2008/05/28/obama-il-candidato-facebook/"target=blank>Obama, il candidato Facebook</a>.</p>
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		<title>Posti di lavoro</title>
		<link>http://www.akille.net/2008/04/30/posti-di-lavoro/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 18:06:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dichiarazione del responsabile della comunicazione di Gianni Alemanno contenuta in un articolo del Messaggero. &#8220;Abbiamo ingaggiato una squadra di blogger con il compito di orientare la discussione sui blog più frequentati, come quelli di Beppe Grillo, di Di Pietro, oppure blog politici come quelli dell’Udc e della Sinistra Arcobaleno, in una specie di guerriglia informatica&#8221; (grazie a Politicaduepuntozero)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dichiarazione del responsabile della comunicazione di Gianni Alemanno contenuta in un articolo del <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=6690&#038;sez=ELEZIONI2008&#038;npl=&#038;desc_sez="target=blank>Messaggero</a>.</p>
<p><em>&#8220;Abbiamo ingaggiato una squadra di blogger con il compito di orientare la discussione sui blog più frequentati, come quelli di Beppe Grillo, di Di Pietro, oppure blog politici come quelli dell’Udc e della Sinistra Arcobaleno, in una specie di guerriglia informatica&#8221;</em></p>
<p>(grazie a <a href="http://www.politicaduepuntozero.it/?p=435"target=blank>Politicaduepuntozero</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Siti pieni, urne vuote</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 10:58:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Poi, quando la tensione elettorale di molti sarà calata, magari faremo un discorso serio su quanto internet sia stata determinante in queste elezioni, vinte da un signore che ha detto che lui &#8220;non conosce il mezzo&#8221; (e tutti lì a scandalizzarsi e a parlare di gaffe, come se lo stesse dicendo in un paese in cui tutti mangiano pane e link), parleremo dei passi avanti fatti, del lavoro che c&#8217;è ancora da fare, del modo in cui andrebbe fatto. P.s. E però, giusto per confondere le acque, la Lega Nord dall&#8217;home page del suo sito rimanda a 7 piattaforme di social network, tutte presidiate anche se alcune non particolarmente affollate. Il lancio di questi spazi avviene con un boxino in basso a destra, chiamato Padania Everywhere. Sia la posizione in home che il nome sembrerebbero avere un riferimento preciso. Tenetevi forte: è il sito di Barack Obama.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poi, quando la tensione elettorale di molti sarà calata, magari faremo un discorso serio su quanto internet sia stata determinante in queste elezioni, vinte da un signore che ha detto che lui &#8220;non conosce il mezzo&#8221; (e tutti lì a scandalizzarsi e a parlare di gaffe, come se lo stesse dicendo in un paese in cui tutti mangiano pane e link), parleremo dei passi avanti fatti, del lavoro che c&#8217;è ancora da fare, del modo in cui andrebbe fatto.<br />
P.s.<br />
E però, giusto per confondere le acque, la <a href="http://www.leganord.info"target=blank>Lega Nord</a> dall&#8217;home page del suo sito rimanda a 7 piattaforme di social network, tutte presidiate anche se alcune non particolarmente affollate.  Il lancio di questi spazi avviene con un boxino in basso a destra, chiamato <em>Padania Everywhere</em>. Sia la posizione in home che il nome sembrerebbero avere un riferimento preciso. Tenetevi forte: è il sito di <a href="http://www.barackobama.com/index.php"target=blank>Barack Obama</a>.</p>
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