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Stasera sono qui

Sulla canzone di Pupo, Savoia e quell’altro (Luca Canonici, si chiama, ma fa troppo ridere il modo in cui è stato ignorato per tutto il festival) che ha rischiato di vincere il Festival si potrebbero dire tantissime cose.

Innanzitutto che è una canzone musicalmente irrilevante. O che ha un testo scritto veramente male. Che in alcuni punti è basata sulle rime (niente/veramente, religione/opinione), in altri no (come nel passaggio sullo stringere tra le sue braccia, dove non si capisce davvero a cosa si riferisca). Che tenta di farci sentire in colpa perché Filiberto non poteva tornare anche se non aveva fatto niente, ma senza sembrare troppo lagnosa, perché lui mai si è paragonato a chi ha sofferto veramente. Che sul la-la-la-la del tenore ci ci può cantare comodamente Over the rainbow. Che per trovare una cosa così retorica e nostalgica bisogna tornare a Italia Italia di Reitano e a Una vecchia canzone italiana della Squadra Italia. Che comunque quelle erano più belle. Che la modifica al testo fatta nella penultima sera per citare Lippi e Cannavaro a Berlino è quasi peggio dell’originale. Che dire che l’Italia oggi più serenamente si specchia nella propria storia indica l’aver vissuto all’estero per parecchio tempo.

Però diremo invece che è un capolavoro di trash. E a prova di questo porteremo la sua capacità di generare creatività di un certo livello.

Ad esempio il video in cui Peter Griffin guarda Sanremo.

O il geniale generatore casuale di testi di Italia amore mio di Meltiparaben.

O una serie di battute notevoli, tra le quali forse la migliore è quella di Luca Bottura: “Dopo 64 anni, i Savoia traditi nuovamente dalle giurie popolari”

Scherzare sì, scherzare no

Volevo mettere insieme due cose molto segnalate, anche se probabilmente le avete già viste, e anche se non riesco a trovare un collegamento definito e definitivo.

La prima è l’idea semplice ma micidiale di Paul The Wine Guy, grazie alla quale in tantissimi si stanno sbizzarrendo nel trovare nuovi significati per l’acronimo Udc, modificando il manifesto elettorale di Casini. Risultato: una valanga di battute, alcune splendide, altre un po’ forzate, quasi tutte divertenti.

L’altra cosa è un video preso da Domenica In, in cui un’innocente battutina del mago Silvan ha generato un imbarazzo da grave incidente diplomatico.

Ecco, come dicevo un collegamento chiaro non l’ho ancora trovato, ma l’impressione è che queste due cose affiancate ci stiano bene.

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