Akille.net

  • Achille Corea
  • Eravamo Tanto Amati
  • Info
  • Pubblicazioni
    • ROMA SENZA VIE DI MEZZO
    • SCENE COMICHE DEL CINEMA ITALIANO
  • Ueb
  1. E gli inquirenti ancora non escludono la pista dell’industria di caffè

    27 luglio 2011 / 3 Comments

    Ammettiamolo: quando tutti scrivono del ventennale di Nevermind o dei Pearl Jam e tu fai un post sui 30 anni di Gioca Jouer ti viene il dubbio di avere qualche cosa che non va. E però questo siamo, da questo veniamo, e a Cecchetto dobbiamo una parte talmente consistente del nostro immaginario giovanile che è meglio non pensarci, fidatevi.

    Per questo, mentre si celebrano le pietre miliari per i rockettari della mia generazione, io ripenso con un filino di magone alla fallimentare iniziativa lanciata su questo blog per il ventennale di Jovanotti for President e decido di appoggiare, senza se e senza ma, la tempestiva iniziativa della Signora Maria e di Pop Topoi che, con un saggio semestre di anticipo, lanciano l’appuntamento per il febbraio del 2012, quando saranno passati 20 anni dall’uscita di Hanno ucciso l’uomo ragno degli 883.

    Akille.net si schiera a favore di questa celebrazione che ha assai più probabilità di riuscita di quella Jovanottiana, se non altro perché gli artisti in questione non sembrano vergognarsi di quell’esordio. E quindi pronti a ricordare con nostalgia e adeguati racconti l’arrivo di un gruppo già abbondantemente rivalutato dai critici e dagli osservatori più illuminati. Un duo in grado di partorire una sfilza di canzoni di successo e addirittura una figura retorica che nemmanco gli antichi erano riusciti a coniare: il Maurorepetto.

    Appuntamento su Facebook.

    • Tweet
    Posted in Generazione di fenomeni
  2. Sembra talco ma non è, serve a darti più entropia

    1 marzo 2011 / 1 Comment

    Oggi il mio account su Facebook è finito in una mailing list delirante, nata (mi pare) per pubblicizzare una qualche iniziativa sull’Unità d’Italia sulla quale nemmeno mi sono soffermato, tanto scocciante era il flusso di messaggi che continuavano ad arrivare da perfetti sconosciuti.

    Infatti, grazie al ben congegnato sistema di messaggistica di Facebook, ogni utente intenzionato a protestare in quanto destinatario di una messaggio sgradito lo faceva con un nuovo messaggio a tutti, che ovviamente si ritenevano destinatari di un nuovo messaggio sgradito, e via dicendo. Per farla breve: è da stamattina che ogni volta che apro Facebook ci trovo nuovi messaggi di gente che non conosco.

    Da una statistica fatta molto a occhio posso dirvi che ogni 10 messaggi ce ne sono 3 sono di persone che chiedono di essere cancellati dalla lista, 3 di persone che ne approfittano per spammare qualcosa di loro (con la motivazione “visto che ormai mi avete disturbato”), 4 di persone che rispondono al messaggio invitando gli altri a non rispondere.

    Poi è arrivato il mio preferito, che ha annunciato con un messaggio che trovava la cosa molto scortese e avrebbe scritto un articolo su come questo rispondere a tutti fosse contrario alla netiquette. Salvo poi mandare di nuovo un messaggio a tutti con il link all’articolo in questione. Per tre volte.

    • Tweet
    Posted in Ueb
  3. Poke story

    11 novembre 2010 / 1 Comment

    Una storia d’amore come tante, ma raccontata solo tramite Facebook. Trovata, ovviamente, su Facebook.

    • Tweet
    Posted in Ueb
  4. Almost social

    9 novembre 2010 / 5 Comments

    Mentre mi accomodavo per vedere The social network nell’ultimo giorno della Festa del Film di Roma mi è tornata in mente la sera in cui ho visto The Wrestler. Quella serata me la ricordo benissimo, perché non mi capita spesso di gustarmi un film mentre la fila dietro rumoreggia fino a decidere di andarsene prima della fine.

    E invece quella volta andò proprio così: attratti probabilmente da titolo e locandina (o da qualche subdolo passaparola) quei ragazzi erano arrivati in sala aspettandosi uno spettacolare film sul wrestling e i suoi eroi e invece si ritrovavano davanti la storia patetica e poetica di un vecchio lottatore sfigato e dimenticato. Pensate la delusione.

    Ecco, questo era il pregiudizio che mi ha accompagnato fino alla visione di The social network. Non avevo grandi timori sulla qualità di un film affidato a un regista come Fincher e a uno sceneggiatore come Sorkin, e in troppi me ne parlavano con un entusiasmo che non poteva essere campato in aria.

    Io temevo invece che The social network potesse essere un’occasione sprecata per portare del cinema fatto bene a tutti, avevo paura che usasse Facebook come un pretesto, senza raccontare nulla delle loro vite a quelli attratti da un film ambientato in un posto, seppur virtuale, dove passano ore ogni giorno.

    In un certo senso è un pregiudizio confermato: se pensate che il film parli dei frequentatori di Facebook, delle loro manie, del loro perdere tempo in rete, del loro parlarsi via chat e approcciarsi via poke, insomma che parli di noi, toglietevelo dalla testa. Lo fa, ma in maniera molto laterale.

    C’è però un modo più raffinato in cui The social network è un film contemporaneo e ancorato alla realtà che ci gira intorno. E sono i momenti in cui, oltre a essere incredibilmente brillante, divertente e ben scritto, diventa un tormentato poema epico di nerd e smanettoni.

    Intendiamoci: raccontare la storia di uno sfigato che si imbarca in una straordinaria avventura è il punto di partenza di almeno un terzo dei film che escono ogni anno. Ma qui c’è qualcosa di più: c’è un mondo in cui un nerd può vincere senza diventare un vincente, in cui programmatori e sistemisti di rete sono le nuove rockstar, in cui Zuckeberg può diventare il più giovane miliardario del mondo e continuare a vestirsi male. C’è un mondo in cui non vogliamo cambiare il mondo iniziando la rivoluzione dal nostro letto (come Lennon e Yoko Ono) ma conquistarlo partendo da un posto qualsiasi, purché ci sia una rete wireless.

    Potrebbe sembrare qualcosa che in modi più semplici abbiamo visto per anni (pensate a War Games) ma il nostro è il mondo più complicato e indefinito, in cui non è più facile distinguere i buoni dai cattivi e non bisogna per forza rendere spettacolare la tecnologia per far mostrarne l’importanza, e dove possiamo permetterci un film godibile ma complesso, in cui il protagonista non ha a tutti i costi una bella storia romantica altrimenti il pubblico femminile si annoia.

    Quindi sono uscito dalla sala pensando che questo film potrebbe dire molto a molte più persone, perché coglie il momento, perché i ragazzini di oggi forse sognano, oltre che di fare i tronisti e i calciatori, anche di diventare famosi inventando qualcosa su internet, perché noi 30/40enni che all’inizio vedevamo la tecnologia come qualcosa di magico e fantascientifico abbiamo avuto il tempo di scoprire che può diventare un business come un altro e una giungla quotidiana come altre.

    Sono passati un paio di giorni, ho letto analisi e recensioni sul film, ma sono rimasto soprattutto colpito dai commenti di chi lo attende letti su pagine di facebook, discussioni sui forum e sotto i trailer di youtube. La percezione forte è che a pochi giorni dalla sua uscita The social network sia atteso non come un film “su” facebook ma come un film “di” Facebook, da odiare, amare o rifiutare a prescindere, come si fa con il social network. E quindi il mio pregiudizio è ritornato, anche se è tutto esterno a me. A me The social network è piaciuto. Come potrà essere accolto “dal popolo di Facebook” resta per me un grande mistero che vedremo sciogliersi nei prossimi giorni.

    • Tweet
    Posted in Biglietti strappati
12345»

Commenti recenti

  • Milla su Ciao, Al
  • Akille su Ricorrenze
  • Randolph Carter su Ricorrenze
  • signora maria su Che per noi era non so cosa, forse una seconda casa
  • fede su Che per noi era non so cosa, forse una seconda casa

Articoli recenti

  • Ciao, Al
  • Segnali preoccupanti
  • Ricorrenze
  • Che per noi era non so cosa, forse una seconda casa
  • In 8 sulla linea di centrocampo
  • L’ha presa bene
  • La mossa

Tag

2.0 anni 80 anni 90 Apogeonline Barack Obama blog Calabria calcio cartoni animati cinema comici comunicazione cover cult dance dj estate facebook film Friendfeed giornali giornalismo giornalisti internet italia libri milan musica Oroscopo a casaccio politica pubblicità radio Radio Capital recensioni roma social network spot televisione tormentone dell'estate tv uomini e donne video vignette web youtube

Archivi

  • Amministrazione

Copyright © 2011 - Achille Corea - Tutti i diritti sono riservati