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Rock this place. Again

Poco più di 20 anni fa, il nome Bomb the bass fece irruzione nella scena dance europea, allora in pieno fermento. Pezzi come Beat Dis hanno avuto un’influenza incredibile sulle produzioni house successive, paragonabile a quella di dischi come Pump up the volume dei Marrs. Insomma, se amate la musica fatta dai dj, con campionamenti, sonorità acide e ritmiche ossessive, dovete qualcosa a Tim Simenon, anche se magari non lo sapete.

Prima e dopo quell’hit memorabile, il nostro fece altri pezzi dal discreto successo, come Don’t make me wait (che metto in video qua sotto, perchè è una delle mie canzoni preferite di quando avevo 14 anni e lo sapete che sono un nostalgico) e mise le mani su alcuni pezzi notevoli, come Buffalo Stance di Neneh Cherry (che durante il pezzo gli si rivolgeva appunto con la frase “Bomb the bass…rock this place”) e Crazy di Seal. Negli anni 90 si è fatto sentire ogni tanto con qualcosa di interessante, ma con minor influenza sulla “scena” (però Bug power dust è andata molto).

Ora è tornato, con un disco che sembra più pacato e di sicuro meno innovativo, ma che promette bene.
Se vi interessa qui c’è il singolo da scaricare.
Sul sito di Mtv c’è tutto il disco da ascoltare (anche se mi sembra vada solo con determinati browser e lettori).
Altrimenti sul sito dell’album ci sono 5 tracce da sentire.

Nei prossimi giorni lo ascolterò con più attenzione, ma sono comunque molto curioso di leggere le recensioni e di sentire le reazioni degli appassionati, anche di quelli che passano da qui.
Sono passati 20 anni, noi siamo cambiati, sembra cambiato anche lui. Vediamo se allo stesso modo.

Gente che je dà

Questo è un post a punti, per segnalare un po’ di gente che si dà da fare, on line. E a volte off line.

1- Trovo molto interessante quello che sta succedendo al blog di Zoro nel post elezioni. Dopo l’ondata di video che l’hanno portato a riscuotere un certo interesse anche nei media tradizionali, si è trasformato in un punto di incontro colloquiale per “elettori di sinistra delusi ma tenaci”. La cosa galoppa, e tra il serio e il faceto è nato anche un gruppo (la Fondazione Daje) che si incontrerà per la prima volta domani sera a Roma. Io non ci sarò (ho già i biglietti per Feist) ma sono molto curioso. Soprattutto di capire dove finisce il faceto e comincia il serio, e viceversa.

2- Quali sono le implicazioni legali dell’avere un blog o un sito personale? A questa domanda, che se ci pensate bene è una gran domanda, cerca di rispondere Daniele Minotti, avvocato e blogger, in un volume chiamato “Il minottino“. Non ho avuto ancora tempo di leggerlo, ma ho massimo rispetto per un professionista che scrive un volume di 100 pagine e lo mette on line gratuitamente. Sarà anche un modo di farsi pubblicità, ma è un modo intelligente.

3- A proposito di roba scaricabile gratuitamente. Da ieri 42 (etichetta gestita da Colas) offre in download gratuito per tre giorni il nuovo disco dei Fake P., trattasi di gruppo giovane e ancora poco conosciuto, per cui l’idea di regalare un po’ di copie per farsi sentire non sembra malaccio. Se non ho capito male sono 100 download al giorno, fino a domani. Vedete se vi interessa, nel caso questo è il link.

4- A quanto pare il titolo da me criticato ieri (quello del corriere.it su “videomarta”) ha fatto il suo dovere: in questo momento è tra le notizie più cliccate sul quotidiano on line. Nel frattempo Disorder mi segnala il vero segno del successo di questa ragazza: ha una parodia.

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