radio deejay

Chi l’ha visto il tormentone?

Figuriamoci se voglio criticare il giochino. Qui, su questo modesto blog, ogni volta che la bella stagione si avvicina si parte con la giostra delle ipotesi, con le piccole scommesse, lo spazio per le proposte altrui, tutto per togliersi questo sfizio e provare a indovinare quale sarà “IL tormentone dell’estate”.
Un giochino tra blogger, un piccolo spasso tra amichetti.
E però quando vedo che portali e giornali si buttano sullo stesso gioco mi viene da pensare. Repubblica lo fece l’anno scorso, su Excite lo fanno da qualche anno e anche questa volta non mancano, in questo 2008 ho già visto lo speciale dedicato sul sito di Radio Deejay e quello della Gazzetta dello Sport (la Gazzetta dello sport?).
In tutto questo schieramento di forze, di grandi numeri, di professionisti, mi permetto solo una piccola osservazione: il “tormentone dell’estate” non è un sinonimo del “disco più trasmesso” o “disco più venduto” del trimestre vacanziero.
Il tormentone è un tormentone, dev’essere uno di quei pezzi che a fine agosto ti hanno già sfiancato, quello che esce dai juke box dei lidi, dallo stereo delle macchine, dai servizi del tg, dalle discoteche sulla spiaggia, dai discopub di montagna. Dev’essere un tormentone che, per l’ appunto, ti tormenta.
Noi ogni anno ci divertiamo a cercarlo, ma quando vedo che altri lo cercano in grande stile mi torna in mente una cosa semplice ma spesso dimenticata: non è detto che ci sia tutte le estati, il tormentone.

Radioappunti 5-7 (uomini soli al microfono e palinsesti estivi)

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E così da qualche settimana è tornato il Deejay Time, programma culto della radiofonia anni 80-90, che ha avuto diverse vite (nella notte dei tempi era un semplice spazio pomeridiano in cui si passavano pop e new wave, finchè Jovanotti e Albertino non lo trasformarono in una trasmissione hip hop e house, alla fine è diventato un talk show, in mezzo è stato probabilmente il format radiofonico più rappresentativo della scena dance, che all’epoca era davvero un fenomeno di massa).
Com’è questo Deejay Time redivivo? Beh, il riferimento è il programma dance degli anni 90, ma tiene conto del tempo che è passato. Strizza l’occhio ai nostalgici con qualche pezzo vecchio, ma soprattutto con tanti brani nuovi che comunque sono remix di successi usciti 10 o 20 anni fa.
Per il resto si barcamena tra musica dance “di tendenza” e “commerciale”, in una scena molto più frammentata di quella di qualche anno fa, dove a tenere questo equilibrio si fa un po’ di fatica.
I “ragazzi” si divertono sempre molto con la tecnologia (effettistica sulla voce, jingle, pezzi modificati in diretta) ma nel frattempo la tecnologia ha fatto tanta strada ed è alla portata di tutti.
E così tutti i giochini del Deejay Time sono divertenti ma sembrano meno “magici” di quanto non sembrassero agli adolescenti di qualche anno fa, che strumenti in grado di modificare una voce o tagliare e incollare suoni se li sognavano, e non li scaricavano certo da emule.
Per non parlare del fatto che tutti gli amici della cassettina (quelli che registravano i programmi su audiocassetta) non hanno più molto senso in una radio in cui i podcast sono a portata di clic.

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E però ascoltando Albertino nel Deejay Time (ma anche Marco Baldini nel suo nuovo programma in solitaria nella mattina di Radio2) non posso fare a meno di pensare di quanto ormai sia vintage una trasmissione con un uomo solo che “parla alla radio”. In un panorama radiofoniche che ormai ha adottato alla grande la formula dei conduttori in coppia (una cosa che fino a qualche anno fa faceva tanto “radiorai”), il dj che conduce da solo sembra quasi un cavaliere d’altri tempi, che insegue improbabili mulini a vento. E che potrà mai raccontarci uno da solo, senza una spalla o un partner? Finirà mica per parlare dei dischi che mette? Non scherziamo.

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Comunque, ormai i palinsesti estivi sono partiti e i programmi di maggior successo sono in vacanza da un bel po’. Un cambio basato più che altro sul modello televisivo e sulle esigenze delle aziende (soprattutto intorno alla radio pubblica, c’è tutto un mondo che si basa sulle sostituzioni durante il trimestre estivo) che su una reale aderenza alla società odierna, dove ormai 3 mesi di ferie non le fa più nessuno.
Anzi, a pensarci bene, tra spostamenti in macchina, jogging, spiaggia, gite, laghi, e tv agostane deprimenti, uno la radio rischia di ascoltarla di più in estate che in inverno (e del resto non mi pare che Audiradio segnali clamorosi cali degli ascoltatori nel periodo giugno-agosto).
Facciamo così: se vi sembra che tra rincalzi e sostituzioni, in questo periodo sia spuntato qualche programmino o qualche voce intessante nelle radio italiane, segnalatelo nei commenti.

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