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Cose del secolo scorso

Dice Tremonti che bisognerebbe tornare al posto fisso. O meglio, che bisognerebbe ritornare a considerare il posto fisso come la base della nostra società. Una dichiarazione alla quale verrebbe voglia di rispondere con un “Fosse semplice!”, ma alla quale in molti replicano sdegnati, sostenendo che si tratta di una soluzione vecchia e ormai datata, una “ricetta del secolo scorso”.

Bene, aggiungo io, perché il posto fisso è una cosa davvero del secolo scorso, con quel sapore di antico e quelle abitudini che sanno di muffa come lo stipendio puntuale, le ferie garantite, la malattia pagata, la busta paga.

Ecco, la busta paga, che cosa del secolo scorso, concorderete con me. A cosa serve, oggi come oggi, una cosa vetusta come la busta paga?

A parte, s’intende, quando te la richiedono per accendere un mutuo, affittare una casa, accedere ad un prestito, rilasciare una carta di credito, acquistare a rate un’auto, un motorino, un frigorifero, una lavatrice, una cucina, un computer, un televisore e tutte quelle altre cose del secolo scorso?

Senti che puzza?

Ecco, queste sono le cose contro le quali singolarmente possiamo fare ben poco, e poco possiamo pretendere dalla singola famiglia e dal singolo insegnante. Queste cose si possono risolvere se ci si impegna a livello di società, di comunità, se interviene la politica. Ecco, appunto, ci vorrebbe la politica.

Ah, già, dimenticavo.

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