film

Ora o tra un bel po’

Avatar, il nuovo di Virzì, Tra le nuvole con Clooney, il sequel dell’Ultimo bacio, questo lodatissimo Soul kitchen.

A occhio arriva una serie di film di quelli che o vedi subito, evitandoti lo sforzo di scansare tonnellate di commenti, recensioni e anticipazioni, o li vedi tra anni, quando queste tonnellate le avrai già dimenticate.

Sappiamo già tutto

Leggo e sento in giro diversi pareri su Videocracy. La critica più diffusa, mi pare, riguarda il “non dire niente di nuovo” e il “rivolgersi solo a chi conosce già le cose che vengono dette e mostrate”.

Vorrei portare quindi un modesto contributo a questa discussione dicendovi che quando l’ho visto io, arrivati al punto dei film in cui viene trasmesso il famosissimo e celeberrimo video “Meno male che Silvio c’è“, ho sentito distintamente alcune persone nella sala dire “ma che è ‘sta roba, è un video vero?”

Love boat rock

Ci sono film che riescono ad andare oltre al loro valore e alla somma dei loro componenti. Film che anche in presenza di imperfezioni, mancanze ed esagerazioni ti comunicano qualcosa che merita il prezzo del biglietto, e anche qualcosa di più.

I love Radio Rock (in originale The boat that rocked, in altri paesi Radio Rock Revolution) è uno di questi film: diverte, convince e affascina. Fa ridere e fa sognare. E regala delle scene che rimangono impresse negli occhi, oltre ad una colonna sonora da urlo, che lascia una gran voglia di essere riascoltata nei giorni successivi.

Un film azzeccato e significativo, che somiglia ad una di quelle persone delle quali ami anche i difetti, e che consiglio qualche giorno dopo averlo visto perché ho sentito la necessità di pensarci su, e di parlarne in giro per verificare quanto la mia mania per il mondo delle radio possa aver influito sull’impatto che il film ha avuto su di me (comunque parecchio direi, e se siete della stessa parrocchia, non perdete le scene presenti dopo i titoli di coda, che forse diranno poco ai più).

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