jovanotti

E gli inquirenti ancora non escludono la pista dell’industria di caffè

Ammettiamolo: quando tutti scrivono del ventennale di Nevermind o dei Pearl Jam e tu fai un post sui 30 anni di Gioca Jouer ti viene il dubbio di avere qualche cosa che non va. E però questo siamo, da questo veniamo, e a Cecchetto dobbiamo una parte talmente consistente del nostro immaginario giovanile che è meglio non pensarci, fidatevi.

Per questo, mentre si celebrano le pietre miliari per i rockettari della mia generazione, io ripenso con un filino di magone alla fallimentare iniziativa lanciata su questo blog per il ventennale di Jovanotti for President e decido di appoggiare, senza se e senza ma, la tempestiva iniziativa della Signora Maria e di Pop Topoi che, con un saggio semestre di anticipo, lanciano l’appuntamento per il febbraio del 2012, quando saranno passati 20 anni dall’uscita di Hanno ucciso l’uomo ragno degli 883.

Akille.net si schiera a favore di questa celebrazione che ha assai più probabilità di riuscita di quella Jovanottiana, se non altro perché gli artisti in questione non sembrano vergognarsi di quell’esordio. E quindi pronti a ricordare con nostalgia e adeguati racconti l’arrivo di un gruppo già abbondantemente rivalutato dai critici e dagli osservatori più illuminati. Un duo in grado di partorire una sfilza di canzoni di successo e addirittura una figura retorica che nemmanco gli antichi erano riusciti a coniare: il Maurorepetto.

Appuntamento su Facebook.

Ammettere i propri fallimenti

Insomma, diciamocelo: un segno di maturità è accettare senza nascondersi gli immancabili momenti in cui ti rendi conto che una cosa che pensavi che potesse diventare chissa che, in realtà non ha raggiunto lo scopo, anche quando questo scopo non era particolarmente definito.

All’inizio del 2008, ho lanciato da questo blog un’idea. Un po’ futile e cazzona, ma l’ho lanciata. Ovvero: visto che tutti stavano già ammorbando con l’anniversario del ’68, perchè io non potevo ammorbarvi un po’ con l’anniversario dell’uscita di Jovanotti for president?

Ho fatto un paio di post, ho aperto un MySpace (all’epoca andava ancora MySpace, chissà se oggi con Facebook avrei avuto più risultati?), ho raccolto un po’ di commenti, un po’ di mail, qualche centinaio di amici del profilo. Considerando com’era partita, cioè a fischio (come si dice dalle parti mie), la cosa ha avuto anche un certo seguito, è stata citata su Radio2, su Mtv da Carlo Pastore (Carlo pastore ragazzi, non so se mi spiego), sul sito ufficiale di Jovanotti. Lorenzo stesso l’ha saputo quasi subito, e quindi il primo step è stato raggiunto quasi all’istante.

E però, l’anno sta finendo, e non è successo quello che doveva succedere, cioè Jovanotti ha continuato ad approcciare il suo esordio con quella divertita distanza che già usava prima, con qualche citazione dal vivo o in occasioni speciali, ma non s’è vista l’ombra dell’auspicata celebrazione, del festone all’acquafan con lui con il cappellino a rifare The Rappers o Gimme five 2. Nemmeno un album di remix, cose così.

Ora non è che io stia qui a strapparmi i capelli o a piangere, c’è gente che ha sogni di una vita che sfumano, persone che fanno business plan di 100 pagine e non approdano a nulla. Io in fondo stavo regalando un’idea dalla quale non me ne sarebbe venuto niente,  stavo cercando di provocare un movimento di cose per puro sfizio.

Non è successo, e fa niente. Volevo solo ricordarlo a me stesso, e non far finta di nulla. Le decine di commenti e di messagi sullo Space pieni di sorrisi, ricordi, pacche sulle spalle, Yo e siamo o non siamo un bel movimento e lacrimucce di commozione, rimangono comunque.
Gimme five lo stesso a tutti, e buon ventennale.

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