playlist

Dodici per Zero

Anticipando almeno di quelche settimana radio, giornali e televisioni, quelli di Ciccsoft stanno chiedendo in giro di scegliere le canzoni più rappresentative di questo decennio che sta per terminare (oddio, sta per terminare un decennio? Ora che lo so ho una leggera ansia).

Il meccanismo è semplice: si scelgono 3 canzoni italiane, 3 canzoni straniere, 3 album italiani e 3 album stranieri. Le classifiche saranno aggiornate settimanalmente fino al 25 dicembre, ultima data utile per votare.

Semplice, ovviamente, è solo il meccanismo. Già solo l’idea di sceglierli, questi 6 pezzi e 6 album, mi terrorizza. Credo che voterò il 24 notte, sempre se ce la faccio.

Cosa racconteremo di questi anni ZERO

The sound of summer

A mo’ di chiusura della stagione metto qui alcuni video, da aggiungere alle segnalazioni musicali fatte prima della pausa estiva. Niente di particolare: sono solo alcuni pezzi, più o meno famosi, che mi sono entrati in testa nella seconda parte di agosto, e che non si schiodano. Insomma, quando l’heavy rotation di alcune radio funziona a dovere, o quando azzecchi i pezzi da mettere nel lettore mp3.

Gossip-Heavy Cross
Che dire, questo è il pezzo rock dell’estate. Assomiglia a tante cose, ma non stanca. Che detto così sembra una cosa da niente.

Mando Diao – Dance with somebody
Il singolo di questo gruppo svedese è il mio pezzo rock-danzereccio del periodo. Peccato che non abbia ancora beccato un locale dove lo suonano. O meno male.

Esser – Headlock
Pezzone estivo per eccellenza, il suo sound sa di vacanze, giornate di cazzeggio e viaggi all’estero.

The Durags – Yeah Yeah
Ogni volta che vado in una località nuova mi piace l’idea di portarmi a casa qualcosa di caratteristico dal punto di vista musicale. E anche se il suono di Berlino è techno, io sono tornato canticchiando questo. E sbagliando le parole, ovviamente.

Simian Mobile Disco – Audacity of huge
Rischiava di esserci troppo pop-rock nella mia playlist: per fortuna che sono tornati i Simian Mobile Disco.

Mike Snow – Animal
Come lo chiamate questo, electro-pop? Comunque sia, è un bel pezzo.

Ancienne vague

Ci sono stati tempi in cui ci era presa una passione sfrenata per la musica lounge e per uno dei suoi aspetti più devastanti: il coverizzare in versione soft e rilassante brani in origine rock, dance, caciaroni in generale. Un’operazione se vogliamo furbetta, quella di prendere grandi melodie e pezzi carichi di emozioni per renderli colonne sonore adueguate per aperitivi e locali fighetti.

E però un’operazione condotta spesso con grande maestria, che ha prodotto dei risultati a tratti superiori. Chi frequenta questo blog da anni magari si ricorda dell’esaltazione per le cover acustiche di brani dance di Sagi Rei, o per le cover rock dei Buena vista social club. O ancora delle segnalazioni per i Montefiori Cocktail o di Seu Jorge.

Sono passate le stagioni, e il genere si è un po’, come dire, spento. Forse perché i brani da rifare stanno finendo, più probabilmente perché ormai è difficile stupirci, e quello che all’inzio ti faceva gridare al genio ora ti sembra scontato.

Per questo il nuovo disco dei Nuovelle Vague, terzo volume di una trilogia che iniziò esaltando parecchi, non mi ha sorpreso nè entusiasmato. Ora, dopo aver sentito cover di ogni tipo, il rifacimento di un pezzo rock con chitarre acustiche e campanellini è davvero cosa di cui non ti stupisci più, ed entrando in un wine bar non ti aspetti nient’altro che di sentire qualcosa del genere, tratto da compilation in cui il nome di un locale è seguito da un numero.

Nouvelle vague vol. 3 è quindi un disco carino, buon esponente  di un genere che, come l’aperitivo che doveva sonorizzare, è diventato un rito che all’inizio ci elettrizzava, ora facciamo scorrere stancamente, digerendo già mentre stiamo ancora agli stuzzichini.

Espressa questa delusione, per la quale i NV non sono gli unici né i principali colpevoli, il vol. 3 un giro nel vostro lettore il disco se lo merita, perché la cover di Master & Servant dei Depeche Mode e di Blister in the sun dei Violent Femmes sono delle buone idee. E,  personalmente, inserirò nella mia playlist estiva Heaven degli Psychedelic Furs, perché nella versione dei NV è un piccolo gioiellino.

1 2  Scroll to top