politica

Naming

Non subito e non da solo“, e però Rutelli annuncia che andrà con Casini. Ma quali saranno i motivi che consigliano di posticipare questo importante cambiamento? Fonti ufficiose ci fanno sapere che il problema è il nome da dare a questo nuovo soggetto politico. Sul tavolo diverse proposte.

UBC (Unione Brizzolati di Centro)

CPU (Cattolici Piacioni Uniti)

CBM (Cinquantenni Bellocci ma Moderati)

CCSBCJ (Centristi di na Certa che Stanno Bene in Camicia e Jeans)

UMCBAD (Unione Maschi dal Capello Bianco che Arisultano alle Donne)

FPBTMPAN (Famo Pedalà Bersani Tanto sui Manifesti per le Presidenziali Annamo Noi)

Cose del secolo scorso

Dice Tremonti che bisognerebbe tornare al posto fisso. O meglio, che bisognerebbe ritornare a considerare il posto fisso come la base della nostra società. Una dichiarazione alla quale verrebbe voglia di rispondere con un “Fosse semplice!”, ma alla quale in molti replicano sdegnati, sostenendo che si tratta di una soluzione vecchia e ormai datata, una “ricetta del secolo scorso”.

Bene, aggiungo io, perché il posto fisso è una cosa davvero del secolo scorso, con quel sapore di antico e quelle abitudini che sanno di muffa come lo stipendio puntuale, le ferie garantite, la malattia pagata, la busta paga.

Ecco, la busta paga, che cosa del secolo scorso, concorderete con me. A cosa serve, oggi come oggi, una cosa vetusta come la busta paga?

A parte, s’intende, quando te la richiedono per accendere un mutuo, affittare una casa, accedere ad un prestito, rilasciare una carta di credito, acquistare a rate un’auto, un motorino, un frigorifero, una lavatrice, una cucina, un computer, un televisore e tutte quelle altre cose del secolo scorso?

Siamo tutti prevedibili?

Un mese fa avevo scritto un post per dire che non mi sembravano molto efficaci tutte quelle iniziative anti-berlusconiane costruite sull’appropriazione di una frase del premier. Per intenderci, quelle per cui se lui dice farabutti o coglioni, tutti si fanno le foto con i cartelli “siamo tutti farabutti o coglioni”, in un continuo inseguire l’ultima dichiarazione del Presidente del Consiglio.

Probabilmente con lo stesso spirito venerdì Miic, commentando il servizio di Canale 5 sul Giudice Misiano (che, a scanso di equivoci, trovo un pezzo di televisione imbarazzante e squallido, ma analisi migliori le trovate da Antonio, Guia e Luca), ha scritto su Friendfeed “Ora però non è che ce la caviamo facendoci la foto in calzini turchesi davanti al barbiere e mandandola a repubblica per la campagna SIAMO TUTTI STRAVAGANTI”.

Bene, è bastato aspettare due giorni e stamattina Dario Franceschini, segretario del Pd, ha dichiarato “Sono a Chieti con un paio di calze azzurro turchese. Mettetevele tutti.” Mentre Il fatto quotidiano, battendo Repubblica sul suo stesso terreno, chiede ai suoi lettori di mandare delle foto con i calzini turchesi.

Boh, sbaglierò io, ma rimango convinto che la protesta sulle cose serie andrebbe fatta sul metodo e sul merito. E non, in maniera folkloristica e soprattutto prevedibile, ripetendo lo stesso meccanismo usato una settimana fa per un’altra cosa, e che verrà presumibilmente usato tra una settimana per un’altra ancora.

Sennò diventa appunto un “cavarsela”.

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