Domanda: ma la nuova campagna di affissioni della Centrale del latte, quella con il ragazzino dei Cesaroni, è una citazione?


Domanda: ma la nuova campagna di affissioni della Centrale del latte, quella con il ragazzino dei Cesaroni, è una citazione?


Ad occhio e senza essere un addetto ai lavori, mi pare la campagna di comunicazione più riuscita della mia Regione (per immagini, idea e scelta del testimonial).
Si insinua nelle tue orecchie quando hai ancora gli occhi chiusi la mattina, ti segue mentre ascolti le principali radio nel resto della giornata, spunta quando meno te lo aspetti in televisione.
Chi é? Ma è la Giulia, questa ragazzina di Pisa che ti spiega che, anche se tutti parlano di crisi, lei è ottimista. Perché? Perché non le piace il caviale, non le piacciono le “supermacchine”, né i resort e nemmeno il sushi. A lei piace il panino con il salame, piacciono le biciclette, le vacanze da nonna, la pizza e le serate a casa a giocare a carte.
Basta che ci sia la Coca-cola, dice la Giulia, che in effetti vive nella nuova pubblicità della nota bevanda. Dove la crisi non sembra fare paura. Almeno finché Giulia non dovrà andare a cercarsi un lavoro. Oppure finché i suoi genitori, per risparmiare, non cominceranno a comprare qualche Cola tarocca, giù al discount.
Proprio oggi mi sono imbattuto in alcuni operai che stavano sistemando una nuova affissione per le strade di Roma. Una marca di abbigliamento, il cui nome ho subito rimosso, ha deciso con notevole tempismo di pubblicizzarsi tramite una foto in cui due uomini di colore sono intenti a bloccare e perquisire, con i modi rudi del caso, due donne belle, bianche e bionde.

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