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	<title>Akille.net &#187; facebook</title>
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	<description>Il blog di Akille</description>
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		<title>E gli inquirenti ancora non escludono la pista dell&#8217;industria di caffè</title>
		<link>http://www.akille.net/2011/07/27/e-gli-inquirenti-ancora-non-escludono-la-pista-dellindustria-di-caffe/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 10:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ammettiamolo: quando tutti scrivono del ventennale di Nevermind o dei Pearl Jam e tu fai un post sui 30 anni di Gioca Jouer ti viene il dubbio di avere qualche cosa che non va. E però questo siamo, da questo veniamo, e a Cecchetto dobbiamo una parte talmente consistente del nostro immaginario giovanile che è meglio non pensarci, fidatevi. Per questo, mentre si celebrano le pietre miliari per i rockettari della mia generazione, io ripenso con un filino di magone alla fallimentare iniziativa lanciata su questo blog per il ventennale di Jovanotti for President e decido di appoggiare, senza se e senza ma, la tempestiva iniziativa della Signora Maria e di Pop Topoi che, con un saggio semestre di anticipo, lanciano l&#8217;appuntamento per il febbraio del 2012, quando saranno passati 20 anni dall&#8217;uscita di Hanno ucciso l&#8217;uomo ragno degli 883. Akille.net si schiera a favore di questa celebrazione che ha assai più probabilità di riuscita di quella Jovanottiana, se non altro perché gli artisti in questione non sembrano vergognarsi di quell&#8217;esordio. E quindi pronti a ricordare con nostalgia e adeguati racconti l&#8217;arrivo di un gruppo già abbondantemente rivalutato dai critici e dagli osservatori più illuminati. Un duo in grado di partorire una sfilza di canzoni di successo e addirittura una figura retorica che nemmanco gli antichi erano riusciti a coniare: il Maurorepetto. Appuntamento su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ammettiamolo: quando tutti scrivono del ventennale di <a href="http://bastonate.wordpress.com/2011/07/26/ciao-nevermind-hai-ventanni-non-li-dimostri/">Nevermind</a> o dei <a href="http://stereogram.gqitalia.it/2011/07/26/avere-ventanni/">Pearl Jam</a> e tu fai un post sui 30 anni di Gioca Jouer ti viene il dubbio di avere qualche cosa che non va. E però questo siamo, da questo veniamo, e a Cecchetto dobbiamo una parte talmente consistente del nostro immaginario giovanile che è meglio non pensarci, fidatevi.</p>
<p>Per questo, mentre si celebrano le pietre miliari per i rockettari della mia generazione, io ripenso con un filino di magone alla fallimentare iniziativa lanciata su questo blog per il<a href="http://www.akille.net/2008/11/24/ammettere-i-propri-fallimenti/"> ventennale di Jovanotti for President</a> e decido di appoggiare, senza se e senza ma, la tempestiva iniziativa della <a href="http://signoramaria.wordpress.com/">Signora Maria</a> e di<a href="http://poptopoi.com/"> Pop Topoi</a> che, con un saggio semestre di anticipo, lanciano l&#8217;appuntamento per il febbraio del 2012, quando saranno passati 20 anni dall&#8217;uscita di Hanno ucciso l&#8217;uomo ragno degli 883.</p>
<p>Akille.net si schiera a favore di questa celebrazione che ha assai più probabilità di riuscita di quella Jovanottiana, se non altro perché gli artisti in questione non sembrano vergognarsi di quell&#8217;esordio. E quindi pronti a ricordare con nostalgia e adeguati racconti l&#8217;arrivo di un gruppo già abbondantemente rivalutato dai critici e dagli osservatori più illuminati. Un duo in grado di partorire una sfilza di canzoni di successo e addirittura una figura retorica che nemmanco gli antichi erano riusciti a coniare: il Maurorepetto.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=232901510083256">Appuntamento su Facebook.</a></p>
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		<title>Sembra talco ma non è, serve a darti più entropia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 15:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi il mio account su Facebook è finito in una mailing list delirante, nata (mi pare) per pubblicizzare una qualche iniziativa sull&#8217;Unità d&#8217;Italia sulla quale nemmeno mi sono soffermato, tanto scocciante era il flusso di messaggi che continuavano ad arrivare da perfetti sconosciuti. Infatti, grazie al ben congegnato sistema di messaggistica di Facebook, ogni utente intenzionato a protestare in quanto destinatario di una messaggio sgradito lo faceva con un nuovo messaggio a tutti, che ovviamente si ritenevano destinatari di un nuovo messaggio sgradito, e via dicendo. Per farla breve: è da stamattina che ogni volta che apro Facebook ci trovo nuovi messaggi di gente che non conosco. Da una statistica fatta molto a occhio posso dirvi che ogni 10 messaggi ce ne sono 3 sono di persone che chiedono di essere cancellati dalla lista, 3 di persone che ne approfittano per spammare qualcosa di loro (con la motivazione &#8220;visto che ormai mi avete disturbato&#8221;), 4 di persone che rispondono al messaggio invitando gli altri a non rispondere. Poi è arrivato il mio preferito, che ha annunciato con un messaggio che trovava la cosa molto scortese e avrebbe scritto un articolo su come questo rispondere a tutti fosse contrario alla netiquette. Salvo poi mandare di nuovo un messaggio a tutti con il link all&#8217;articolo in questione. Per tre volte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il mio account su Facebook è finito in una mailing list delirante, nata (mi pare) per pubblicizzare una qualche iniziativa sull&#8217;Unità d&#8217;Italia sulla quale nemmeno mi sono soffermato, tanto scocciante era il flusso di messaggi che continuavano ad arrivare da perfetti sconosciuti.</p>
<p>Infatti, grazie al ben congegnato sistema di messaggistica di Facebook, ogni utente intenzionato a protestare in quanto  destinatario di una messaggio sgradito lo faceva con un nuovo messaggio a tutti, che ovviamente si ritenevano destinatari di un nuovo messaggio sgradito, e via dicendo. Per farla breve: è da stamattina che ogni volta che apro Facebook ci trovo nuovi messaggi di gente che non conosco.</p>
<p>Da una statistica fatta molto a occhio posso dirvi che ogni 10 messaggi ce ne sono 3 sono di persone che chiedono di essere cancellati dalla lista, 3 di persone che ne approfittano per spammare qualcosa di loro (con la motivazione &#8220;visto che ormai mi avete disturbato&#8221;), 4 di persone che rispondono al messaggio invitando gli altri a non rispondere.</p>
<p>Poi è arrivato il mio preferito, che ha annunciato con un messaggio che trovava la cosa molto scortese e avrebbe scritto un articolo su come questo rispondere a tutti fosse contrario alla netiquette. Salvo poi mandare di nuovo un messaggio a tutti con il link all&#8217;articolo in questione. Per tre volte.</p>
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		<title>Poke story</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 09:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una storia d&#8217;amore come tante, ma raccontata solo tramite Facebook. Trovata, ovviamente, su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una storia d&#8217;amore come tante, ma raccontata solo tramite Facebook. Trovata, ovviamente, su Facebook.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/F2n8Ma7y4-I?fs=1&amp;hl=it_IT" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/F2n8Ma7y4-I?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Almost social</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 09:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biglietti strappati]]></category>
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		<description><![CDATA[Mentre mi accomodavo per vedere The social network nell&#8217;ultimo giorno della Festa del Film di Roma mi è tornata in mente la sera in cui ho visto The Wrestler. Quella serata me la ricordo benissimo, perché non mi capita spesso di gustarmi un film mentre la fila dietro rumoreggia fino a decidere di andarsene prima della fine. E invece quella volta andò proprio così: attratti probabilmente da titolo e locandina (o da qualche subdolo passaparola) quei ragazzi erano arrivati in sala aspettandosi uno spettacolare film sul wrestling e i suoi eroi e invece si ritrovavano davanti la storia patetica e poetica di un vecchio lottatore sfigato e dimenticato. Pensate la delusione. Ecco, questo era il pregiudizio che mi ha accompagnato fino alla visione di The social network. Non avevo grandi timori sulla qualità di un film affidato a un regista come Fincher e a uno sceneggiatore come Sorkin, e in troppi me ne parlavano con un entusiasmo che non poteva essere campato in aria. Io temevo invece che The social network potesse essere un&#8217;occasione sprecata per portare del cinema fatto bene a tutti, avevo paura che usasse Facebook come un pretesto, senza raccontare nulla delle loro vite a quelli attratti da un film ambientato in un posto, seppur virtuale, dove passano ore ogni giorno. In un certo senso è un pregiudizio confermato: se pensate che il film parli dei frequentatori di Facebook, delle loro manie, del loro perdere tempo in rete, del loro parlarsi via chat e approcciarsi via poke, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->Mentre mi accomodavo per vedere <a href="http://thesocialnetwork-ilfilm.it/" target="_blank">The social network</a> nell&#8217;ultimo giorno della Festa del Film di Roma mi è tornata in mente la sera in cui ho visto The Wrestler. Quella serata me la ricordo benissimo, perché non mi capita spesso di gustarmi un film mentre la fila dietro rumoreggia fino a decidere di andarsene prima della fine.</p>
<p>E invece quella volta andò proprio così: attratti probabilmente da titolo e locandina (o da qualche subdolo passaparola) quei ragazzi erano arrivati in sala aspettandosi uno spettacolare film sul wrestling e i suoi eroi e invece si ritrovavano davanti la storia patetica e poetica di un vecchio lottatore sfigato e dimenticato. Pensate la delusione.</p>
<p>Ecco, questo era il pregiudizio che mi ha accompagnato fino alla visione di The social network. Non avevo grandi timori sulla qualità di un film affidato a un regista come Fincher e a uno sceneggiatore come Sorkin, e in troppi me ne parlavano con un entusiasmo che non poteva essere campato in aria.</p>
<p>Io temevo invece che The social network potesse essere un&#8217;occasione sprecata per portare del cinema fatto bene a tutti, avevo paura che usasse Facebook come un pretesto, senza raccontare nulla delle loro vite a quelli attratti da un film ambientato in un posto, seppur virtuale, dove passano ore ogni giorno.</p>
<p>In un certo senso è un pregiudizio confermato: se pensate che il film parli dei frequentatori di Facebook, delle loro manie, del loro perdere tempo in rete, del loro parlarsi via chat e approcciarsi via poke, insomma che parli di noi, toglietevelo dalla testa. Lo fa, ma in maniera molto laterale.</p>
<p>C&#8217;è però un modo più raffinato in cui The social network è un film contemporaneo e ancorato alla realtà che ci gira intorno. E sono i momenti in cui, oltre a essere incredibilmente brillante, divertente e ben scritto, diventa un tormentato poema epico di nerd e smanettoni.</p>
<p>Intendiamoci: raccontare la storia di uno sfigato che si imbarca in una straordinaria avventura è il punto di partenza di almeno un terzo dei film che escono ogni anno. Ma qui c&#8217;è qualcosa di più: c&#8217;è un mondo in cui un nerd può vincere senza diventare un vincente, in cui programmatori e sistemisti di rete sono le nuove rockstar, in cui Zuckeberg può diventare il più giovane miliardario del mondo e continuare a vestirsi male. C&#8217;è un mondo in cui non vogliamo cambiare il mondo iniziando la rivoluzione dal nostro letto (come Lennon e Yoko Ono) ma conquistarlo partendo da un posto qualsiasi, purché ci sia una rete wireless.</p>
<p>Potrebbe sembrare qualcosa che in modi più semplici abbiamo visto per anni (pensate a War Games) ma il nostro è il mondo più complicato e indefinito, in cui non è più facile distinguere i buoni dai cattivi e non bisogna per forza rendere spettacolare la tecnologia per far mostrarne l&#8217;importanza, e dove possiamo permetterci un film godibile ma complesso, in cui il protagonista non ha a tutti i costi una bella storia romantica altrimenti il pubblico femminile si annoia.</p>
<p>Quindi sono uscito dalla sala pensando che questo film potrebbe dire molto a molte più persone, perché coglie il momento, perché i ragazzini di oggi forse sognano, oltre che di fare i tronisti e i calciatori, anche di diventare famosi inventando qualcosa su internet, perché noi 30/40enni che all&#8217;inizio vedevamo la tecnologia come qualcosa di magico e fantascientifico abbiamo avuto il tempo di scoprire che può diventare un business come un altro e una giungla quotidiana come altre.</p>
<p>Sono passati un paio di giorni, ho letto analisi e recensioni sul film, ma sono rimasto soprattutto colpito dai commenti di chi lo attende letti su pagine di facebook, discussioni sui forum e sotto i trailer di youtube. La percezione forte è che a pochi giorni dalla sua uscita The social network sia atteso non come un film “su” facebook ma come un film “di” Facebook, da odiare, amare o rifiutare a prescindere, come si fa con il social network. E quindi il mio pregiudizio è ritornato, anche se è tutto esterno a me. A me The social network è piaciuto. Come potrà essere accolto “dal popolo di Facebook” resta per me un grande mistero che vedremo sciogliersi nei prossimi giorni.</p>
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		<title>I blogger ai tempi dei social network</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 19:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da blogger]]></category>
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		<description><![CDATA[Che la conversazione (con relativo cazzeggio) che qualche anno fa si snodava attraverso i blog ormai passi attraverso altri canali più &#8220;sociali&#8221; l&#8217;abbiamo detto talmente tante volte che ci siamo annoiati da soli. Questo post quindi è solo una comunicazione di servizio per avvisare i più distratti che i post sono di nuovo commentabili su Friendfeed, che a ogni post potete mettere un like su Facebook, che il blog ha anche una sua pagina FB alla quale potete aderire causandomi un certo imbarazzo, e che le cose più brevi ormai vanno su Twitter e li trovate qui a fianco. Insomma, come si dice in questi casi: non ho niente da dire e lo dico in un sacco di posti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che la conversazione (con relativo cazzeggio) che qualche anno fa si snodava attraverso i blog ormai passi attraverso altri canali più &#8220;sociali&#8221; l&#8217;abbiamo detto talmente tante volte che ci siamo annoiati da soli.</p>
<p>Questo post quindi è solo una comunicazione di servizio per avvisare i più distratti che i post sono di nuovo commentabili su Friendfeed, che a ogni post potete mettere un like su Facebook, che il blog ha anche una <a href="http://www.facebook.com/akille.net" target="_blank">sua pagina FB</a> alla quale potete aderire causandomi un certo imbarazzo, e che le cose più brevi ormai vanno su <a href="http://www.twitter.com/achillecorea">Twitter </a>e li trovate qui a fianco.</p>
<p>Insomma, come si dice in questi casi: non ho niente da dire e lo dico in un sacco di posti.</p>
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		<title>Ricatti morali</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 11:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno a un certo punto mi sono posto una domanda: ma come si fa a chiudere l&#8217;account su Facebook? Così mi sono messo a cercare e ho subito trovato la funzione &#8220;disattiva&#8221; tra le impostazioni dell&#8217;account. Allora mi sono chiesto: possibile che sia così facile? Ci ho cliccato sopra e mi sono apparse alcune foto che mi ritraevano insieme a tizio, caio e sempronio, accompagnate dalle frasi &#8220;sei sicuro di voler disattivare il tuo account?&#8221; e poi &#8220;tizio sentirà la tua mancanza&#8221;,&#8221;caio sentirà la tua mancanza&#8221;, &#8220;sempronio sentirà la tua mancanza&#8221;. Ovviamente non l&#8217;ho disattivato. Non ho mica il cuore di pietra, io.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro giorno a un certo punto mi sono posto una domanda: ma come si fa a chiudere l&#8217;account su Facebook? Così mi sono messo a cercare e ho subito trovato la funzione &#8220;disattiva&#8221; tra le impostazioni dell&#8217;account.</p>
<p>Allora mi sono chiesto: possibile che sia così facile? Ci ho cliccato sopra e mi sono apparse alcune foto che mi ritraevano insieme a tizio, caio e sempronio, accompagnate dalle frasi &#8220;sei sicuro di voler disattivare il tuo account?&#8221; e poi &#8220;tizio sentirà la tua mancanza&#8221;,&#8221;caio sentirà la tua mancanza&#8221;, &#8220;sempronio sentirà la tua mancanza&#8221;.</p>
<p>Ovviamente non l&#8217;ho disattivato. Non ho mica il cuore di pietra, io.</p>
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		<title>Facebook e pastarelle</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 10:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A proposito di Facebook, ieri stavo cercando di far apparire anche da me la nuova versione di cui tutti parlavano, quando ho fatto uno di quei tentativi  che ogni tanto funzionano: ho cambiato la lingua da inglese a italiano. La cosa ha avuto il suo effetto e, mentre girovagavo per vedere cosa c&#8217;era di di diverso con la nuova grafica, ho notato che in italiano le situazioni sentimentali di alcuni dei miei contatti recitavano &#8220;fidanzata/o ufficialmente con&#8230;&#8221; &#8220;Fidanzata ufficialmente&#8221;. Avete capito? Tutti a sproloquiare su quanto internet e i social network siano devastanti per le coppie e per le relazioni, a dipingere facebook come una macchina sfasciafamiglie, come specchio di una società triste e solitaria e questi addirittura riabilitano il termine &#8220;fidanzato ufficialmente&#8221;. Da quanto era che non lo sentivate dire? Da quanto tempo voi e i vostri conoscenti eravate in imbarazzato equilibrio tra ironici &#8220;marito&#8221; e &#8220;signora&#8221;, deprimenti &#8220;compagno&#8221; e &#8220;storia&#8221;, giovanilistici &#8220;fidanzato&#8221; e &#8220;ragazza&#8221;. E invece su facebook la gente si dichiara &#8220;fidanzata ufficialmente&#8221; e subito la cosa profuma di pastarelle comprate in pasticceria la domenica mattina, sveglie per arrivare a pranzo a un orario decente e non in pigiama, conversazioni controllate con il padre di lei, complimenti alla cucina della madre di lui, i genitori che si  incontrano per conoscersi. Addirittura a un certo punto ho sentito l&#8217;eco di una conversazione che diceva  &#8221;deve andare il padre di lui dai genitori di lei con l&#8217;oro&#8221;. &#8220;Con loro, con i fidanzati?&#8221; &#8220;No, con l&#8217;oro, con una cosa in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di Facebook, ieri stavo cercando di far apparire anche da me la nuova versione di cui tutti parlavano, quando ho fatto uno di quei tentativi  che ogni tanto funzionano: ho cambiato la lingua da inglese a italiano.</p>
<p>La cosa ha avuto il suo effetto e, mentre girovagavo per vedere cosa c&#8217;era di di diverso con la nuova grafica, ho notato che in italiano le situazioni sentimentali di alcuni dei miei contatti recitavano &#8220;fidanzata/o ufficialmente con&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Fidanzata ufficialmente&#8221;. Avete capito? Tutti a sproloquiare su quanto internet e i social network siano devastanti per le coppie e per le relazioni, a dipingere facebook come una macchina sfasciafamiglie, come specchio di una società triste e solitaria e questi addirittura riabilitano il termine &#8220;fidanzato ufficialmente&#8221;.</p>
<p>Da quanto era che non lo sentivate dire? Da quanto tempo voi e i vostri conoscenti eravate in imbarazzato equilibrio tra ironici &#8220;marito&#8221; e &#8220;signora&#8221;, deprimenti &#8220;compagno&#8221; e &#8220;storia&#8221;, giovanilistici &#8220;fidanzato&#8221; e &#8220;ragazza&#8221;.</p>
<p>E invece su facebook la gente si dichiara &#8220;fidanzata ufficialmente&#8221; e subito la cosa profuma di pastarelle comprate in pasticceria la domenica mattina, sveglie per arrivare a pranzo a un orario decente e non in pigiama, conversazioni controllate con il padre di lei, complimenti alla cucina della madre di lui, i genitori che si  incontrano per conoscersi.</p>
<p>Addirittura a un certo punto ho sentito l&#8217;eco di una conversazione che diceva  &#8221;deve andare il padre di lui dai genitori di lei con l&#8217;oro&#8221;. &#8220;Con loro, con i fidanzati?&#8221; &#8220;No, con l&#8217;oro, con una cosa in oro, se no non è ufficiale il fidanzamento&#8221;, come si faceva, a volte si fa ancora, in alcune zone del sud.</p>
<p>Un mondo di parole antiche e quasi dimenticate, rinato grazie a uno status su facebook. Che poi quasi sicuramente non è così. Levando pure il quasi. Che magari i &#8220;fidanzati ufficialmente&#8221; hanno impostato lo stato in inglese e &#8220;Engaged&#8221; fa meno impressione.</p>
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		<title>Aridaje</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 09:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Adesso non saprei dirvi nemmeno dove ma ieri, a un certo punto, ho intravisto un titolo che diceva che c&#8217;era una nuova versione di  facebook e che avrebbe ucciso i blog. Io in quel momento la nuova versione di facebook non l&#8217;avevo ancora vista, però ho pensato che, con tutte le volte  in cui blog sono morti negli ultimi anni, oltre ai poke e ai like nel nuovo Facebook avessero messo anche l&#8217;aglio e i paletti di frassino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso non saprei dirvi nemmeno dove ma ieri, a un certo punto, ho intravisto un titolo che diceva che c&#8217;era una nuova versione di  facebook e che avrebbe ucciso i blog.</p>
<p>Io in quel momento la nuova versione di facebook non l&#8217;avevo ancora vista, però ho pensato che, con tutte le volte  in cui blog sono morti negli ultimi anni, oltre ai poke e ai like nel nuovo Facebook avessero messo anche l&#8217;aglio e i paletti di frassino.</p>
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		<title>A proposito del post precedente</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 14:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Volevo iscrivermi al gruppo &#8220;quelli che vogliono uccidere il cane pufoente&#8221;, sono entrato su Facebook e&#8230; non c&#8217;è ancora un gruppo con quel nome. Oppure c&#8217;era e l&#8217;ha censurato Schifani. p.s. come? Non sapete chi è il cane pufoente? Beati voi. Ripeto: beati voi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo iscrivermi al gruppo &#8220;quelli che vogliono uccidere il cane pufoente&#8221;, sono entrato su Facebook e&#8230; non c&#8217;è ancora un gruppo con quel nome.</p>
<p>Oppure c&#8217;era e l&#8217;ha censurato Schifani.</p>
<p>p.s. come? Non sapete chi è il cane pufoente? Beati voi. Ripeto: beati voi.</p>
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		<title>Prove ardue</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 10:51:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fossi  incaricato di assumere dei creativi, scegliendoli per come sanno reagire agli stimoli più subdoli e alle richieste più complicate, li selezionerei in base a queste due prove: - formulate una domanda che non sia già presente su Yahoo! Answers. - fondate un gruppo che non sia già presente su Facebook.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fossi  incaricato di assumere dei creativi, scegliendoli per come sanno reagire agli stimoli più subdoli e alle richieste più complicate, li selezionerei in base a queste due prove:</p>
<p>- formulate una domanda che non sia già presente su Yahoo! Answers.</p>
<p>- fondate un gruppo che non sia già presente su Facebook.</p>
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