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La gioventù si scaglia

Ieri sera a cena si chiacchierava, mentre in sottofondo scorreva un inascoltato telegiornale. Ad un certo punto alcune frasi di un servizio si sono incuneate nelle pause della conversazione. Erano frasi che parlavano di divieti, limitazioni, chiusure anticipate. Già messi sull’avviso dal recente provvedimento teso a vietare i cornetti notturni nella capitale (seppur prontamente ritrattato), il clima a tavola si è fatto teso, fino divenire quasi esplosivo all’annuncio: “Vietati gli open bar”.

Per fortuna, in chiusura di servizio, una rassicurante Torre Eiffel ha chiarito anche ai più distratti che non si stava parlando dell’Italia. Quindi armi, scudi e molotov  sono stati riposti negli armadi, in attesa di eventi parimenti scandalosi e in grado di suscitare adeguate sollevazioni popolari.

Posta senza tetta

Una delle prime cose che ho visto in questo 2009 è uno spot di Save the children dedicato ai rischi del diffondere proprie foto on line. Mi ha fatto un po’ impressione, perché le organizzazioni umanitarie uno se le immagina sempre intente a lottare contro qualche tragedia in qualche posto lontanissimo, e non ad occuparsi di cose che invadono la nostra quotidianità. In rete quello spot non l’ho trovato, c’è invece questa versione a cartoni animati che comunque trovo altrettanto angosciante. Verrebbe voglia di fare la solita levata di scudi contro chi demonizza il web. Ma in realtà, se veramente c’è qualcuno che ha bisogno di sentirsi dire cose apparentemente ovvie per chi bazzica più intensamente internet (e l’impressione è che qualcuno ci sia) è bene che ci sia anche chi queste cose le dice.

Sicurinrete.it

Emo che è sta storia?

Devo essermi perso diversi passaggi nell’evoluzione della scena musical-modaiola dei giovani italiani. Io, lo ammetto, ero rimasto a quando il fenomeno chiamato “emo” era una cosa abbastanza di nicchia e comunque poco diffusa, ma non dev’essere così a giudicare dallo sfottò contenuto in uno dei pezzi più trasmessi dell’estate (“non come questi emo-omo e mucho macho” in Badabum cha cha di Marracash) e dalla presenza, tra i tanti cartelloni e striscioni dedicati ai gruppi più in voga sventolati dal pubblico di Trl Live, di uno con su scritto “Meglio scemo che Emo”.
Mi sembra di essere tornato ai tempi di paninari, metallari e dark.

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