europei 2008

Vienna calling

Pare che andandomene al cinema io mi sia perso un momento di grande televisione surreale. Se non ho capito male sul primo canale c’erano alcuni commentatori sportivi che commentavano momenti ormai passati di una partita che continuava a svolgersi e non riuscivano a vedere. Sempre se non ho capito male, nell’era dei cellulari, di internet e del citizen journalism, hanno impiegato diversi minuti a chiedersi che cosa stesse succedendo in una semifinale del campionato Europeo (qualcuno mi ha detto che è stata pronunciata una frase tipo “Ci giunge voce del raddoppio della Germania”), prima di decidersi a chiamare al cellulare il loro telecronista sul luogo.

Win the best

Che poi alla fine è solo una partita. E loro nei tempi regolamentari hanno meritato. E non sempre si può vincere. Bisogna saper perdere. E i rigori, si sa, sono una lotteria. E una volta ti va bene e una volta ti va male. E comunque alla fine è un gioco. E poi che vinca il migliore. E ora sportivamente ci godremo le partite che rimangono anche se non ci siamo noi. Sportivamente e con tanto amore per il calcio, no?
No?

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