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Muy gentile il difensor

Siccome vedo un certo affanno nel trovare tratti comuni e rituali scaramantici in grado di  legare quest’Italia a quella dell’82, ecco il mio modesto contributo nel riportare alla memoria di chi c’era e a conoscenza di chi no la cover-parodia di Da da da del trio inneggiante ai figli di Bearzot.

I compensi che vedRai

La mia modestissima impressione è che al centro del dibattito politico in Italia non ci siano quasi mai le cose che veramente ci aiuterebbero a migliorare. Per esempio oggi sulle prime pagine dei giornali c’è questa nuova regola per cui nei titoli di coda dei programmi Rai verranno inseriti i compensi di conduttori, giornalisti e ospiti.

E quindi? Qual è il vantaggio? Cioè: una volta che io so che tizio ha preso tot, cosa ci faccio? E meglio ancora: con che parametri lo giudico? Chi mi dice quanto tempo ci ha lavorato, se è tanto o è poco, se un altro lo poteva fare a meno?

A me pare che l’unico effetto sarà quello di impressionarsi. Santoro prende tanto. Oh, che impressione. Quella ballerina prende tot. Oh, che impressione. E davvero quello per cantare una canzone di 40 anni fa prende quella cifra? Oh, ma che impressione.

Se vi piace impressionarvi ci sono modi persino migliori: per esempio è abbastanza impressionante che Eto’o guadagni 10 milioni di euro l’anno per giocare nell’Inter. Ma voi trovate più impressionante questo o che Quaresma ne guadagni la metà per non giocarci praticamente mai?

E non sarebbe ancora più impressionante se ogni domenica allo stadio i tifosi che hanno pagato il biglietto potessero visualizzare sul tabellone lo stipendio dell’attaccante che si è appena mangiato un gol? Tornerebbero a casa con lo stesso risultato, ma vuoi mettere la soddisfacente impressione?

Mentre ci pensate state sereni, adesso con le cifre dei conduttori nei titoli di coda l’Italia sarà un Paese migliore. In attesa di trovare lo stipendio dell’amministratore delegato sulla confezione del succo di frutta che avete comprato e non sa di niente, di leggere la dichiarazione dei redditi del capo dell’Azienda dei trasporti sulla fiancata dell’autobus che non arriva mai, di vedere l’estratto conto dei dirigenti della banca scritto sul depliant informativo del mutuo che non vi concederanno.

A quel punto non credo che sarete meno incazzati. Però volete mettere che impressione?

Facebook e pastarelle

A proposito di Facebook, ieri stavo cercando di far apparire anche da me la nuova versione di cui tutti parlavano, quando ho fatto uno di quei tentativi  che ogni tanto funzionano: ho cambiato la lingua da inglese a italiano.

La cosa ha avuto il suo effetto e, mentre girovagavo per vedere cosa c’era di di diverso con la nuova grafica, ho notato che in italiano le situazioni sentimentali di alcuni dei miei contatti recitavano “fidanzata/o ufficialmente con…”

“Fidanzata ufficialmente”. Avete capito? Tutti a sproloquiare su quanto internet e i social network siano devastanti per le coppie e per le relazioni, a dipingere facebook come una macchina sfasciafamiglie, come specchio di una società triste e solitaria e questi addirittura riabilitano il termine “fidanzato ufficialmente”.

Da quanto era che non lo sentivate dire? Da quanto tempo voi e i vostri conoscenti eravate in imbarazzato equilibrio tra ironici “marito” e “signora”, deprimenti “compagno” e “storia”, giovanilistici “fidanzato” e “ragazza”.

E invece su facebook la gente si dichiara “fidanzata ufficialmente” e subito la cosa profuma di pastarelle comprate in pasticceria la domenica mattina, sveglie per arrivare a pranzo a un orario decente e non in pigiama, conversazioni controllate con il padre di lei, complimenti alla cucina della madre di lui, i genitori che si  incontrano per conoscersi.

Addirittura a un certo punto ho sentito l’eco di una conversazione che diceva  ”deve andare il padre di lui dai genitori di lei con l’oro”. “Con loro, con i fidanzati?” “No, con l’oro, con una cosa in oro, se no non è ufficiale il fidanzamento”, come si faceva, a volte si fa ancora, in alcune zone del sud.

Un mondo di parole antiche e quasi dimenticate, rinato grazie a uno status su facebook. Che poi quasi sicuramente non è così. Levando pure il quasi. Che magari i “fidanzati ufficialmente” hanno impostato lo stato in inglese e “Engaged” fa meno impressione.

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