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Aspetta e spera che chi legge s’avvicina

Non ci si crede, ma nell’epoca di internet, ai tempi in cui sempre più persone sanno che il Kindle non è una merendina, c’è ancora gente che va a comprare i libri nelle librerie. Li vedi aggirarsi tra gli scaffali chiedendo a un commesso di un libro presentato alla tv, buttando un occhio ai libri ordinati per classifiche, spulciando con fare attento le novità e le offerte speciali. Molti di loro pescano dalla moltitudine di volumi disponibili libri che non conoscono, cercando di farsi ispirare dal nome dell’autore, dal titolo, dalla copertina, aprendo una pagina a caso o leggendone l’inizio. Loro alleate e mentori delle piccole strisce di carta, piene di frasi suadenti, giudizi lapidari, numeri e resoconti di successi strabilianti. Sono le fascette, una sorta di monokini destinate a coprire parzialmente il libro facendoti venire voglia di possederlo grazie alle poche parole vergate sopra. Ma questi piccoli oggetti possono trasformarsi in un attimo in mentori mentitori, falsi amici, rassicuranti vecchiette che si rivelano streghe spacciatrici di mele avvelenate. Da sempre sono affascinato dalle fascette dei libri e dall’idea che qualcuno possa comprare o non comprare un libro grazie a loro. Da pochi giorni ho scoperto che a questo conturbante mondo e a tutte le sue possibili perversioni è dedicato un blog dal periglioso titolo “Fascetta nera”. Proviamo a seguirlo.

 

Chiedi chi era Zeman

Quando anche nelle cose serie diventa tutta questione di tifoserie uno finisce per rifugiarsi nel calcio. Si interessa di nuovo alla sua squadra del cuore, si informa sui nuovi talenti, impara le formazioni delle squadre più forti e di quelle che gli hanno sempre fatto simpatia.

Tra queste ultime, per quanto mi riguarda, c’è una new entry. Infatti da qualche settimana, durante il week end, arriva sempre il momento in cui mi ritrovo a chiedermi: ma cosa ha fatto il Pescara?

Il motivo per cui mi interrogo sulle sorti di una squadra di cui non me ne è mai fregato molto è semplice: a sedere sulla panchina c’è Zdenek Zeman. Su quanto sia effettivamente forte Zeman come allenatore c’è da anni un dibattito che preferirei non replicare in questa sede (per quanto trovo sempre che i detrattori abbiano qualcosa di più ostinato e irrazionale nelle loro motivazioni), ma di sicuro ci sono pochi allenatori in grado di generare quanto lui immaginario, epica e affetto nei luoghi in cui hanno lavorato.

Per questo mi pregio di segnalarvi l’uscita di “Il ritorno di Zeman“, un cofanetto contenente due documentari e un libro di Giuseppe Sansonna, giornalista, cineasta e vero “zemanologo“.  Ho avuto modo di vedere uno dei documentari (“Zemanlandia”, una spassosa e affettuosa storia del miracoloso Foggia degli anni ’90), sul resto vado sulla fiducia. Come con Zeman.

Presentiamoci

Amici, romani, concittadini, semplici passanti. Domani, martedì 7 dicembre, alle ore 19.00, presentiamo il libro Roma senza vie di mezzo. Location dell‘event, perform, esib, happen, insomma: se beccamo alla libreria Flexi, in via Clementina, 9. A Monti.

Mi raccomando non v’acchittate, che sarà una cosa semplisce, pe’ parla de ‘sta Roma bella, ma anche brutta (nella foto, un suggestivo scorcio).

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