Friendfeed

Di più. Di meno. Di cosa.

Vedo che c’è una certa discussione intorno ad un post di Andrea Beggi dal titolo “Il blog è morto, viva il blog“.  Il fatto che cercando “Il blog è morto” su Google escano fuori articoli e post datati 2006 non toglie niente all’analisi di Andrea, lucida, tecnica, precisa, sicuramente figlia di un approccio più analitico rispetto alla deriva web-romantic che mi appartiene e nella quale ero incappato scrivendo il post intitolato “Se il blog muore, Friendfeed è il maggiordomo“.

La morte dei blog è un argomento che torna periodicamente, e qualcuno potrebbe dire: sticazzi. Ogni tanto se ne parla, qualcuno sbadiglia, ci si accorge che i blog che parlano di blog corrono gli stessi rischi dei giornali che parlano di giornalisti, della tv che parla di programmi tv e dei film che parlano di attori e registi, e si tira avanti.

Se la cosa vi interessa, il post di Beggi è ben fatto ed è un ottimo spunto di riflessione e discussione, anche nel suo passare dal particolare al generale. Io invece passo dal generale al particolare e appunto qui che:

- mi pare che alla fine in molti siano d’accordo su una cosa. Morti, vivi o moribondi che siano i blog, quello che si faceva qualche tempo fa per loro tramite lo si sta facendo con altri aggeggi. Evoluzione naturale, insomma.

- mi sembra che al di là delle alzate di sopracciglio di qualcuno, interrogarsi ogni tanto sulle evoluzioni di un mezzo che si utilizza quotidianamente male non faccia. Se qualcuno si annoia, può sempre passare oltre.

- pur non essendo questo un blog tecnico, anche per me vale la considerazione che gli argomenti ad un certo punto sembrano esaurirsi. E che certe volte ti accorgi che avevi già scritto  un post simile 2 anni fa prima di schiacciare il tasto pubblica. Certe altre te ne accorgi dopo. 

- mi rendo conto che nell’affrontare praticamente lo stesso tema 2 mesi fa mi ero ripromesso di utilizzare una tattica: usare Friendfeed per il cazzeggio, e provare a far convergere le cose più strutturate sul blog. Per vari motivi non mi sembra di esserci riuscito molto, potrebbe essere sia la mancanza di tempo sia la mancanza di cose interessanti da dire.

-in questo senso la logica direbbe che potrebbe essere un grande aiuto avere un blog specializzato. Infatti i blog specializzati (e non professionali) sono stati i primi a morire. Gente competentissima di cinema, musica, libri e altro ha tenuto per lungo tempo blog meravigliosi. Poi giustamente si è  rotta le scatole. 

-proprio su questo aspetto (ma qui andiamo sul personalissimo) io vivo una forte contraddizione: il bello dei blog è che puoi creare una specie di “prodotto editoriale” (tra mille virgolette, che altrimenti ci chiederanno di iscriverci ad un albo) dandoti una linea e una strategia da solo. Ma io, essendomi occupato per alcuni anni per lavoro di linee editoriali e strategie per siti internet, ho scoperto che di tutto ho voglia tranne che di darmi una linea editoriale da solo. Quasi quasi fare un sondaggio tra gli affezionati lettori, ma poi qualcuno potrebbe pensare che mi prendo troppo sul serio.

Ecco, solo questo. Casomai ne riparleremo tra qualche mese.

Se il blog muore, Friendfeed è il maggiordomo

Da qualche tempo mi sono messo a testare (con un certo ritardo, ma con una certa intensità) Friendfeed. Per chi non lo sapesse, si tratta di uno strumento che permette di aggregare i vari account su aggeggi 2.0 e social network di un utente, dando a chi lo usa la possibilità di seguire anche quelli dei suoi contatti.

In estrema sintesi e detto un po’ grezzamente, se voi indicate a Friendfeed quali sono, ad esempio, il vostro blog, il vostro twitter o flickr, ma anche il vostro account su facebook, su youtube, su lastfm e addirittura su gtalk, lui vi crea una paginetta in cui spiattella tutti gli aggiornamenti che fate, sia nel postare che nel favorire qualcosa (come una foto, un video, o una canzone) che nel cambiare status o nick.

Se aggiungete anche degli amici o dei conoscenti, avrete una pagina che si auto-aggiorna con tutti i post, i commenti, le foto preferite, i video favoriti, etc etc, vostri, degli amici e degli amici degli amici.

Detto così sembra una fesseria, una specie di feedreader più potente e più mirato. In realtà ci sono un paio di cose che rendono FF un potenziale manicomio: la prima è che tutte le cose si possono commentare, o preferire (con un like), facendo ritornare il testo commentato in primo piano. La seconda è che si possono aggiungere dei mini-post direttamente su Friendfeed.

A questo punto vi basterà fare un giro per vedere cosa succede: è il regno delle discussioni e il paradiso dei commenti. Qualsiasi sciocchezza può generare decine di interventi, qualsiasi segnalazione rimbalza da una parte all’altra, un sacco di roba va via, come lacrime nella pioggia, tante discussioni si infuocano, a volte degenerano, spesso forniscono spunti interessanti.

Ora, detto sinceramente, sto buttando giù questo post al volo e senza nessun intento in particolare. Vi assicuro che l’ultima cosa che voglio è attaccare per l’ennesima volta la para-noia de: i blog sono morti, i blog stanno morendo. Non è quello. Però a me non era mai capitato (nemmeno in luoghi virtuali forse di maggior successo, come Twitter o Facebook) di vedere un massiccio spostamento di tutta una serie di cose che hanno avvicinato molta gente ai blog su un altro strumento.

Sto parlando di cazzeggio puro, provocazione, frasi buttata lì sperando di trovare un parere o un consiglio. E poi il momento di sconforto esposto al pubblico nel tentativo di ricevere affetto o una parola buona, il moto d’indignazione condiviso per sentirsi dire “anche io, anche io”, il senso di intimità come se quella cosa la stessi dicendo a pochi amici (anche se hai 100 contatti, e ti leggono anche gli amici dei contatti, e comunque finisci indicizzato dai motori di ricerca).

Insomma, è un sacco di roba che solitamente trovavo in giro per i blog, e ora sta più comodamente su Friendfeed.

Non credo che questo ucciderà i blog, ma da qualche giorno penso che potrebbe cambiarli. Come, non è facile da dire. I blog (anche i tumblr, per dire) sono più potenti di Friendfeed per tante cose, ad esempio su FF non si possono scrivere cose lunghe, è una faticaccia ritrovare un argomento particolare o una discussione vecchia di qualche giorno.  Ad occhio direi che se uno vuole sperimentare dei linguaggi, raccontare qualcosa più strutturalmente, portare avanti un discorso su un argomento specifico, avere un’identità precisa in rete, gli conviene sempre passare da un blog.

Però è ormai un fatto che certe cose per cui uno usava il blog, o un certo tipo di blog (ad esempio questo blog che state leggendo, in diversi momenti) ora funzionano meglio altrove.

Questo potrebbe portare ad un cambiamento reale. Tipo contenuti seri di qua e cazzeggio di là, post professionali o approfonditi di qua e organizzazione cene e birre di là, blog sempre più a tema e pagine di FF a “rutto libero”.  Inoltre cambieranno i modi per valutare il “successo” e la qualità di un blog, visto che i commenti e le citazioni si spostano in luoghi esterni, meno facili da vedere per il lettore e per le già discusse classifiche. Insomma, chi lo sa. La sto buttando lì, e probabilmente schiaccerò il tasto “Pubblica” senza nemmeno rileggere.

Però se qualcosa nel mondo dei blog dovesse cambiare, e se lo facesse in questa direzione, io un paio di domandine a Friendfeed per capire se ha un alibi le farei.

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