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  1. Dai attacca il giradischi

    26 ottobre 2010 / 5 Comments

    Non sono un esperto di marketing e mercati, ma non mi vengono in mente molti esempi di prodotti  capaci di creare una leadership indiscussa nel loro settore per anni come hanno fatto i giradischi Technics Sl1200 prima e Sl1210 dopo. Qualsiasi discoteca o locale che si rispettasse (o che ambisse a farsi rispettare) al momento di scegliere i giradischi non aveva molto da tentennare. Quelli erano i giradischi da prendere. Avere altri modelli o altre marche era una stranezza, un ripiego, una follia, un segno di sfigaggine e dilettantismo.

    Non starò qui a fare la commossa celebrazione di un oggetto appena messo fuori produzione, anche se ha rappresentato tanto per la categoria di cui ho fatto parte per alcuni anni (e dalla quale non riesco a sentirmi completamente fuori). Chi è interessato sa benissimo di cosa stiamo parlando, chi non lo sa può leggere questo breve articolo di Albertino pubblicato oggi dalla Stampa, un po’ didascalico ma efficace.

    Io piuttosto volevo approfittare dell’occasione per fare una domanda che mi gira in testa da anni e che giro ai dj, ai tecnici, ai gestori di locali di passaggio da qui: ma, che voi sappiate, c’è mai stato il caso di un dj rimasto “a piedi” a serata in corso perché un technics 1200 ha smesso di funzionare? In poche parole: uno di quei cosi si è mai rotto?

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    Posted in Io sono il mio dj
  2. I’m not a juke box

    29 gennaio 2010 / 5 Comments

    c’é il dj artisticamente integerrimo, un autentico taliban del gusto musicale, fanatico esegeta di Pitchfork, che non ammette deroghe scherzose o cedimenti commerciali alle sue scalette sacre.

    Per chiunque abbia bazzicato un po’ di consolle, indipendentemente dal genere, consigliamo la gustosa Psicopatologia spicciola del dj pretenzioso a opera di Benty su Inkiostro.

    p.s. il titolo del post è preso da un t-shirt vista addosso a più di un dj.

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    Posted in Io sono il mio dj
  3. Dj Hero, just for one day

    20 settembre 2009 / 1 Comment

    Non ho mai avuto un grande rapporto con i videogiochi. So che non è comune, nella mia generazione, ma è così. Giusto qualche pomeriggio al bar da ragazzino, qualche piccola infatuazione per sparatutto e automobilistici, un tentativo con i manageriali calcistici finito presto.

    In tempi recenti ho avuto qualche momento di esaltazione per dei giochi fatti apposta per acchiappare i disinteressati come. Cose come Buzz, gli sport della Wii o Guitar Hero. Giochi più socializzanti, più immediati, godibili anche una botta e via, senza dedicarci troppo tempo ed energie.

    Questa mattina, invece, ho visto per la prima volta un trailer di un videogioco che mi ha fatto pensare che potrei addirittura aver bisogno di una consolle, che potrei comprare un aggeggio apposito, e che potrei passarci le nottate dicendo: “ancora una e basta”. Forse per questo ne starò alla larga.

    Qui sotto il trailer in questione, quello di Dj Hero Daft Punk. A questo link un servizio di 5 minuti su Dj Hero, in cui si vede meglio come funziona.

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    Posted in Varie ed eventuali
  4. Love boat rock

    24 giugno 2009 / 7 Comments

    Ci sono film che riescono ad andare oltre al loro valore e alla somma dei loro componenti. Film che anche in presenza di imperfezioni, mancanze ed esagerazioni ti comunicano qualcosa che merita il prezzo del biglietto, e anche qualcosa di più.

    I love Radio Rock (in originale The boat that rocked, in altri paesi Radio Rock Revolution) è uno di questi film: diverte, convince e affascina. Fa ridere e fa sognare. E regala delle scene che rimangono impresse negli occhi, oltre ad una colonna sonora da urlo, che lascia una gran voglia di essere riascoltata nei giorni successivi.

    Un film azzeccato e significativo, che somiglia ad una di quelle persone delle quali ami anche i difetti, e che consiglio qualche giorno dopo averlo visto perché ho sentito la necessità di pensarci su, e di parlarne in giro per verificare quanto la mia mania per il mondo delle radio possa aver influito sull’impatto che il film ha avuto su di me (comunque parecchio direi, e se siete della stessa parrocchia, non perdete le scene presenti dopo i titoli di coda, che forse diranno poco ai più).

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    Posted in Biglietti strappati
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