cose serie

L’odore della carta

Lo so, non sono queste le cose più importanti. E poi poteva capitare a tutti. E vi ricordate quando il Manifesto uscì con la prima pagina dedicata alla vittoria di Kerry mentre in realtà aveva vinto Bush?

E però questa mattina tentavo di immaginare la condizione dei lettori di alcuni giornali (per esempio Libero) che si sono ritrovati in mano la loro bella copia di un quotidiano che, con articoli vibranti e indignati, gli spiegava per benino le cause e le colpe alla base di un efferato attacco islamico alla Norvegia, mentre radio, internet e tv diffondevano da ore la notizia che era stato arrestato un giovane e biondo norvegese. Fondamentalista sì, ma cristiano.

 

 

 

 

 

 

AGGIUNTA. Pochi minuti dopo aver pubblicato questo post sono andato sul sito di Libero, spinto da una curiosità: ma i commentatori che fino a ieri sera approvavano le analisi “non buoniste” contro il terrorismo islamico, come staranno commentando ora? Il primo intervento che trovato è stato questo.

“Oggi questa tragedia irrompe nei nostri vecchi sogni e ci riporta ad una realtà terrificante. Perchè? difficile a dirsi, certamente pensiamo che un solo uomo non abbia potuto concepire e realizzare una tale mostruosità, quindi alla base deve esserci una organizzazione che ha stravolto le menti in nome di un nazionalismo e di una xenofobia latenti e mai attenzionati da parte dei governi. Se le motivazioni del folle gesto saranno confermate per quelle che sono le prime ipotesi, non possiamo esimerci dal criticare quei governi che, in nome di una esagerata apertura all’immigrazione selvaggia, non hanno considerato le conseguenze di sovrapposizioni di popoli diversi per cultura e per religione alla loro.”

Insomma: chiunque sia il responsabile, la colpa è sempre di quelli là.

 

 

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