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  1. Brunori Sas e il mio disco dell’estate

    30 luglio 2009 / 5 Comments

    Come ogni estate, ci sono dischi di cui parli perché li reputi belli, dischi di cui parli perché ti ossessionano, e dischi di cui parli perché ti ci sei affezionato.

    Anche quest’anno io ne ho uno che rientra nell’ultima categoria, ed è quello di Brunori Sas. Trattasi del primo disco di un cantautore calabrese, che rinogaetaneggia acusticamente e che se volete potete ascoltare integralmente cliccando qui. Quella che segue non è una recensione, sono appunti presi ascoltando.

    “Ingollavo Peroni e iniziavo ad urlare delle pene che solo ti sa dare l’amore”

    Il primo sguardo d’amore con questo disco è scoccato all’ascolto di Guardia ’82, traccia contenuta della compilation di RockIt per l’estate 2009, consigliata qui. C’ho messo un po’ a capire che la Guardia di cui si parlava era quella piemontese, sulle coste della Calabria. Su quelle spiaggie si posizionano le canzoni di Dario Brunori che, citando Bruno Lauzi dice “”Io scrivo solo canzoni tristi, perché quando sono felice esco”.

    “Le ginocchia sbucciate, il pallone bucato da un vicino incazzato”

    Ecco, le canzoni di Brunori Sas sono più o meno tutte tristi, ma senza essere lagnose, che sono tristi essendo consapevoli che la tristezza ci sta. Ed essere triste non ti rende speciale, o più bello.

    “Il calcio è la sola religione del mondo, che ho intorno”

    Le canzoni di Brunori Sas parlano di piccole cose, di spiaggie, di falò, di storie d’amore, di un Paolo che prega Dio, ma anche Padre Pio, e che sogna una donna da portare in giro sulla Panda. Parlano di paese reale, almeno ad occhio. Di un paese reale che mi è sembrato di vedere spesso, in cui si pensa al mutuo, al calcio, ad un lavoro che sia pagato.

    “Avevo 10 anni ma pensavo già alle donne e chiuso dentro il bagno amavo Edwige Fenech”

    E quando Brunori esce da questo paese reale e da questa normalità lo fa parodiando, e canzonando. O almeno questo è quello che ho inteso io ascoltandolo, come se fosse uno che conosco e che sta cantando nella sala da pranzo di casa mia.

    “Il tuo splendor mi fa morir di nostalgia”

    Perché ognuno le canzoni se le interpreta un po’ come vuole, e io questo disco ho scelto di sentirlo come se facesse parte del mio mondo, aiutato anche dalla cover che lo chiude. Stella d’argento, originariamente di Gino Sant’ercole. Una canzone che  per me esisteva solo nelle feste di piazza ad agosto in Calabria, almeno fino a Brunori Sas.

    Brunori Sas, Vol 1. Pezzi consigliati: Come stai, Guardia 82, Italian Dandy, Paolo.

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    Posted in Playlist Estate 09
  2. El pueblo Moijto

    14 ottobre 2008 / 3 Comments

    Nel nuovo album dei Thievery Corporation c’è una loro versione di El pueblo unido. Una storica canzone di lotta popolare, risuonata secondo i canoni di un genere diventato ormai simbolo di aperitivi, cocktail bar, feste in terrazza, drink sulla spiaggia. A voler essere maligni, un perfetto simbolo per quella che spesso si chiama “una certa sinistra”. A voler essere maligni però.

    (detto per inciso, a me il disco non dispiace affatto, anzi)

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    Posted in Diario degli errori
  3. L’estate starebbe finendo

    20 settembre 2008 / 9 Comments

    Tra le cose a cui uno cerca di aggrapparsi (abbastanza disperatamente) per essere felice dell’arrivo dell’autunno-inverno, c’è la speranza di una nuova stagione musicale, con nuovi dischi, nuovi suoni e nuovi personaggi. L’estate infatti è solitamente piena di musica, ma di musica uscita qualche mese prima, con dischi che si consumano e che quando ti ritrovi ad ascoltarli in maglione ti viene anche un po’ di magone.

    L’immagine qua sopra è la classifica degli artisti più ascoltati secondo il mio account su Last Fm nel periodo 20 giugno-20 settembre. Mancano tutti gli ascolti fatti in macchina o nel lettore portatile, ma vi assicuro che è abbastanza rappresentativa. Sono dischi usciti da mesi o anche più (la notevole presenza di pezzi dei Subsonica si spiega con l’effetto “li ho visti al concerto”) e per i quali provo ormai un certo affetto, ma che sinceramente hanno pure un po’ rotto le palle.

    E quindi ecco quella voglia e quella necessità di avere qualche dischetto nuovo per le mani. Finora l’unica novità annunciata in grado di generare qualche aspettativa (per i miei modesti gusti) è questo esordio di LadyHawke, disco in uscita nella prossima settimana. Altro al momento non si vede, ma ora si comincerà a cercare.

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    Posted in Io sono il mio dj
  4. Cose, radio, libri, dischi, fogli di giornale

    22 luglio 2008 / 20 Comments

    Di solito gli ultimi giorni prima delle ferie sono caratterizzati da due domande solo apparentemente marginali:

    1- Che libri mi porto?
    2- Che musica mi porto?

    Ma questa volta sono due domande alle quali sono possibili risposte limitate, almeno per me.

    Ho una pila di libri accumulati e non letti costruita grazie ad una sfilza di volumi ricevuti tra il mio compleanno e natale. Ho ripetuto per mesi il mantra “non comprare altri libri”, ma ogni tanto me lo dimentico. Ad esempio l’ho dimenticato venerdì scorso, perchè ho letto un’intervista che mi ha totalmente affascinato, e l’acquisto del libro è stata una conseguenza inevitabile. Comunque sia, si sceglie da quelli.

    Per la musica, nelle ultime settimane sto curando particolarmente la selezione di un piccolo e comodo lettorino mp3 (da 2 giga) che uso quando vado al mare/lago/parco o nelle mie sporadiche corsette (anche se ogni tanto vado a correre ascoltando La zanzara con Cruciani su Radio24. Fa un effetto parecchio surreale, ve l’assicuro). La playlist per l’estate deriverà da lì.

    Tutto questo per dire che questo 2008 non vedrà un passaggio rituale di questo blog, quello in cui chiedo e offro consigli per i libri-dischi da portarsi in vacanza. Però qualche momento di condivisione ci sarà di sicuro.

    L’energia mentale risparmiata sarà convogliata sulla domanda che mi tormenta di più in questi giorni: con un vestito grigio ed una camicia azzurra, che cravatta ci va?

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