Gazzetta dello sport

Chi l’ha visto il tormentone?

Figuriamoci se voglio criticare il giochino. Qui, su questo modesto blog, ogni volta che la bella stagione si avvicina si parte con la giostra delle ipotesi, con le piccole scommesse, lo spazio per le proposte altrui, tutto per togliersi questo sfizio e provare a indovinare quale sarà “IL tormentone dell’estate”.
Un giochino tra blogger, un piccolo spasso tra amichetti.
E però quando vedo che portali e giornali si buttano sullo stesso gioco mi viene da pensare. Repubblica lo fece l’anno scorso, su Excite lo fanno da qualche anno e anche questa volta non mancano, in questo 2008 ho già visto lo speciale dedicato sul sito di Radio Deejay e quello della Gazzetta dello Sport (la Gazzetta dello sport?).
In tutto questo schieramento di forze, di grandi numeri, di professionisti, mi permetto solo una piccola osservazione: il “tormentone dell’estate” non è un sinonimo del “disco più trasmesso” o “disco più venduto” del trimestre vacanziero.
Il tormentone è un tormentone, dev’essere uno di quei pezzi che a fine agosto ti hanno già sfiancato, quello che esce dai juke box dei lidi, dallo stereo delle macchine, dai servizi del tg, dalle discoteche sulla spiaggia, dai discopub di montagna. Dev’essere un tormentone che, per l’ appunto, ti tormenta.
Noi ogni anno ci divertiamo a cercarlo, ma quando vedo che altri lo cercano in grande stile mi torna in mente una cosa semplice ma spesso dimenticata: non è detto che ci sia tutte le estati, il tormentone.

Così non vale, è troppo facile così

solo oggi, qui nel Salento dove sono in vacanza, tre persone mi hanno fermato per dirmi «complimenti per Ronaldinho» A me? Per Ronaldinho? È come se qualcuno mi dicesse: «complimenti per le corna di tua moglie!»

In mezzo a tante lettere di cantanti, artisti, opinionisti e politici che scrivono per esternare su etica, vita, morte e miracoli, la missiva dell’estate, per pertinenza e presumibile sincerità, è quella di Roberto Vecchioni, che scrive al direttore dalla Gazzetta dello Sport, per chiedergli come gli sia venuto in mente di fare un titolo ispirato ad una sua interistissima canzone in occasione dell’arrivo di Ronaldinho al Milan.

Direttore, è uno scippo.

p.s. sì, è vero, non mi sono espresso sull’acquisto del Gaucho, ma ho smesso di esaltarmi da un po’ per queste cose. Diciamo che secondo me il Milan quest’anno rischia alcune batoste memorabili. Però ci divertiremo, credo.

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