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Nadia Cartocci è su Facebook

Non so quanti di voi siano ascoltatori del Ruggito del Coniglio su Radio2, ma all’interno di quel programma va in onda quella che secondo me è la migliore parodia su Facebook e i social network, ovvero l’epopea di Nadia Cartocci.

Trattasi di una ragazza che ogni giorno aumenta il numero dei suoi amici, barcamenandosi tra tentativi di approccio, irrilevanti aggiornamenti di status e attività nelle quali è fin troppo facile riconoscere noi stessi o molti dei nostri contatti: le iscrizioni che si alternano tra i gruppi dalle aspirazioni elevate e quelli più beceri, la perdita di tempo in test sempre più cervellotici e di nicchia, il taggare più o meno a casaccio persone in foto e video che parlano di tutt’altro, la pioggia di citazioni famose per darsi un tono.

Insomma, Nadia Cartocci è finta,  ma sembra vera, precisa e puntuale. Sicuramente chi l’ha pensata qualche ora su Facebook l’ha passata davvero.

Update: mi segnalano un video in cui si sente uno spezzone della nostra Nadia, per chi non l’avesse mai sentita.

Buone compagnie

Gilioli sul sito dell’Espresso commenta la questione “minacce a Berlusconi su Facebook” senza dilungarsi troppo e prendendoci abbastanza.

Informo che tra gli altri anche Mughini, Bassolino, Mourinho, Moccia, Quaresma, Arisa, Hamilton, Ibrahimovic, Turigliatto, Vasco Rossi, Venditti, Maurizio Mosca, Salvatore Bagni, Giusy Ferreri, Enrico Varriale, Fabrizio Corona, Anna Tatangelo, Luca Toni, Zack Efron, Massimo Mauro, Britney Spears, Simone Perrotta, Max Pezzali, Valentino Rossi, Josè Altafini, i Dari e Topo Gigio condividono con Silvio Berlusconi l’onore di avere gruppi su Facebook che invitano al loro omicidio.

Poi la cosa non è ovviamente così semplice, e quando si parla di internet e social network è facile buttarla in caciara. Il sottoscritto ha una vera e propria fissa su come queste cose vengono trattate sui media, e quindi (uscendo dal “discorso Berlusconi”) negli archivi trovate varie riflessioni sul fatto che c’è una tendenza a criminalizzare le piattaforme invece che le persone, un volersi tappare gli occhi di fronte ai modi in cui si la rete ci mostra esposizioni spesso ingenue di opinioni e vizi che vogliamo rimuovere, una certa incapacità nel saper “pesare” le comunità che si formano on line.

Ma va?

E così Bill Gates, il genio dell’informatica, il nerd prodigio, l’uomo che ha prodotto sistemi utilizzati ogni giorno da milioni di persone, ha annunciato la chiusura del suo profilo su Facebook perché avrebbe capito che “se non stiamo attenti, le tecnologie possono trasformarsi in una perdita di tempo”.

Dite la verità: quanta soddisfazione dà aver afferrato un concetto molto prima di uno degli uomini più ricchi e famosi del mondo?

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