politica

Di cosa parliamo quando parliamo di bavaglio

Scusate se mi occupo per un giorno di un argomento serio, ma sono settimane che leggo prese di posizioni, appelli e contro-appelli sulla nominatissima legge relativa alle intercettazioni e ogni giorno penso: “oh, ci fosse qualcuno che me la spiega”.

Poi ho trovato il tentativo di Guido Scorza pubblicato sull’Espresso, magari vi interessa. (O magari ne avete altre di analisi che trovate più giuste e affidabili, le leggo volentieri).

L’era del multitasking

Il rischio di cercare di informarsi su tre cose contemporaneamente è che a un certo punto mi è sembrato di aver capito che i Mondiali del Sud Africa sono copiati da quelli americani, che è proibito pubblicare sui giornali i monologhi dei comici e che Luttazzi è uno stronzo perché non ha citato Totti e Cassano.

I compensi che vedRai

La mia modestissima impressione è che al centro del dibattito politico in Italia non ci siano quasi mai le cose che veramente ci aiuterebbero a migliorare. Per esempio oggi sulle prime pagine dei giornali c’è questa nuova regola per cui nei titoli di coda dei programmi Rai verranno inseriti i compensi di conduttori, giornalisti e ospiti.

E quindi? Qual è il vantaggio? Cioè: una volta che io so che tizio ha preso tot, cosa ci faccio? E meglio ancora: con che parametri lo giudico? Chi mi dice quanto tempo ci ha lavorato, se è tanto o è poco, se un altro lo poteva fare a meno?

A me pare che l’unico effetto sarà quello di impressionarsi. Santoro prende tanto. Oh, che impressione. Quella ballerina prende tot. Oh, che impressione. E davvero quello per cantare una canzone di 40 anni fa prende quella cifra? Oh, ma che impressione.

Se vi piace impressionarvi ci sono modi persino migliori: per esempio è abbastanza impressionante che Eto’o guadagni 10 milioni di euro l’anno per giocare nell’Inter. Ma voi trovate più impressionante questo o che Quaresma ne guadagni la metà per non giocarci praticamente mai?

E non sarebbe ancora più impressionante se ogni domenica allo stadio i tifosi che hanno pagato il biglietto potessero visualizzare sul tabellone lo stipendio dell’attaccante che si è appena mangiato un gol? Tornerebbero a casa con lo stesso risultato, ma vuoi mettere la soddisfacente impressione?

Mentre ci pensate state sereni, adesso con le cifre dei conduttori nei titoli di coda l’Italia sarà un Paese migliore. In attesa di trovare lo stipendio dell’amministratore delegato sulla confezione del succo di frutta che avete comprato e non sa di niente, di leggere la dichiarazione dei redditi del capo dell’Azienda dei trasporti sulla fiancata dell’autobus che non arriva mai, di vedere l’estratto conto dei dirigenti della banca scritto sul depliant informativo del mutuo che non vi concederanno.

A quel punto non credo che sarete meno incazzati. Però volete mettere che impressione?

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