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Love boat rock

Ci sono film che riescono ad andare oltre al loro valore e alla somma dei loro componenti. Film che anche in presenza di imperfezioni, mancanze ed esagerazioni ti comunicano qualcosa che merita il prezzo del biglietto, e anche qualcosa di più.

I love Radio Rock (in originale The boat that rocked, in altri paesi Radio Rock Revolution) è uno di questi film: diverte, convince e affascina. Fa ridere e fa sognare. E regala delle scene che rimangono impresse negli occhi, oltre ad una colonna sonora da urlo, che lascia una gran voglia di essere riascoltata nei giorni successivi.

Un film azzeccato e significativo, che somiglia ad una di quelle persone delle quali ami anche i difetti, e che consiglio qualche giorno dopo averlo visto perché ho sentito la necessità di pensarci su, e di parlarne in giro per verificare quanto la mia mania per il mondo delle radio possa aver influito sull’impatto che il film ha avuto su di me (comunque parecchio direi, e se siete della stessa parrocchia, non perdete le scene presenti dopo i titoli di coda, che forse diranno poco ai più).

Hey dj (play my song)

Sabato, mentre io e Arturo mettevamo i dischi al Covo, è entrato Erlend Øye.

Una storia vera in grado di toccare il cuore di chiunque ha o ha avuto la passione di “mettere i dischi”: il racconto di un dj che vede sulla pista uno dei suoi artisti preferiti, si ricorda di avere un disco di quell’artista e lo mette, si vede quell’artista arrivare per fare delle richieste, e lo accontenta, dimenticandosi quanto siano scoccianti le richieste mentre stai mettendo i dischi.

Insomma, Inkiostro, sei tutti noi.

Lavare tutto subito

Ieri sera sono andato in una discoteca rock (prima o poi sviscereremo insieme, cari amici, il concetto di “discoteca rock”). L’ho fatto un po’ per acconsentire alle richieste di alcuni amici, e un po’ perchè ogni tanto mi piace fare cose semplici ma per me esotiche. Devo dire che è stato discretamente divertente, e mi ha dato modo di fare un tuffo in tempi ormai andati, mettendomi di fronte ad un oggetto che non vedevo da anni, e che mi ha riportato alla mia adolescenza.
Avevano una macchina del fumo.
E la usavano con una certa generosità.

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