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  1. Facebook e pastarelle

    7 febbraio 2010 / 7 Comments

    A proposito di Facebook, ieri stavo cercando di far apparire anche da me la nuova versione di cui tutti parlavano, quando ho fatto uno di quei tentativi  che ogni tanto funzionano: ho cambiato la lingua da inglese a italiano.

    La cosa ha avuto il suo effetto e, mentre girovagavo per vedere cosa c’era di di diverso con la nuova grafica, ho notato che in italiano le situazioni sentimentali di alcuni dei miei contatti recitavano “fidanzata/o ufficialmente con…”

    “Fidanzata ufficialmente”. Avete capito? Tutti a sproloquiare su quanto internet e i social network siano devastanti per le coppie e per le relazioni, a dipingere facebook come una macchina sfasciafamiglie, come specchio di una società triste e solitaria e questi addirittura riabilitano il termine “fidanzato ufficialmente”.

    Da quanto era che non lo sentivate dire? Da quanto tempo voi e i vostri conoscenti eravate in imbarazzato equilibrio tra ironici “marito” e “signora”, deprimenti “compagno” e “storia”, giovanilistici “fidanzato” e “ragazza”.

    E invece su facebook la gente si dichiara “fidanzata ufficialmente” e subito la cosa profuma di pastarelle comprate in pasticceria la domenica mattina, sveglie per arrivare a pranzo a un orario decente e non in pigiama, conversazioni controllate con il padre di lei, complimenti alla cucina della madre di lui, i genitori che si  incontrano per conoscersi.

    Addirittura a un certo punto ho sentito l’eco di una conversazione che diceva  ”deve andare il padre di lui dai genitori di lei con l’oro”. “Con loro, con i fidanzati?” “No, con l’oro, con una cosa in oro, se no non è ufficiale il fidanzamento”, come si faceva, a volte si fa ancora, in alcune zone del sud.

    Un mondo di parole antiche e quasi dimenticate, rinato grazie a uno status su facebook. Che poi quasi sicuramente non è così. Levando pure il quasi. Che magari i “fidanzati ufficialmente” hanno impostato lo stato in inglese e “Engaged” fa meno impressione.

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  2. Non è così difficile

    19 gennaio 2010 / 11 Comments

    Volevo offrire una consulenza, gratuita e spassionata, a tutti quelli che ogni tanto sentono il dovere di esprimersi sullo scandalo tutto italiano dei figli che non se ne vanno da casa.

    Una consulenza rapida e veloce, fatta da uno che ogni tanto legge analisi argute (“non se ne vanno perché casa dei genitori è arredata con gusto e si mangia bene”) o proposte di legge, o incredibili scoperte (“una nuova tendenza avanza” si leggeva qualche mese fa su un grande quotidiano “quella dei giovani che dividono un appartamento con colleghi o amici”) e ci rimane sempre un po’ così.

    Una consulenza fatta da uno che da casa dei suoi genitori è andato via a vent’anni e ancora (ma mai dire mai) non c’è tornato. E che però vorrebbe darvi un aiutino.

    Ecco, guardate, non è difficile: dovreste prendere un giornale di annunci immobiliari e cominciare a fare un po’ di telefonate per chiedere quanto costano le case, in affitto o in vendita, e segnare i numerini su un foglietto.

    Poi dovreste prendere un giornale di annunci economici e fare un po’ di telefonate, per chiedere (se vi rispondono) quanto offrono come stipendio a un neolaureato o neodiplomato, e segnare i numerini su un altro foglietto.

    Poi, e siamo quasi alla fine, dovreste prendere questi due foglietti. E confrontare i numerini. Avete visto? Non è così difficile.

    Posted in Italia Italia
  3. Sprechen sie deutsch?

    9 novembre 2009 / 12 Comments

    Non avendo niente di particolarmente interessante e profondo da dire sul ventennale del Muro, occupo il mio spazio per raccontarvi che l’estate scorsa sono stato a Berlino, arrivandoci con in testa la martellante hit in cui Fabri Fibra argomentava la voglia di andare in Inghilterra, per trovare opportunità, rispetto e gnocche disponibili.

    E mentre mi aggiravo per quelle strade e quei locali, in mezzo a quei tedeschi e a quegli stranieri diventati Berlinesi, pensavo che forse Fabri Fibra avrebbe dovuto fare un’altra canzone. Perché per la mia generazione e per la parte d’Italia che conosco io il “Paese in cui bisognerebbe andare a vivere se si volesse mollare tutto” sta diventando sempre di più la Germania, e la città di Berlino in particolare.

    Ci frena il clima (la cucina no, è pieno di italiani) ma ci incoraggiano tutte quelle cose berlinesi nelle quali continuamente inciampiamo e che ci fanno dire “ma perché anche da noi non facciamo così?”

    Auguri Berlino, con tanta ammirazione e un po’ di nostalgia, che tanto oggi è brutto tempo anche qui.

    Posted in Italia Italia
  4. Non indovinate?

    3 novembre 2009 / Leave a comment

    Benty nota una battutina dedicata al nostro Paese nella serie televisiva 30Rock, una delle sit-com più divertenti in circolazione. Sta nel video qua sotto, dura giusto 10 secondi.

    Posted in Tele-visioni
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